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Il Sole24ore 16 gennaio 2007
POSSIBILI SCENARI BIPARTISAN Aprea (Fi) e Valditara (An) sottolineano la continuità con la Moratti - Per Diliberto (Comunisti italiani) si va oltre il programma della maggioranza Scuole come fondazioni per accelerarne l'autonomia e giorni contati per i licei tecnologici. È lo scenario che sembra destinato a delinearsi dalle prossime mosse annunciate dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, venerdì scorso a Caserta, durante il summit di Governo. Nessun dettaglio su tempi e modi di attuazione arriva da viale Trastevere, anche se dalle stanze del ministero c'è chi ipotizza un intervento a breve di Fioroni: potrebbe farsi strada l'idea di un blitz da mettere a segno inserendo il provvedimento nel decreto milleproroghe. Ma è già accesa la discussione sul pacchetto di interventi: regime fiscale delle fondazioni da introdurre nelle scuole; comitato esecutivo (aperto anche a rappresentanti delle autonomie locali e delle imprese) da affiancare ai dirigenti scolastici per la gestione dei fondi e rilancio dell'area tecnica e professionale nelle scuole superiori con l'istituzione di almeno un polo per provincia. Manuela Ghizzoni, capogruppo dei Ds in commissione Cultura alla Camera, prova a mettere ordine. «In realtà non si tratta di fare le fondazioni, ma semplicemente di estenderne alle scuole il regime fiscale. Scelta sacrosanta». Sul comitato esecutivo, l'esponente dei Ds riconosce che «è la parte più problematica da discutere ma, dal punto di vista della democrazia, è un passo avanti: la scuola dell'autonomia deve porsi il problema di avere una struttura di governo». E sulla scelta di Fioroni per il rilancio dell'istruzione tecnica e professionale Ghizzoni non ha dubbi: «Mi pare che ci sia un punto chiaro: l'abrogazione dei licei tecnologici. Ossia, cancellare quella parte della legge Moratti che trasformava gli istituti tecnici nei licei tecnologici e affidava gli istituti professionali alle Regioni. Fioroni conferma, invece, il comparto dell'istruzione tecnica e professionale all'interno della scuola di Stato». Da Valentina Aprea, responsabile scuola di Fi, arriva un'apertura alle iniziative annunciate da Fioroni: «Valutazione positiva: si tratta di misure che rafforzano principi già contenuti nella riforma Moratti. Il sistema delle fondazioni consentirà alle scuole di raccogliere finanziamenti per progetti autonomi e legati alla territorialità. E prevedere un cda negli istituti è stato un cavallo di battaglia di Forza Italia fin dagli inizi. In particolare, il coinvolgimento diretto di enti locali e forze imprenditoriali, lo avevamo introdotto nel decreto di riforma del secondo ciclo. Per il rilancio dell'istruzione tecnica, si può 'cominciare subito. Insomma, se Fioroni tiene fede a quanto detto - poli tecnici e professionali, albo nazionale per le qualifiche, corsi triennali e alta qualificazione - siamo disponibili a garantire il nostro sostegno». Anche per Giuseppe Valditara, responsabile scuola di An, «è una buona idea, speriamo che non sia l' ennesimo fuoco d'artificio al quale non segue alcun fatto concreto. Se si riconoscesse la possibilità di defiscalizzare le donazioni alle scuole, pubbliche o private, si risolverebbero i problemi finanziari dell'istruzione italiana. Ma occorre prevedere anche un meccanismo di compensazione che consenta di finanziare le scuole più disagiate. Sull'eventuale abolizione dei licei tecnologici, invece, non sono d'accordo. Piuttosto è necessario permettere a questi ultimi di poter rilasciare titoli immediatamente spendibili sul mercato del lavoro», conclude Valditara. Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, taglia corto: «Non mi risulta che ci sia nulla di tutto ciò nel programma dell'Unione. Se uno voleva trasformare le scuole in fondazioni doveva dirlo prima delle elezioni. Invito Fioroni a una maggiore cautela, perché la politica degli annunci non va mai bene. E, poiché lo stimo molto, gli chiedo di raccordarsi di più, e preventivamente, con la sua maggioranza. Per defiscalizzare basta un provvedimento, non serve parlare di fondazioni. Tra l'altro sarebbe incostituzionale». Titti De Simone (Rifondazione) si dichiara, «preoccupata e perplessa» sulle trasformazioni annunciate da Fioroni. Giovanni Sedioli dirige gli istituti tecnici e professionali Aldini Valeriani, struttura scolastica del Comune di Bologna che vanta un primato invidiabile: oltre 1'80% di chi esce dalla scuola trova lavoro entro 90 giorni dal momento in cui comincia a cercarlo. «Quelle del ministro mi sembrano sollecitazioni corrette più che soluzioni – commenta Sedioli -; trovo utile il discorso fiscale e traspare prudenza dalle parole di Fioroni. Noi abbiamo già una fondazione (costituita da Confindustria, Camera di commercio e Comune) e mi pare vada bene». Sedioli invita a «non soffermarsi troppo sui nominalismi: si può anche continuare a parlare di licei tecnologici, conta quello che fanno. Ma - avverte – la scuola superiore deve avere una propria connotazione di formazione e competenza spendibile sul piano della professionalità. Le scuole unicamente propedeutiche hanno fatto il loro tempo». Il professor Silvano Tagliagambe è un esperto di istruzione superiore, ha fatto parte di commissioni ministeriali specifiche, sia con il ministro Luigi Berlinguer che con Letizia Moratti. «Direi che l'autonomia scolastica finora è applicata al 5% delle sue potenzialità - spiega Tagliagambe -, la legge 59 sull'autonomia e lo stesso Dpr 275/99 rendono possibile non solo costituire reti di scuole, anche miste con gli enti locali, ma consentono alle scuole di essere soggetti economici a tutti gli effetti. Compresa la possibilità di promuovere associazioni temporanee di scopo o di raggruppamenti temporanei d'impresa o che operassero nel terzo settore. Quindi - conclude Tagliagambe -l'indicazione di Fioroni mi pare un passo molto importante per dare effettive possibilità di autofinanziamento alle scuole». Secondo Michele Colasanto, esperto di sistemi formativi e ordinario di Sociologia alla Cattolica di Milano, «certamente la proposta va nella direzione di recupero dell'istruzione tecnica con una sua specificità. Mi sembra ci sia una coerenza complessiva, poi bisognerà valutare nel dettaglio. La valorizzazione dell'istruzione tecnica può contribuire a creare quei quadri intermedi che rappresentano l'ossatura di un sistema produttivo come il nostro, fatto da piccole e piccolissime imprese». Colasanto lancia anche un allarme: «Potrebbe esserci un problema di rapporto con il contesto. Dove il tessuto economico e imprenditoriale è ricco, il legame con le scuole si può immaginare interessante e concreto. Al Sud, invece, c'è il pericolo di isolamento. E il rischio che le differenze si accentuino. Pericolo che si può affrontare realizzando autorità compensative a livello nazionale. Difatto, il dialogo dipende anche dalla qualità del contesto produttivo».
Luigi Illiano
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