|
Da “Il Sole-24 Ore” del 2.3.2010, pag. 38 Eliminazione del tetto di 1.500 ore per l'attività dei docenti. Semplificazione dei concorsi locali. Più elasticità sulla governance. Sono alcune delle modifiche al disegno di legge sull'università che il relatore Giuseppe Valditara (Pdl) proporrà nei prossimi giorni in commissione Istruzione al Senato. Con l'intenzione, come spiega lo stesso senatore, di eliminare quegli eccessi di «prescrittività» e di «dirigismo» che ancora lo caratterizzano. Fermi restando i «meriti importanti» che riconosce al provvedimento. Uno su tutti: «Coniugare finalmente il principio di autonomia degli atenei con quello di responsabilità». Nel riassumere la sua idea sul Ddl, Valditara ricorre al giardinaggio. «E’ come un bel roseto - sottolinea - composto da rose di riconosciuta qualità, che è cresciuto a dismisura e che va dunque potato per evitare che si trasformi in un bosco inestricabile». Il primo ramo che potrebbe saltare è la previsione di un tetto annuo di 1.500 ore per l'insegnamento e la ricerca di professori e ricercatori. Poiché, fa notare il senatore del Pdl, non conta il numero di ore, ma piuttosto «che uno abbia fatto ricerca di qualità». Perciò, aggiunge, «basterebbe prevedere la certificazione dell'attività svolta». Attribuendo il potere di controllo al consiglio di amministrazione degli atenei ed eliminando quello del Consiglio universitario nazionale (Cun), perché «prevedere forme di giurisdizione domestica sul modello del Csm creerebbe solo una sorta di autotutela». Sempre nell'ottica di «rendere più liberale» il provvedimento, l'esponente finiano giudica «troppo rigida» la scelta di riservare al rettore il ruolo di presidente del cda, suggerendo che siano gli statuti a poter scegliere«fra una governance monocratica o duale». Stesso discorso per l'impossibilità per i membri del Senato accademico di dirigere i dipartimenti: una norma definita «eccessivamente prescrittiva». Altro ambito su cui si concentrerà l'attività emendativa del relatore sarà il reclutamento. Del quale Valditara salverebbe: l'introduzione dell'abilitazione unica nazionale, la valutazione comparativa sui titoli da parte di una commissione locale che formalizza la proposta di assunzione e l'approvazione della proposta da parte del cda. Evitando disposizioni di dettaglio come quella che chiede di riservare un terzo dei professori di prima e seconda fascia agli interni e un altro terzo agli•esterni. Dei suoi propositi Valditara parlerà oggi in commissione e domani toccherà al ministro Mariastella Gelmini dire la sua. Dopodiché, fino alla settimana prossima, ci sarà spazio per la presentazione degli emendamenti.
|