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venerdì 19 gennaio 2007

Il Sole24ore 16 gennaio 2007

POSSIBILI SCENARI BIPARTISAN   

Aprea (Fi) e Valditara (An) sottolineano la continuità con la Moratti - Per Diliberto (Comunisti italiani) si va oltre il programma della maggioranza

Scuole come fondazioni per accelerarne l'autonomia e giorni contati per i licei tecnologici. È lo scenario che sembra de­stinato a delinearsi dalle prossime mosse an­nunciate dal ministro della Pubblica istruzio­ne, Giuseppe Fioroni, venerdì scorso a Caser­ta, durante il summit di Governo. Nessun dettaglio su tempi e modi di attua­zione arriva da viale Trastevere, anche se dal­le stanze del ministero c'è chi ipotizza un in­tervento a breve di Fioroni: potrebbe farsi strada l'idea di un blitz da mettere a segno in­serendo il provvedimento nel decreto mille­proroghe. Ma è già accesa la discussione sul pacchetto di interventi: regime fiscale delle fondazioni da introdurre nelle scuole; comita­to esecutivo (aperto anche a rappresentanti delle autonomie locali e delle imprese) da af­fiancare ai dirigenti scolastici per la gestione dei fondi e rilancio dell'area tecnica e profes­sionale nelle scuole superiori con l'istituzio­ne di almeno un polo per provincia. Manuela Ghizzoni, capogruppo dei Ds in commissione Cultura alla Camera, prova a mettere ordine. «In realtà non si tratta di fa­re le fondazioni, ma semplicemente di esten­derne alle scuole il regime fiscale. Scelta sa­crosanta». Sul comitato esecutivo, l'espo­nente dei Ds riconosce che «è la parte più problematica da discutere ma, dal punto di vista della democrazia, è un passo avanti: la scuola dell'autonomia deve porsi il proble­ma di avere una struttura di governo». E sul­la scelta di Fioroni per il rilancio dell'istru­zione tecnica e professionale Ghizzoni non ha dubbi: «Mi pare che ci sia un punto chia­ro: l'abrogazione dei licei tecnologici. Ossia, cancellare quella parte della legge Moratti che trasformava gli istituti tecnici nei licei tecnologici e affidava gli istituti professiona­li alle Regioni. Fioroni conferma, invece, il comparto dell'istruzione tecnica e professio­nale all'interno della scuola di Stato». Da Valentina Aprea, responsabile scuola di Fi, arriva un'apertura alle iniziative annun­ciate da Fioroni: «Valutazione positiva: si tratta di misure che rafforzano principi già contenuti nella riforma Moratti. Il sistema delle fondazioni consentirà alle scuole di rac­cogliere finanziamenti per progetti autono­mi e legati alla territorialità. E prevedere un cda negli istituti è stato un cavallo di batta­glia di Forza Italia fin dagli inizi. In particola­re, il coinvolgimento diretto di enti locali e forze imprenditoriali, lo avevamo introdotto nel decreto di riforma del secondo ciclo. Per il rilancio dell'istruzione tecnica, si può 'cominciare subito. Insomma, se Fioroni tiene fede a quanto detto - poli tecnici e professio­nali, albo nazionale per le qualifiche, corsi triennali e alta qualificazione - siamo dispo­nibili a garantire il nostro sostegno». Anche per Giuseppe Valditara, responsabi­le scuola di An, «è una buona idea, speriamo che non sia l' ennesimo fuoco d'artificio al qua­le non segue alcun fatto concreto. Se si ricono­scesse la possibilità di defiscalizzare le dona­zioni alle scuole, pubbliche o private, si risol­verebbero i problemi finanziari dell'istruzio­ne italiana. Ma occorre prevedere anche un meccanismo di compensazione che consenta di finanziare le scuole più disagiate. Sull'even­tuale abolizione dei licei tecnologici, invece, non sono d'accordo. Piuttosto è necessario permettere a questi ultimi di poter rilasciare titoli immediatamente spendibili sul mercato del lavoro», conclude Valditara. Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, taglia corto: «Non mi risul­ta che ci sia nulla di tutto ciò nel programma dell'Unione. Se uno voleva trasformare le scuole in fondazioni doveva dirlo prima delle elezioni. Invito Fioroni a una maggiore caute­la, perché la politica degli annunci non va mai bene. E, poiché lo stimo molto, gli chiedo di raccordarsi di più, e preventivamente, con la sua maggioranza. Per defiscalizzare basta un provvedimento, non serve parlare di fonda­zioni. Tra l'altro sarebbe incostituzionale». Titti De Simone (Rifondazione) si dichiara, «preoccupata e perplessa» sulle trasforma­zioni annunciate da Fioroni. Giovanni Sedioli dirige gli istituti tecnici e professionali Aldini Valeriani, struttura scola­stica del Comune di Bologna che vanta un pri­mato invidiabile: oltre 1'80% di chi esce dalla scuola trova lavoro entro 90 giorni dal mo­mento in cui comincia a cercarlo. «Quelle del ministro mi sembrano sollecitazioni corrette più che soluzioni – commenta Sedioli -; tro­vo utile il discorso fiscale e traspare prudenza dalle parole di Fioroni. Noi abbiamo già una fondazione (costituita da Confindustria, Ca­mera di commercio e Comune) e mi pare va­da bene». Sedioli invita a «non soffermarsi troppo sui nominalismi: si può anche conti­nuare a parlare di licei tecnologici, conta quel­lo che fanno. Ma - avverte – la scuola supe­riore deve avere una propria connotazione di formazione e competenza spendibile sul piano della professionalità. Le scuole unicamen­te propedeutiche hanno fatto il loro tempo». Il professor Silvano Tagliagambe è un esperto di istruzione superiore, ha fatto parte di commissioni ministeriali specifiche, sia con il ministro Luigi Berlinguer che con Leti­zia Moratti. «Direi che l'autonomia scolastica finora è applicata al 5% delle sue potenzialità - spiega Tagliagambe -, la legge 59 sull'autonomia e lo stesso Dpr 275/99 rendono possibile non solo costituire reti di scuole, anche miste con gli enti locali, ma consentono alle scuole di essere soggetti economici a tutti gli effetti. Compresa la possibilità di promuovere associazioni temporanee di scopo o di raggruppamenti temporanei d'impresa o che operassero nel terzo settore. Quindi - conclude Tagliagambe -l'indicazione di Fioroni mi pare un passo molto importante per dare effettive possibilità di autofinanziamento alle scuole».

Secondo Michele Colasanto, esperto di sistemi formativi e ordinario di Sociologia alla Cattolica di Milano, «certamente la proposta va nella direzione di recupero dell'istruzione tecnica con una sua specificità. Mi sembra ci sia una coerenza complessiva, poi bisognerà valutare nel dettaglio. La valorizzazione dell'istruzione tecnica può contribuire a creare quei quadri intermedi che rappresentano l'ossatura di un sistema produttivo come il nostro, fatto da piccole e piccolissime imprese». Colasanto lancia anche un allarme: «Potrebbe esserci un problema di rapporto con il contesto. Dove il tessuto economico e imprenditoriale è ricco, il legame con le scuole si può immaginare interessante e concreto. Al Sud, invece, c'è il pericolo di isolamento. E il rischio che le differenze si accentuino. Pericolo che si può affrontare realizzando autorità compensative a livello nazionale. Difatto, il dialogo dipende anche dalla qualità del contesto produttivo».

Luigi Illiano

 
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