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Stop agli scatti se il prof. non fa ricerca |
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martedì 06 gennaio 2009 |
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Da “Il Messaggero” del 6.1.2009, pag. 12 Da quest'anno nasce «l'anagrafe nominativa dei professori ordinari, associati e ricercatori contenente l'elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte». Anagrafe che sarà «aggiornata annualmente». Il censimento delle pubblicazioni - che non ha precedenti - viene fatto allo scopo di introdurre un criterio rigorosamente meritocratico che avrà effettì dirompenti. Verranno allo scoperto i tanti baroni che vivono sugli allori e che da anni non pubblicano un libro perché hanno smesso di fare ricerca. Chi non produce avrà un danno economico e sarà tagliato fuori dalle commissioni dei concorsi. In busta paga gli scatti di anzianità non saranno più automatici, si legheranno alla produzione scientifica. Ma vediamo nel dettaglio che cosa dice la legge che sarà votata alla Camera giovedì prossimo, articolo 3 (comma bis, ter e quater): «Gli scatti biennali, destinati a maturare dal primo gennaio 2011, sono disposti previo accertamento da parte dell'autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di pubblicazioni scientifiche». E ancora: «La mancata effettuazione di pubblicazioni nel biennio comporta la diminuzione della metà dello scatto biennale». Inoltre, chi non avrà all'attivo delle pubblicazioni nel «triennio precedente» non potrà neppure partecipare «alle commissioni di valutazione comparatìva per il reclutamento di professori di prima e seconda fascia e di ricercatori». Come dire che chi non fa ricerca e non produce lavori scientificamente validi non solo non merita di progredire economicamente ma non merita neppure di giudicare i candidati ai concorsi. Tutte norme, queste, introdotte con degli emendamenti in Senato da Giuseppe Valditara, Pdl. «Finora lo stipendio si è incrementato con il solo passare del tempo - sottolinea Valditara - a prescindere dall'attività didattica e di ricerca. D'ora in poi non sarà più così. Sarà resa pubblica, su Internet, anche l'attività di ricerca degli atenei. Il rettore, annualmente, quando presenterà il conto consuntivo al consiglio di amministrazione e al senato accademico, dovrà consegnare un'apposita relazione sull'attività svolta. Così anche gli studenti, nella scelta dell'ateneo, avranno più elementi» (…).
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