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RICERCA, IL GOVERNO PUNTA ALL’OCCUPAZIONE BULGARA |
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venerdì 30 giugno 2006 |
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Il Secolo – 30 giugno 2006 p. 6 di : Mario Masi Roma. Le iniziative delle due anime della sinistra, quella radicale e quella moderata, tornano a seminare il panico nel mondo della ricerca. Dopo la decisione solitaria del ministro dell'Università, Fabio Mussi, di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica delle istituzioni comunitarie contro la ricerca sulle staminali embrionali, sembra che il governo abbia in cantiere un progetto per azzerare tutti gli incarichi affidati dall'esecutivo precedente. Uno spoil system selvaggio che non dovrebbe risparmiare neanche gli enti di ricerca e che potrebbe costare 40o milioni di euro. Il cambio forzato di tutti i vertici del settore, infatti, fermerebbe anche i lavori della commissione preposta al finanziamento di 12 grandi progetti strategici per l'industria italiana. La conseguenza dello stop a questa parte del programma nazionale di ricerca 2005-2007 sarebbe la perdita della copertura finanziaria che, per un anno, corrisponde appunto a 400 milioni-di euro. Per Giuseppe Valditara, responsabile dell'ufficio per la scuola e l'università di An, «l'azzeramento dei vertici degli enti potrebbe essere inserito addirittura in un emendamento del governo al decreto sullo spacchettamento dei ministeri, o in un successivo disegno di legge. Si tratterebbe - continua il senatore - di un provvedimento inaccettabile che non solo avrebbe pesanti effetti negativi sull'efficienza gestionale degli enti di ricerca, che resterebbero paralizzati per mesi, ma dimostrerebbe anche l'intenzione dell'attuale maggioranza di occupare militarmente la ricerca italiana cancellandone l'autonomia e facendosi che risponda politicamente al governo». Questa volta ci troviamo davanti a un caso di schizofrenia al contrario. Una sorta di vendetta del governo sul suo ministro dell'Università e della Ricerca che pochi giorni fa, incontran-o do a Bologna il personale dell'università e del Cnr aveva fornito ampie rassicurazioni. Mussi aveva dichiarato che «non si ferma un treno in corsa, al massimo si aggiusta la direzione», gettando nello sconcerto quelle frange giustizialiste che albergano in seno ai Ds e confortando i gruppi più moderati, come quello di «Ricerca e dintorni", che più volte si era espresso per un dialogo costruttivo all'interno degli enti di ricerca. Sembra, dunque, che mentre in certi casi - vedi la questione staminali - Mussi prenda dette iniziative isolate, gettando_ nello sconcerto una parte della maggioranza di governo, Margherita in testa, in altri casi sia il governo stesso che progetti delle iniziative senza informarne prima il suo ministro competente, con l'unico risultato di paralizzare il mondo dell'università e degli enti, riducendo il sistema ricerca all'ennesimo terreno di conquista da parte di interessi politici ed economici. Un contesto nel quale alcune decisioni sembrane prese senza considerarne ricadute e implicazioni, come dimostra la vicenda della decisione di Mussi sulle staminali, che - spiega Valditara - rappresenta «una doppia violazione di legge»: da un lato la legge 4o sulla procreazione assistita e dall'altro la "legge Buttiglione" che prevede un passaggio in Parlamento prima di ogni atto sulla politica comunitaria. Ho il dubbio serio che qui si stia violando la legge 40. Quello di Mussi - conclude - è un percorso surrettizio per aggirare la questione a livello europeo». |