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Da “Mf” del 23.10.2009, pag. 3 Sono durate il tempo di uno starnuto le smentite del Pdl all'esistenza di una fronda anti-Tremonti.
Non sarà nei minimi dettagli il decalogo per il rilancio dell'economia, disconosciuto da tutti i maggiorenti del partito di via dell'Umiltà, ma l'emendamento alla finanziaria depositato a Palazzo Madama da un folto gruppo di senatori di maggioranza, gli assomiglia molto. In realtà, la fronda dei quindici parlamentari che ha siglato una sorta di vera e propria riscrittura della manovra, è quasi tutta riconducibile alla componente ex Alleanza Nazionale del Partito delle Libertà. E il primo firmatario è l'economista e presidente della Commissione bilancio (oltre che ex viceministro di Tremonti nel precedente governo Berlusconi), Maro Baldassarri. Accanto a lui si sono schierati pezzi da novanta del Pdl, come Andrea Augello, altro aennino vicinissimo al sindaco di Roma Gianni Alemanno e tra i papabili candidati per la presidenza della Regione Lazio. O ancora Giuseppe Valditara, Antonio Paravia, Vincenzo Nespoli. Quelli presentati in serie dai senatori del Pdl sono emendamenti che, di fatto, riscrivono la manovra light presentata da Giulio Tremonti con l'intenzione di renderla extra-large. Il conto finale, è una finanziaria da 37 miliardi di euro, una cifra che non si discosta molto dalla fatidica manovra dei 90 mila miliardi di vecchie lire che Giuliano Amato varò nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992 per salvare l'Italia dal rischio default. Quella di Baldassarri & C., ha ovviamente uno scopo del tutto diverso: rilanciare l'economia. Ecco attraverso quali interventi. Irap. A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre del 2010, dice l'emendamento, dalla base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive, dovranno essere dedotte le spese per il personale dipendente e assimilato. Non sarà l’abolizione a lungo termine promessa proprio ieri anche da Silvio Berlusconi, ma gli si avvicina molto. Costo dell'operazione: 12 miliardi di euro. Quoziente familiare. Altro punto saliente dell'emendamento, è l'introduzione di una novità che è anche una delle promesse elettorali fatte dal Pdl: deduzioni crescenti in base al numero dei figli. L'emendamento della fronda-Baldassarri promette una deduzione dal 740 di 5 mila euro per ciascuna delle persone che fanno parte del nucleo familiare. Costo: fino a 15 miliardi di euro. Piano infrastrutture. Il testo depositato al Senato prevede l'avvio immediato di alcuni cantieri: alta velocità Milano-Genova, Milano-Verona e nodo ferroviario di Verona. Costo: 1,2 miliardi. Una cifra analoga, poi, verrebbe conferita all'Anas per interventi autostradali. Infine, l'emendamento prevede anche un piano straordinario per l'edilizia sanitaria pubblica del valore di 1,6 miliardi di euro. Il costo complessivo del piano infrastrutture sarebbe di 5 miliardi di euro. Credito d’imposta. A decorrere dal primo gennaio, spiega poi l'emendamento, i soggetti che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, fruiscono di un credito d'imposta, utilizzabile in dieci anni. Valore dell'intervento: 2 miliardi di euro. Cedolare secca affitti. Nel testo, trova anche posto un' altra battaglia da tempo combattuta (e fino a oggi persa) da molti parlamentari di tutti gli schieramenti: l'introduzione di una cedolare secca del 20% sui redditi da locazione. La versione di Baldassarri limita lo sgravio ai soli canoni percepiti da persone fisiche e per fabbricati e immobili ad uso residenziale. L'emendamento prevede anche delle agevolazioni per gli inquilini, ai quali viene data la possibilità di dedurre le somme pagate per l'affitto fino ad un limite di 5 mila euro l' anno. Ricerca e sicurezza. Altri due punti del testo, poi, riguardano le risorse per la sicurezza e l'ordine pubblico e i finanziamenti alla ricerca e allo sviluppo. Nel primo caso lo stanziamento è di due miliardi di euro. Nel secondo viene messo sul piatto un altro miliardo di euro. Il nodo delle risorse. Baldassarri ha anche una risposta alla domanda più difficile, ossia dove recuperare i 37 miliardi di euro necessari a finanziare il piano. La prima risposta è un netto taglio alla spesa dello Stato per consumi intermedi. A decorrere dal 2010, spiega l'emendamento, la dotazione delle amministrazioni pubbliche per far fronte ai consumi intermedi è riportata ai livelli del 2002. Riportare le lancette indietro di otto anni permetterebbe allo Stato di risparmiare 20 miliardi di euro in un triennio. All'appello, però, mancherebbero ancora 17 miliardi. Niente paura. Anche per questo Baldassarri ha una risposta. Sempre a decorrere dal 2010, verrebbero completamente tagliati tutti i trasferimenti destinati alle imprese (sia di parte capitale che di parte corrente), ad eccezione solo dei soldi necessari alle Ferrovie dello Stato. Mettere una pietra sopra agli incentivi (da quelli per l'auto, a quelli dei vari programmi per le aree sotto utilizzate), consentirebbe un risparmio di 17 miliardi di euro l’ anno. In questo modo si potrebbero recuperare tutti e 37 i miliardi necessari a finanziare il taglio dell'Irap, il quoziente familiare e tutte le altre misure dell'emendamento. Che ovviamente ha pochissime possibilità di essere approvato, a meno che non si vogliano mettere in conto le dimissioni di Tremonti. Ma che darà sicuramente adito a discussioni, visto che in fin dei conti recepisce molti dei punti del programma elettorale del Pdl (riproduzione riservata).
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