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Da “Il Corriere della Sera” del 19.7.2009 Intervista al Sen. Giuseppe Valditara Pagare le tasse dopo la laurea, quando si lavora. La proposta «made in Australia», adottata dal governo inglese, secondo il senatore Giuseppe Valditara (Pd1), segretario della commissione Istruzione del Senato, potrebbe funzionare anche da noi. C'è chi propone di alzare le tasse per risolvere in parte i problemi di finanziamento degli atenei. Quali sono i rischi? «Un sistema di tasse universitarie elevate a carico delle famiglie colpisce sempre e solo chi non evade, è impopolare, eccetto che per i fuori corso, e rischia di incrementare gli abbandoni, salvo che si facciano investimenti significativi nelle borse di studio. D'altro canto è urgente reperire risorse per il nostro sistema universitario. La scorsa Finanziaria ha avviato il risanamento, ora vanno ridotti drasticamente i tagli e finanziata l'eccellenza. Un aumento della contribuzione può affiancarsi in via integrativa». Esiste un sistema di imposizione che non sia impopolare? «E quello ideato in Australia e introdotto anche in Gran Bretagna da Blair che ne ha fatto un pilastro della sua politica di rilancio dell'università inglese. Si potrebbe prevedere che incrementi contributivi rispetto ai parametri attuali si paghino, anche dilazionandoli in rate pluriennali, dopo la laurea, in occasione della prima dichiarazione dei redditi. Nessuno potrebbe contestare che chi ha ottenuto un lavoro debba restituire una parte di quanto gli è stato anticipato. Inoltre chi si laurea svolge lavori a minor rischio di evasione. Infine non inciderebbe sugli abbandoni». Le università possono attendere tanto tempo? «Lo Stato potrebbe anticipare alle università il ricavato atteso, subentrando nel credito vantato dall'università. Si tratterebbe di cifre imponenti se si calcola che ogni anno si laureano 300 mila studenti. L'ammontare della contribuzione dovrebbe essere calcolato tenendo conto dei costi della formazione e del guadagno atteso dalla professione che si svolge. In Gran Bretagna hanno elaborato schemi che si possono ritrasporre senza grosse difficoltà». I prestiti d'onore non hanno avuto un buon esito? «Non hanno funzionato perché, con tasse universitarie così basse chi le paga non vuole caricarsi interessi comunque significativi, preferisce pagare subito. I prestiti d'onore funzionano o con interessi irrisori o con tasse elevate».
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