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Da “Il Messaggero” del 28.1.2010, pag. 10 “La riforma si applichi solo a partire dalle prime classi e non dal biennio”, si dovrà andare a regime con gradualità, questa l'unica vera condizione posta dal Senato che ieri ha dato parere favorevole al riordino dei licei, solo l'opposizione ha votato contro. E la possibile riduzione della storia e della geografia? “Queste materie non sono in pericolo, il quadro orario non è stato toccato”, dicono i senatori della maggioranza che con il sì di ieri hanno definitivamente licenziato la riforma. Riforma che, per volere del governo, ha utilizzato la "scorciatoia" del regolamento ministeriale evitando il disegno di legge. I tre testi (inviati dal ministro Gelmini alle Camere) hanno perciò ricevuto solo il voto della Commissione istruzione e non dell'aula. Sicché dopo l’ok della Camera, quello di ieri è stato l'ultimo “passaggio” parlamentare. Ora la palla torna in Consiglio dei ministri, per un'ultima veloce ratifica, dal momento che entro il 26 marzo scadono i termini, per le iscrizioni e le fave devono sapere che cosa scegliere per i loro figli. Comunque, perché la riforma diventi legge dello Stato Palazzo Chigi tra un mese emanerà un decreto (...). «Nessuna riduzione per le discipline umanistiche al classico - afferma il senatore Giuseppe Valditara - Sarà fondamentale anche l'alternanza scuola-lavoro e, per quello che mi riguarda, il raccordo tra scuola e università, riprendendo il meglio della riforma Moratti. Ho suggerito che per chi proviene dall’Istruzione professionale ci sia un corso integrativo prima dell'esame di maturità e quindi dell'iscrizione all'università» (…).
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