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Così Fini richiama a corte i colonnelli di An, ma senza rompere con il Cav. |
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giovedì 17 dicembre 2009 |
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Da “Il Foglio” del 17.12.2009, pag. 1 "Speriamo che Berlusconi esca presto da quel maledetto ospedale e cominci a lavorare. Poi tutto si supera", dice Umberto Bossi in Transatlantico dopo aver votato la fiducia sulla Finanziaria. Il leader della Lega si riferisce al nervosismo che ha attraversato il Pdl in seguito alla censura che Gianfranco Fini ha fatto precipitare sulla fiducia e sulle parole accese pronunciate martedì dal capogruppo Fabrizio Cicchitto intorno alle responsabilità dell'aggressione subita dal premier. Ma l'impressione è che, contro le apparenze, le novità emerse ieri, dall'accordo sulle regionali fino all'offerta di un patto democratico a Pd e Udc, dirigano verso una stabilizzazione più di quanto non evochino il disseppellimento di vecchie obbedienze di partito. Fini ha riunito a pranzo i propri ex colonnelli, anche quelli più distanti come Maurizio Gasparri e Altero Matteoli. Ha chiesto loro di fare un passo indietro delegandogli la facoltà di trattare con Berlusconi. Il patto è stato accettato e il presidente della Camera lo considera un primo passo per quella che ha definito "la ripartenza del Pdl" sulla base di "un rapporto di reciprocità" con il premier. I due si dovrebbero incontrare a breve e non è escluso che Fini avesse preallertato il Cav. delle sue intenzioni. Dice al Foglio il ministro Andrea Ronchi, uno degli uomini più vicini all'ex leader di An: "Fini non è isolato in An. Da oggi si discuterà tutti, in piena libertà, ma sarà poi necessario riunirsi intorno alla sua leadership". Giuseppe Valditara, altro finiano puro, aggiunge: "E’un fatto positivo che garantisce la serietà dell'operazione con la quale si vuole rilanciare il Pdl”. Dai colonnelli arriva un'esortazione: "L'accordo va benissimo, ma Fini rappresenti An in tutte le sue sfaccettature". Non facile. La solidità dell'intesa va valutata nel tempo. D'altra parte quali sono gli strumenti di cui dispone Fini per imporre un vero aut aut? Solo la minaccia di una scissione, sullo schema siciliano, dal gruppo parlamentare. Un'ipotesi che sfiora la fantapolitica, tanto più che l'ex leader di An ha interesse a tenere unito il Pdl e non a dividerlo (…).
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