venerdì 30 luglio 2010
 
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In bilico il tetto di 1.500 ore per l’attività dei docenti PDF Stampa E-mail
martedì 02 marzo 2010

Da “Il Sole-24 Ore” del 2.3.2010, pag. 38

 

 

Eliminazione del tetto di 1.500 ore per l'attività dei docen­ti. Semplificazione dei concorsi locali. Più elasticità sulla gover­nance. Sono alcune delle modifi­che al disegno di legge sull'uni­versità che il relatore Giuseppe Valditara (Pdl) proporrà nei prossimi giorni in commissione Istruzione al Senato. Con l'inten­zione, come spiega lo stesso se­natore, di eliminare quegli ecces­si di «prescrittività» e di «dirigi­smo» che ancora lo caratterizza­no. Fermi restando i «meriti im­portanti» che riconosce al prov­vedimento. Uno su tutti: «Coniu­gare finalmente il principio di au­tonomia degli atenei con quello di responsabilità».

Nel riassumere la sua idea sul Ddl, Valditara ricorre al giardinaggio. «E’ come un bel roseto - sottolinea - composto da rose di riconosciuta qualità, che è cresciuto a dismisura e che va dunque potato per evita­re che si trasformi in un bosco inestricabile».

Il primo ramo che potrebbe saltare è la previsione di un tetto annuo di 1.500 ore per l'insegna­mento e la ricerca di professori e ricercatori. Poiché, fa notare il senatore del Pdl, non conta il nu­mero di ore, ma piuttosto «che uno abbia fatto ricerca di quali­tà». Perciò, aggiunge, «bastereb­be prevedere la certificazione dell'attività svolta». Attribuen­do il potere di controllo al consi­glio di amministrazione degli atenei ed eliminando quello del Consiglio universitario naziona­le (Cun), perché «prevedere for­me di giurisdizione domestica sul modello del Csm creerebbe solo una sorta di autotutela».

Sempre nell'ottica di «rende­re più liberale» il provvedimen­to, l'esponente finiano giudica «troppo rigida» la scelta di ri­servare al rettore il ruolo di pre­sidente del cda, suggerendo che siano gli statuti a poter sce­gliere«fra una governance mo­nocratica o duale». Stesso di­scorso per l'impossibilità per i membri del Senato accademi­co di dirigere i dipartimenti: una norma definita «eccessiva­mente prescrittiva».

Altro ambito su cui si concen­trerà l'attività emendativa del re­latore sarà il reclutamento. Del quale Valditara salverebbe: l'in­troduzione dell'abilitazione uni­ca nazionale, la valutazione com­parativa sui titoli da parte di una commissione locale che forma­lizza la proposta di assunzione e l'approvazione della proposta da parte del cda. Evitando dispo­sizioni di dettaglio come quella che chiede di riservare un terzo dei professori di prima e secon­da fascia agli interni e un altro terzo agli•esterni. Dei suoi propo­siti Valditara parlerà oggi in commissione e domani tocche­rà al ministro Mariastella Gelmi­ni dire la sua. Dopodiché, fino al­la settimana prossima, ci sarà spazio per la presentazione de­gli emendamenti.

 
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