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Da “Il Sole 24 Ore” del 23.10.2009, pag. 3 «Se il premier ha deciso di procedere a una riduzione graduale dell'Irap utilizzando la franchigia lo strumento già c'è. E’ previsto in alcuni emendamenti alla manovra finanziaria depositati in Senato». A parlare è il senatore Andrea Augello, componente della commissione bilancio, che assieme al presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri e altri senatori ex An, ha firmato quegli emendamenti. «Silvio Berlusconi era al corrente di quelle proposte per emendare la finanziaria e se ad esse si è ispirato posso dire che la soluzione tecnica per tagliare l'Irap c'è». La proposta fa parte di un pacchetto di misure, nei fatti una manovra alternativa ideata da Baldassarri, per rilanciare l'economia senza aumentare il deficit ma tagliando la spesa pubblica, in particolare gli acquisti e i fondi perduti, ovvero i trasferimenti destinati alle imprese, a eccezione del trasporto pubblico locale e delle Ferrovie. La riduzione dell'Irap viene prevista come deduzione delle spese per il personale dal calcolo della base imponibile del balzello sulle attività produttive. Il taglio del monte salari dal calcolo Irap può essere introdotto come una franchigia modulabile con gradualità. «Nell'emendamento si fa riferimento a una franchigia per imprese che hanno fino a 100 dipendenti - spiega Augello - ma si può decidere di partire con una soglia più bassa, ad esempio 15-20 dipendenti, per ridurre l'impatto sul mancato gettitio, e poi elevarla nel tempo. Questa misura ha il vantaggio di portare da subito benefici per i più deboli». La prima annualità del taglio Irap, che potrebbe scattare il 31 dicembre 2030, potrebbe essere coperta con parte dei proventi dello scudo fiscale. Ma è chiaro che per gli anni a venire, visto che lo scudo è una misura una tantum, serve una programmazione strutturale della copertura per il mancato gettito. In realtà i senatori ex An avevano elaborato quegli emendamenti per cercare di aprire in Parlamento il dibattito sull'Irap: non si sarebbero aspettati certo che il premier se ne sarebbe tanto entusiasmato. Ecco perché la copertura prevista con tagli ai fondi perduti, nel momento in cui la proposta viene accolta dal governo, può essere sostituita con altre soluzioni strutturali. Il mancato gettito nel caso di taglio del monte salari per tutte le imprese - l'ipotesi caldeggiata da Baldassarri - determinerebbe un mancato gettito di 12 miliardi; una franchigia per le imprese fino 100 dipendenti 8 miliardi. Baldassarri, in verità, era partito da una visione di insieme che ipotizzava una manovra da 35 miliardi, tutta finanziata da tagli alla spesa, e che, oltre ai benefici Irap, portasse 15 miliardi di sgravi Irpef alle famiglie, 5 miliardi per le infrastrutture, 2 miliardi per le forze dì polizia e 1 miliardo per la ricerca. «Queste misure combinate avrebbero un immediato impatto sull'economia reale», spiega Baldassarri, che in un'analisi pubblicata per il Centro studi economia reale aveva calcolato che livello del Pil e dell'occupazione tornerebbero con 2 anni di anticipo, tra il 2011 e il 2012, ai livelli del 2007. «È chiaro che si può attuare quella manovra in modo modulare, scegliendo di puntare su un modulo, come l'Irap, oppure combinandone due o più assieme. La condizione di fondo è che, preso atto della manovra del ministro Tremonti che salvaguarda il livello di deficit e di debito, si cominci ad aggredire il moloch della spesa pubblica». Tra gli emendamenti anche quello del senatore Valditara sui "Research bond", che prevede sgravi fiscali per i fondi che investono in imprese che fanno ricerca.
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