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(DIRE) Roma, 9 mar. - Il giorno della verita' arrivera' martedi', quando in commissione Istruzione al Senato si discuteranno gli emendamenti presentati ieri da maggioranza e opposizione sul ddl di riordino degli enti di ricerca licenziato dal governo. Mussi vuole che la legge sia approvata entro primavera. Per questo la maggioranza sta cercando di arrivare ad un testo quanto piu' possibile condiviso gia' in commissione. Per dare un "segnale" alla comunita' scientifica di una politica capace di essere coesa su un tema delicato come quello della ricerca. Ma anche in vistadel dibattito in aula, dove i suoi numeri sono notoriamente risicati. La Cdl e' possibilista. Ma chiede che siano accettatiin blocco i suoi emendamenti. "Del resto- sottolinea il senatore di An Giuseppe Valditara- abbiamo fatto una proposta ispirata a principi di trasparenza, merito ed efficienze".
(DIRE) Roma, 9 mar. - Il giorno della verita' arrivera' martedi', quando in commissione Istruzione al Senato si discuteranno gli emendamenti presentati ieri da maggioranza e opposizione sul ddl di riordino degli enti di ricerca licenziato dal governo. Mussi vuole che la legge sia approvata entro primavera. Per questo la maggioranza sta cercando di arrivare ad un testo quanto piu' possibile condiviso gia' in commissione. Per dare un "segnale" alla comunita' scientifica di una politica capace di essere coesa su un tema delicato come quello della ricerca. Ma anche in vistadel dibattito in aula, dove i suoi numeri sono notoriamente risicati. La Cdl e' possibilista. Ma chiede che siano accettatiin blocco i suoi emendamenti. "Del resto- sottolinea il senatore di An Giuseppe Valditara- abbiamo fatto una proposta ispirata a principi di trasparenza, merito ed efficienze". Insomma, quasi un prendere o lasciare. La Cdl, in buona sostanza, chiede che il ddl non dia totale carta bianca al ministro della Ricerca sull'accorpamento, la fusione e la soppressione degli enti. Un principio condiviso anche a sinistra. "Liberta' massima- specifica Valditara, parlando a nome dell'opposizione- puo'essere prevista solo su aree specifiche come quelle dell'ottica o della fisica applicata, quelle in cui si sono rilevate reali criticita'". La Cdl chiede anche procedure di qualita' per la selezione dei presidenti: le search committee (le commissioni diesperti della comunita' scientifica), che devono suggerire la rosa di candidati al ministro, vanno inserite chiaramente nel testo.Il governo dovra' poi fissare gli obiettivi della ricerca e i finanziamenti andranno subordinati al raggiungimento degli stessi. Bipartisan e', invece, la richiesta che le decisioni sui commissariamenti passino prima in Parlamento, nelle commissioni competenti. "Si tratterebbe di una vera e propria svolta- spiega il relatore del ddl, il senatore diessino Andrea Ranieri- il parere non sara' vincolante ma il ministro sara' tenuto a rispondere in parlamento dei commissarimenti". La maggioranza propone anche che l'autonomia statutaria sia garantita dal ddl, ma che i nuovi statuti facciano comunque un passaggio in commissione per verificare che siano congruenti con le regole della legge sul riordino ma anche con quelle preesistenti. Dall'una e dall'altra parte arrivano segnali distensivi e previsioni ottimiste sull'esito del dibattito di martedi', che potrebbe portare ad una decisione anche nella stessa giornata. "C'e' stato una sostanziale convergenza- ammette Ranieri- sulla necessita' di apportare alcune modifiche al testo per arrivare ad una proposta condivisa che e' auspicabile anche per dare un segnale al mondo della scienza". "Ho notato- aggiunge Valditara- una disponibilita' da parte di governo e maggioranza che non posso non apprezzare". Ma la Cdl tene duro sui suoi emendamenti. "Se la maggioranza li accettera'- chiude Valditara- il ddl avra' la possibilita' di avere un percorso veloce in aula". Come a dire che in caso contrario la corsa del testo rischia di essere ad ostacoli.
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