venerdì 30 luglio 2010
 
Home arrow Home
 
Home
Le bugie di Fioroni PDF Stampa E-mail
lunedì 08 ottobre 2007

 

La politica scolastica del Governo Prodi e del ministro Fioroni in particolare si caratterizza per l'assenza di strategia e di visione complessiva della scuola. Un certo modello di scuola è invero funzionale ad un certo modello di società, qui non sembra chiaro né il modello di società né il modello di scuola. Si procede sull'onda degli stimoli mediatici e delle pressioni che da più parti sollecitano il protagonismo di un ministro che, a differenza del precedente, appare senz'altro abile nel gestire l'impatto comunicativo, ma che non ha finora inciso sui problemi di fondo della scuola italiana.

Vi è da chiedersi peraltro se i ritocchi finora apportati al sistema scolastico siano positivi, siano cioè destinati a cambiare in meglio la scuola italiana e se abbiano carattere di originalità. Si è avuta infatti in più occasioni l'impressione che il ministro Fioroni si sia limitato a smontare pezzi della riforma Moratti per poi rimontarli eguali nella sostanza ancorché verniciati con colori più appariscenti. Il Ministro ha ripreso insomma soprattutto le parti più "popolari" della riforma Moratti.

Insomma il ministro ci è sembrato in questo anno e mezzo di governo come quegli imprenditori cinesi che dopo aver copiato l'originale lo rivendono sotto costo. Se Prodi è stato soprannominato Pinocchio, Fioroni è il suo Pinocchio "cinese".

Ma vediamo nello specifico i passaggi principali:

 

1) Le risorse

 

La Finanziaria 2007 aveva già previsto un pesante taglio di risorse, il più significativo mai fatto sulla scuola italiana. Si trattava di circa 3,2 miliardi di euro in tre anni con una corrispondente forte diminuzione di organici, che ha già avuto effetti notevoli per l’anno scolastico in corso. La Finanziaria 2008, ha lievemente attenuato il taglio di organici preventivato per i prossimi anni, che rimane comunque significativo: per il 2008 sono previsti risparmi di spesa pari a 535 milioni di euro, per il 2009 897 milioni, per il 2010 1.218 milioni e 1432 milioni per il 2011. A questo riguardo noi siamo senz'altro consapevoli che occorra proseguire il piano di razionalizzazione della spesa avviato dal ministro Moratti, e tuttavia i risparmi fatti sulla scuola non possono essere concepiti esclusivamente al fine di ridurre il debito pubblico. La introduzione della clausola di salvaguardia, confermata nella Finanziaria di quest’anno, che attribuisce al Ministero dell'Economia il governo sostanziale della scuola italiana e il fatto che non venga previsto alcun reinvestimento nella scuola delle somme risparmiate, in significativa differenza rispetto a quanto previsto invece nelle Finanziarie del centrodestra, la dice lunga sulla considerazione che questo Governo ha della istruzione.

Se infatti l'Italia ha il più alto numero di insegnanti in rapporto agli studenti, è anche vero che la spesa complessiva per istruzione rispetto al pil rappresenta solo il 3,6% ed è comunque inferiore alla media dei Paesi Ocse che è del 3.9%.

 

  2) Gli altri effetti negativi della Finanziaria.

 

Dopo aver illuso gli insegnanti precari sbandierando un piano di assunzioni per 150.000 docenti, quest’anno non vi è un solo euro per proseguire il piano di assunzioni. I precari sono stati letteralmente presi in giro. Avevamo già denunciato lo scorso anno che le cifre preventivate erano fasulle e che, anche alla luce dei tagli di organico, non vi era la possibilità di mantenere le promesse fatte. Non vi sono poi risorse per il rinnovo contrattuale 2008/2009, si può affermare che non sono previste risorse sufficienti nemmeno per la cosiddetta “vacanza contrattuale”, il che fa pensare che si voglia saltare a piè pari un anno di contratto. Ciò non era mai avvenuto in precedenza.

 

 3) La maturità

La principale riforma attuata finora dal Ministro Fioroni è senza dubbio quella degli esami di Stato. 

La riforma riprende nella sostanza il decreto Moratti 226/2005.

a) Lo scrutinio di ammissione era già previsto nel testo Moratti all'art.13,4 e viene ora ripreso con analoghe parole da Fioroni.

b) L'obbligo di aver saldato tutti i debiti previsto ora da Fioroni era già contemplato nel decreto Moratti, che prevedeva semmai un regime più rigoroso. Mentre infatti il testo Fioroni prescrive che "di norma" il debito vada saldato nell'anno successivo a quello in cui è stato contratto, il testo Moratti stabiliva all'art.13,3 che la ammissione al terzo e quinto anno fosse subordinata al raggiungimento di tutti gli obiettivi di istruzione e di formazione. Fioroni consente poi al Consiglio di classe, nello scrutinio finale del penultimo anno, di concedere all'alunno la possibilità di estinguere il debito o la sua parte residua anche nel corso dell'ultimo anno, laddove per la Moratti vi era l'obbligo di saldare ogni debito al termine del quarto anno. Al di là dei proclami, il testo Fioroni appare dunque in questa parte meno rigoroso.

c) Rispetto alla riforma Moratti, Fioroni reintroduce tre commissari esterni: si tratta di un ritorno puro e semplice alla maturità Berlinguer, che tutti gli esperti giudicavano non risolutiva, né efficace. Questa innovazione è costata quasi 200 milioni di euro, sottratti in buona parte ai bilanci delle scuole, senza di per sé comportare significativi risultati. I dati testimoniano infatti che l'aumento delle bocciature registrato quest'anno è da addebitare esclusivamente alla reintroduzione dello scrutinio di ammissione, abolito da Berlinguer e reintrodotto nel decreto Moratti, che non era peraltro ancora entrato in vigore e che è stato per questa parte ripreso pari, pari da Fioroni. Infatti la percentuale dei non ammessi a seguito dello scrutinio è stata pari al 4,4%, mentre la percentuale dei bocciati è stata solo del 2,5%. Con la maturità Moratti i bocciati all'esame furono il 3,5%. E' evidente come la differenza l'abbia fatta esclusivamente la reintroduzione degli scrutini di ammissione. Va detto inoltre che i 3 commissari esterni hanno comportato  un aumento vertiginoso delle rinunce, pari a circa un quarto delle commissioni, con una difficoltà a reperire sostituti. Ciò ha significato che in molte commissioni si è dovuto ricorrere a docenti non di ruolo, e dunque di minore esperienza.

 

4) La condotta

 

Vi sono poi due vistose mancanze nel testo Fioroni su due argomenti di grande importanza. La riforma Moratti contemplava il ritorno ad una valutazione della condotta degli studenti. Lacune comportamentali comportavano la non ammissione al biennio successivo, mentre laddove fossero "gravi" potevano comportare anche la bocciatura annuale. Con Fioroni, nonostante i tanti proclami del Ministro, la condotta non rileva più. Con la Moratti una cattiva condotta comportava la impossibilità di sostenere l'esame di maturità, con Fioroni si può essere considerati maturi anche se il comportamento ha rilevato una profonda immaturità comportamentale.

 

  5) LA FREQUENZA

Ai fini della validità dell'anno scolastico la Moratti prevedeva altresì la frequenza ad almeno ¾ delle lezioni, ciò anche al fine di scoraggiare assenze ingiustificate, spesso derivanti da illegittima interruzione della attività didattica. Nel testo Fioroni non si fa più alcun cenno alla necessità di aver frequentato un numero minimo di ore. 

6) il collegamento con l’università

Quanto poi al collegamento con l'università, mentre il testo Moratti prevedeva che l'ultimo anno fosse di completamento del percorso formativo precedente, e tuttavia prevedeva anche una personalizzazione dello studio, così da favorire l'approfondimento di quelle materie che sarebbero state poi l'oggetto principale del corso di laurea scelto dallo studente, nulla contempla al riguardo il testo Fioroni. La Moratti prevedeva dunque un collegamento serio e strutturato fra scuola e università, Fioroni lo contempla solo a parole. 

7) la lotta ai diplomifici

 

Il Ministro ha in più occasioni dichiarato di aver avviato una politica di serio contrasto degli esamifici. In realtà anche sotto questo profilo le misure concepite dal ministro erano già state adottate dal precedente Governo: se Fioroni prevede che siano rese più difficili le abbreviazioni per merito del percorso scolastico stabilendo che siano consentite solo laddove lo studente abbia conseguito nello scrutinio finale della penultima classe non meno di otto decimi in ciascuna disciplina, e non meno di sette decimi di media negli scrutini finali dei due anni antecedenti, la Moratti già prevedeva che nello scrutinio finale del secondo periodo biennale si dovesse aver ottenuto una votazione non inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, e una votazione non inferiore alla media dei sette decimi nello scrutinio finale del primo periodo biennale. Fioroni si è pure vantato che con lui finalmente non ci possono più essere scuole private dove la maggior parte dei candidati alla maturità siano esterni: le norme da lui introdotte sono una sostanziale fotocopia del testo Moratti: "i candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero massimo non può superare il cinquanta per cento dei candidati interni", recitava l'art.14,5 del testo Moratti; "I candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari e il loro numero non può superare il cinquanta per cento dei candidati interni", si legge nel testo Fioroni. E ancora nel testo Moratti si leggeva: "nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere costituite, soltanto presso gli istituti statali, commissioni apposite"; nel testo Fioroni si legge: "nel caso non vi sia la possibilità di assegnare i candidati esterni alle predette commissioni possono essere autorizzate, dal dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale, commissioni con un numero maggiore di candidati esterni ovvero commissioni apposite con soli candidati esterni costituite esclusivamente presso istituzioni scolastiche statali". Il testo Fioroni è solo più inutilmente prolisso.

 8) Il tempo pieno

 

Non è vero che Fioroni ha reintrodotto il tempo pieno, tanto è vero che non sono stati aumentati i docenti, sono stati anzi tagliati gli organici. Se fosse vero quanto Fioroni ha affermato sarebbero dovuti aumentare anche gli insegnanti. E' vero piuttosto che le classi che facevano 40 ore settimanali erano aumentate di oltre un punto percentuale proprio con la Moratti. Si è piuttosto eliminata la flessibilità dei curricula, impedendo una differenziazione dei programmi e questo è senza dubbio un passo indietro.

 

   9) LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI

 

Uno dei passaggi in cui Fioroni ha dato il meglio di sé come "Pinocchio cinese" e che hanno dato maggiore visibilità mediatica alle sue riforme è stato quello relativo ai cosiddetti programmi scolastici. Il ministero in occasione della pubblicazione delle indicazioni programmatiche comunicava alle agenzie che "è stato finalmente reintrodotto nelle nostre scuole lo studio della grammatica". I principali giornali italiani aprivano così all'indomani le prime pagine con la notizia di questo evento. Il Corriere della Sera, per esempio titolava al centro della prima pagina: "Scuola, tornano grammatica e tabelline". Il sottotitolo riportava poi la dichiarazione del Ministro: "Fioroni: privilegiamo italiano, matematica e storia rispetto a informatica e inglese".

Che si trattasse di una bufala si sarebbe dovuto capire verificando il numero delle ore insegnate. Se le ore non cambiano, risulta difficile "privilegiare lo studio dell'italiano, della matematica e della storia rispetto a informatica e inglese"! e le ore sono le stesse della riforma Moratti! Ciò premesso è curioso constatare come gli stessi quotidiani che hanno dato così ampio spazio alle dichiarazioni di Fioroni cinque anni fa riportavano titoli analoghi. Il Corriere della sera, ad esempio, riportava il 9 novembre 2002 nel sottotitolo a pag. 18 (con richiamo in prima pagina): "La Moratti accoglie i suggerimenti di An: analisi logica, meno storia del Novecento e più Risorgimento". L'articolo iniziava poi nel seguente modo: "Gli esperti scuola di Alleanza Nazionale hanno un sogno: recuperare alcuni insegnamenti della scuola prima degli anni '70 e '80. Riscoprire l'ordine mentale e la cultura delle regole, lo studio dell'analisi logica e grammaticale e delle poesie a memoria. Per realizzarlo hanno fatto modificare i programmi della scuola elementare e media, che saranno applicati con l'entrata in vigore della riforma in discussione al Senato. Il ministro nei giorni scorsi ha detto sì ai ritocchi proposti dal senatore Giuseppe Valditara, responsabile istruzione del partito". L'articolo proseguiva: "Le indicazioni nazionali, ovvero i livelli essenziali di prestazioni che le scuole devono garantire, dopo la cura di An, contengono espliciti riferimenti, dalle elementari alle medie, allo studio della grammatica e della sintassi e all'esercizio dell'analisi logica, 'i tre pilastri di una formazione rigorosa'. Per evitare fraintendimenti e rinfrescare la memoria delle scuole, termini come grammatica e sintassi sono stati inseriti più volte nel testo. Lo scopo è quello di contrastare la tendenza allo spontaneismo nel linguaggio e nella scrittura attraverso le regole e l'analisi riflessiva sulla lingua". Il Sole 24 ore del 9 novembre 2002 a pag. 20 (con richiamo in prima pagina) era altrettanto esplicito: "Materie, ritorna la tradizione", così titolava e il sottotitolo approfondiva: "Più grammatica e sintassi dalla seconda elementare. Lo studio del latino a partire dalle medie". Il riferimento a grammatica, sintassi e analisi logica in effetti era contenuto nelle Indicazioni nazionali della Moratti persino nei titoli dei capitoli dedicati allo studio dell'italiano, tanta era l'evidenza che si voleva dare all'argomento. In polemica con questo ritorno al passato il noto pedagogista di sinistra Vertecchi, consulente dei governi di centrosinistra, replicava sul Sole 24 ore: "aumentare l'analisi grammaticale o reintrodurre lo studio del latino non è certo la soluzione a carenze gravissime che sono state riscontrate più volte nella preparazione dei ragazzi…La soluzione prospettata, insomma, potrebbe produrre vantaggi soltanto per gli studenti delle classi sociali più abbienti". Per converso il prof. De Rienzo sul Corriere della Sera del 26/10/02 a pag.20 definiva la proposta di Alleanza Nazionale di rilanciare lo studio della grammatica e della analisi logica nelle elementari e nelle medie, accolta poi dal Ministro, "una proposta saggia di retromarcia radicale…Dotare tutti gli studenti di elementari strumenti linguistici corretti è un'operazione culturale sicuramente democratica".

Ma è poi vero che Fioroni vuole comunque uno studio più serio dell'italiano? Se leggiamo attentamente le indicazioni nazionali scopriamo piuttosto delle sorprese clamorose: l'obiettivo di leggere e scrivere viene spostato dalla prima alla seconda elementare! "Entro i primi due anni di scuola", si legge! C'è da rimanere increduli di fronte a tanta faccia tosta!

E veniamo così alla storia: qui semmai Fioroni fa un passo indietro, si riduce infatti drasticamente, rispetto alle indicazioni Moratti, lo spazio dedicato allo studio della nostra civiltà per dare uno spazio assolutamente preponderante al '900 e arrivare così fino alla attualità. C'è dunque il rischio di non offrire gli strumenti culturali per capire chi siamo e da dove veniamo per dare più spazio alla polemica politica.

Secondo Fioroni le sue nuove indicazioni nazionali reintrodurrebbero uno studio più serio della matematica. Peccato che spariscano invece interi argomenti! I solidi geometrici scompaiono dalla scuola elementare, ci si limita a perimetri e aree di triangoli e rettangoli, si elimina lo studio del cerchio. Per le elementari ci si limita a indicazioni molto generiche: saper "contare", "scrivere e leggere i numeri", "fare le operazioni", "risolvere facili problemi". Per le frazioni si arriva al ridicolo: si mettono come obiettivo di quinta, ma solo come "concetto".

E veniamo infine alla geografia: non si prevede nemmeno di saper situare sulla carta geografica, alla fine della quinta, i principali stati europei! Lo studio delle regioni italiane viene poi banalizzato nel "localizzare sulla carta geografica la posizione delle regioni fisiche e amministrative"! Tutto qui! Altro che aver ripristinato la centralità della geografia. Se questo è il trattamento riservato all'italiano, matematica, storia e geografia c'è da pensare che lo studio dell'inglese sia limitato alla conoscenza dei numeri e dell'alfabeto!

E' evidente dunque il disegno: una scuola più facile, meno formativa, che dà una preparazione di livello più basso. Una scuola dell'uguaglianza!

 

 10) GLI ESAMI A SETTEMBRE

 

Fioroni dopo aver constatato che quest'anno le promozioni con più debiti formativi da recuperare sono aumentate fino a raggiungere la percentuale record del 42%, ha deciso di reintrodurre gli esami di riparazione. Entro il 31 di agosto vanno quindi recuperati tutti i debiti. Occorrerebbe replicare: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Proprio nella Finanziaria 2007 erano stati preventivati 54 milioni di euro di risparmi auspicando una diminuzione delle bocciature! Essendo previsto il meccanismo della “tagliola”, le scuole venivano nella sostanza ricattate perché qualora non ci fosse stato un aumento delle promozioni tale da far conseguire il preventivato risparmio di spesa, il Ministero dell’Economia era autorizzato a tagliare i bilanci delle scuole per la somma corrispondente. In sostanza il ministro invitava a bocciare di meno per risparmiare risorse. E' logico dunque che siano aumentate le promozioni con debiti! Va peraltro subito detto che già nella riforma Moratti si prevedeva che tutti i debiti dovessero essere saldati, nei casi più gravi entro l’anno, comunque entro il biennio. Ancora una volta ci si muove dunque nello stesso solco di quanto già disposto dal governo di centrodestra, e peraltro ancora non attuato da Fioroni. In più si prevedono ora i corsi di riparazione. La misura è condivisibile anche se gli esami di riparazione possono essere una buona cosa solo se saranno accompagnati da un investimento significativo nei corsi di recupero. In altre parole se si organizzano corsi di recupero e si garantiscono compensi elevati a quei professori chiamati durante il mese di luglio e agosto a preparare i rimandati. In caso contrario si rischia di favorire soltanto i "figli di papà" che si possono permettere lezioni private, mentre per la gran massa di studenti, si rimanda la bocciatura di qualche settimana. Oltretutto se si considera che il 25% degli insegnanti non è di ruolo e dunque il loro rapporto di lavoro scade al 30 di giugno, non si comprende come essi possano essere tenuti a svolgere attività di recupero in agosto.

 11) SCUOLE APERTE

 

Fioroni si è vantato di aver aperto le scuole al pomeriggio quando è da circa quindici anni che ciò avviene.

 

 12) L’OBBLIGO SCOLASTICO  

Un'altra clamorosa bufala riguarda l'estensione dell'obbligo scolastico. La viceministro Bastico è arrivata a definirla la riforma più importante degli ultimi 40 anni, dopo la media unica del 1962. Fioroni ha dichiarato con grande enfasi che finalmente si estendeva l'obbligo a 16 anni. Peccato che ancora una volta la propaganda abbia mascherato la sostanza dei fatti. La riforma Moratti estendeva infatti il diritto dovere di istruzione/formazione fino a 18 anni. Dopo la scuola media il giovane aveva l'opportunità di scegliere fra il liceo per 5 anni oppure il percorso di istruzione/formazione professionale fino a 18 anni. Chi non sceglieva il liceo era obbligato a iscriversi a un corso di istruzione o formazione professionale fino a 18 anni. Si ribatteva dicendo che un conto è l'obbligo di istruzione, un altro quello di formazione, si obiettava inoltre che così facendo non si garantiva una istruzione adeguata a coloro che sceglievano i percorsi formativi. Fioroni non ha innovato: è vero si introduce l'obbligo di istruzione fino a 16 anni. Tuttavia in virtù di quanto stabilito nella Finanziaria 2007 l'obbligo scolastico si può anche spendere nei…. percorsi di formazione professionale! Dunque nulla cambia rispetto alla riforma Moratti, cambia solo la parola "obbligo", al posto di "dovere". 

13) LE SANZIONI PER L’EVASIONE DALL’OBBLIGO

Nel decreto Moratti sul diritto/dovere fino a 18 anni si individuavano espressamente le sanzioni a carico delle figure responsabili dell'adempimento dell'obbligo scolastico -genitori e scuola- creando le premesse per combattere efficacemente l'evasione dell'obbligo scolastico. Nulla è più detto nella riforma Fioroni. 

14) LE RISORSE PER GLI ALUNNI DISABILI

Per la prima volta dopo 5 anni sono diminuite le risorse destinate all'integrazione scolastica degli alunni disabili. Erano 10.986.588 dal 2003 in poi, sono 10.719.397 nel 2007. Sono altresì diminuiti gli organici degli insegnanti di sostegno: sull’organico di fatto il rapporto è stato infatti aumentato da 1 insegnante ogni 138 studenti a 1 insegnante ogni 200 studenti. Sull’organico di fatto sono stati dunque quasi dimezzati i docenti di sostegno.

 

 15) le supplenze

 

Le norme sul pagamento delle supplenze hanno costituito una autentica debacle per la politica governativa. Dopo la riforma contenuta in finanziaria che aveva scaricato sulle scuole l'onere del pagamento delle supplenze, si è registrata, a partire da febbraio, una autentica Caporetto. Mai come quest'anno si è assistito al fenomeno di studenti costretti a rimanere a casa o distribuiti in altre classi quando il loro docente si ammalava. Il recente trasferimento al ministero dell'Economia del compito di pagare alcune tipologie di supplenze, dimostra il fallimento del piano Fioroni.

 16) La defiscalizzazione dei contributi alle scuole

 

La defiscalizzazione dei contributi alle scuole contenuta nella legge Bersani è senz'altro una buona riforma. Peccato che sia anche copiata da una analoga proposta a suo tempo illustrata al ministro da An in occasione del convegno organizzato da Treelle nel luglio 2006 e successivamente riproposta a Fioroni durante il dibattito in commissione VII al Senato e trasfusa quindi nel ddl 1216/07 presentato al Senato. Manca rispetto al ddl di An un passaggio fondamentale: la istituzione di un fondo perequativo che eviti di accentuare le differenze tra scuole situate in aree a diverso sviluppo socio-economico. Manca anche la possibilità di dedurre pure le rette, fatto che consentirebbe di risolvere in modo indolore il problema della parità scolastica. Va detto peraltro che il testo governativo, rispetto a quello di An, ha introdotto una serie di limiti che penalizzano le donazioni.

17) L’ISTRUZIONE TECNICA

Il Ministro si è anche vantato di aver salvato gli istituti tecnici, prossimi al dissolvimento per colpa della Moratti. In verità, come ha riconosciuto in commissione la viceministro Bastico, l'istruzione tecnica è in crisi da diverso tempo. Negli ultimi 10 anni, ha perso circa il 10% degli iscritti. Fioroni si è limitato a ridare ai licei tecnologici il vecchio nome di istituti tecnici. Non sono state stanziate risorse aggiuntive per finanziare "il rilancio" della istruzione tecnica. Non è stato modificato il monte ore e dunque non state aumentate le ore di laboratorio, per il semplice motivo che esse erano già adeguatamente previste nel decreto Moratti. All'epoca non era invero passata la linea sostenuta dai consulenti dell'allora Ministro di dare al liceo tecnologico una pressoché esclusiva valenza culturale. La spendibilità professionale del diploma era del resto già conservata dalla riforma Moratti. Non si comprende dunque in che cosa consista la bontà della riforma Fioroni. 

18) L’ISTRUZIONE PROFESSIONALE

 

Un deciso passo indietro si ha sul fronte della istruzione professionale. Contrariamente a quanto previsto in costituzione essa viene riattribuita alla competenza dello stato. Si ritorna al vecchio modello della istruzione professionale che consente di accedere direttamente all'università e questo è un passo indietro, posto che o si indebolisce il suo carattere formativo e professionalizzante oppure si consente un accesso diretto all'università a chi non ha adeguate basi culturali. Si bloccano piuttosto le positive sperimentazioni avviate da regioni come la Lombardia che avevano contribuito a ridurre la dispersione scolastica. Va detto fra l'altro che aumentando le opportunità per i giovani con abilità più improntate al fare, la riforma Moratti aveva creato le premesse per una diminuzione significativa dell'abbandono precoce. Fioroni sull'istruzione professionale si limita a ritornare al vecchio modello, da tempo in crisi, oltretutto senza alcuna dotazione di risorse. La controriforma Fioroni avviene invero a costo zero.

 

 19) le sanzioni disciplinari per il personale della scuola

Il decreto legge approvato alla Camera semplifica le procedure per la irrogazione di sanzioni disciplinari. Anche qui si tratta di una procedura già prevista pure in un ddl di Alleanza Nazionale. E' certamente un passo avanti positivo, ma occorre ora, come già previsto dal governo di centrodestra, predisporre un codice deontologico dei docenti che fissi i doveri degli insegnanti. Oltre alle sanzioni disciplinari occorre peraltro prevedere anche strumenti concreti che consentano di rafforzare la autorità e di difendere il prestigio dei docenti all'interno delle scuole. 

20) LA RIFORMA DEL RECLUTAMENTO DEGLI INSEGNANTI

Non è stata ancora attuata la riforma della formazione e del reclutamento degli insegnanti, contenuta nella legge Moratti che è insieme con la previsione di stipendi legati al merito la riforma più importante che attende la scuola italiana per i prossimi anni. In Finanziaria si prevede ora di abrogare quella parte della legge Moratti che riformava la formazione e il reclutamento degli insegnanti, salvo poi delegare al Governo di attuare suddetta riforma con semplice regolamento, dettando criteri generalissimi che sembrano in qualche modo ricalcare, ancorché in forma più indeterminata, quanto già contenuto nella legge del centrodestra (i corsi di specializzazione universitaria dimensionati sulla base delle previsioni territoriali del fabbisogno di insegnanti, il tirocinio etc.). Perché dunque perdere almeno tre anni, quando bastava attuare la legge Moratti?  

21) L’ANTICIPO E LE CLASSI PRIMAVERA

 

Le classi primavera hanno ripristinato in modo più accentuato il tanto contestato anticipo della scuola d'infanzia che con la Moratti era stato fissato a 2 anni e 7 mesi, con Fioroni è sceso addirittura a 2 anni!

 

 22) LA VALUTAZIONE DELLE SCUOLE

 

La valutazione delle scuole, già avviata dalla Moratti e prevista dettagliatamente anche nel ddl di riforma organica della scuola presentato da An al Senato in questa legislatura, è stata inserita soltanto ora alla Camera nel decreto legge contenente Norme urgenti in tema di istruzione grazie ad un emendamento dell'opposizione. Anche qui si è perso un anno e mezzo.

 

 23)LA “SVOLTA” DEL NUOVO CONTRATTO

 

Secondo Fioroni il nuovo contratto rappresenterebbe una autentica svolta rispetto al passato.

Vediamo in cosa consiste questa “svolta”. Agli insegnanti vengono dati aumenti medi di 140 euro lordi al mese. Il primo contratto Moratti, siglato nel 2003, riconosceva un aumento superiore: pari a 147 euro, calcolando il differenziale di inflazione, la svolta è senz’altro negativa! Per il 2006 è stata liquidata la sola vacanza contrattuale, già stanziata con l’ultima Finanziaria di centrodestra, si è dunque saltato un anno di rinnovo contrattuale. Il pagamento di 50 euro all’ora per compensare i corsi di riparazione non è una aggiunta, ma viene sottratto all’aumento delle retribuzioni. Il pagamento delle ore di straordinario non è una novità, era già previsto, ora lo si porta da 28 a 35 euro. I 220 milioni di euro già deliberati dal precedente Governo e mai pagati ai docenti, che dovevano confluire negli incentivi, sono stati ora utilizzati per consentire di computare nella liquidazione, in favore di tutti gli insegnanti, la retribuzione della funzione docente.

Ma soprattutto ciò che manca è la previsione di un criterio di valutazione del merito che genericamente previsto fin dall’ultimo contratto Moratti (art.22), non ha mai trovato una attuazione concreta. Dove sta dunque questa “svolta”?

 

 Sen.Giuseppe Valditara, responsabile Ufficio Scuola

 
La Riforma della scuola PDF Stampa E-mail
sabato 13 gennaio 2007

Seminario Treelle “Per una scuola autonoma e responsabile”

 

 Uno degli aspetti positivi delle vicende che hanno riguardato la scuola italiana negli ultimi anni è la aumentata percezione della importanza della istruzione per il futuro del nostro Paese.Una conseguenza significativa è il fatto che il Parlamento sia tornato ad occuparsi in modo incisivo di scuola sottraendo alla burocrazia ministeriale un sostanziale monopolio che durava da circa 30 anni. Formulo subito l’auspicio che in questa legislatura non si faccia un passo indietro, ma si prosegua e anzi si accentui il confronto nel Parlamento per completare la stagione riformatrice delle due ultime legislature.

Leggi tutto...
 
Convegno sulla Carta dei doveri del cittadino PDF Stampa E-mail
martedì 12 settembre 2006

Hotel Cavalieri, Milano

Intervento di GIUSEPPE VALDITARA

Ogni società si regge, si sviluppa e prospera se vi è a suo fondamento un patto etico, una morale che indichi ciò che è bene e ciò che è male. E' per questo che presso ogni popolo fin dall'origine della storia umana è esistita una religione, che è servita in primo luogo per ancorare a un elemento soprannaturale l'esigenza di un ordine etico. Ma anche nelle società laiche vi è una sorta di religione civile alla cui stregua giudicare i comportamenti dei singoli e che si regge su qualcosa di più alto di una semplice precettistica del lecito e dell'illecito, ma va a dare un giudizio di valore sui comportamenti umani. Negli Usa rubare, non pagare le tasse, mentire, ingannare è peccato a prescindere dal fatto che si creda o meno in una fede. Bill Clinton venne messo alla berlina per l'affaire Lewinsky non per aver compiuto certi atti sessuali, ma per aver mentito.

Leggi tutto...
 
Riscopriamo la forza della cultura PDF Stampa E-mail
giovedì 27 luglio 2006

Giuseppe Valditara - Il Secolo d'Italia

La discussione sul futuro di An si arricchisce ogni giorno di nuovi contributi. Ciò testimonia la notevole vitalità del partito e il successo dell’iniziativa. Credo che la riflessione non possa prescindere da qualche dato simbolico: il Msi nel 1992 aveva a Milano il 2,5 per cento dei voti, An alle politiche del 2006 ha sfiorato nella stessa città il 12 per cento. Se a Milano An con “Fini premier” ha raggiunto ad aprile il 12 per cento, un mese dopo, senza Fini capolista, scendeva all’8 per cento.
Fini è del resto in ogni sondaggio il politico che gode del maggiorc consenso personale. Per crescere ancora occorre dunque una maggiore discontinuità di An rispetto al passato, e ci vuole un partito che assomigli sempre di più al suo leader.

Leggi tutto...
 
Biografia PDF Stampa E-mail
martedì 29 agosto 2006
 ImageOrdinario di istituzioni di diritto romano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Torino.

- titolare del corso di Istituzioni di diritto romano nella Facoltà di Giurisprudenza di Torino;

- nel 1992 ha vinto, con il libro "Studi sul magister populi", il Premio internazionale per la storia delle istituzioni politiche e giuridiche messo in palio dal Presidente della Corte costituzionale;

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >>

Risultati 19 - 23 di 23
   
 
© 2010 Giuseppe Valditara
Joomla! è un software libero realizzato sotto licenza GNU/GPL..