venerdì 30 luglio 2010
 
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Tregua sulla giustizia, il premier riceve gli ambasciatori finiani PDF Stampa E-mail
giovedì 19 novembre 2009

Da “Il Corriere della Sera” del 19.11.2009, pag. 2

  

La parte dell'incontro che a Berlusconi è piaciuta di più è stato forse quel richiamo spiritoso del senatore Valditara, di stretta os­servanza finiana, ad alcune consue­tudini repubblicane dell'antica Ro­ma: «Nemmeno allora i consoli po­tevano essere processati, per non ledere l'immagine della città e noi la pensiamo ancora allo stesso mo­do, non ha motivo di credere il con­trario...».

Forse non poteva esserci imma­gine migliore per siglare, anche se solo per interposte persone, una sorta di tregua. Ma l'incontro riservato che si è svolto due sere fa a Pa­lazzo Grazioli, poche ore dopo la di­chiarazione sul voto anticipato da parte di Schifani, indubbiamente a questo è servito.

Tre senatori che provengono da An, molto legati a Fini, che hanno già creato non poche fibrillazioni al Pdl sulla legge finanziaria, incon­trano, con l'avallo del presidente della Camera, a Palazzo Grazioli, il presidente del Consiglio. Alla pre­senza di Sandro Bondi, Ferruccio Saro e Romano Comincioli, due se­natori (ex azzurri) che invece al Ca­valiere danno del tu e risolvono molti problemi.

Nel dopocena Giuseppe Valdita­ra, Giuseppe Valentino e Andrea Augello vestono la parte dei pontie­ri e assicurano al Cavaliere che non esiste una mancanza di lealtà, nei suoi confronti, da parte del co-fon­datore del Pdl. E che tutto il grup­po del Senato è pronto a emendare al meglio il testo sul processo bre­ve, sfrondarlo degli elementi di in­costituzionalità, accompagnarlo quanto prima con un nuovo lodo Alfano con legge costituzionale.

Berlusconi sembra abbia gradi­to. Nel merito e nel metodo. Dopo aver ribadito che non ne può più di occuparsi di avvocati e processi anche «un'ora prima» di dover in­contrare Obama, che non è più pos­sibile che nel partito la ricchezza di un dibattito interno possa essere scambiata da qualcuno per libertà di dire e fare qualsiasi cosa, augu­randosi che le assicurazioni reci­proche possano servire a migliora­re e dissipare per sempre i sospetti che Fini stia giocando un partita tutta sua, che il Cavaliere ritiene ab­bia poco a che fare, quantomeno, con la correttezza istituzionale.

Con il presidente della Camera nelle ultime ore tiene i rapporti Gianni Letta: due pomeriggi fa nel­le telefonata fra i due si è misurata la gravità del momento. E forse l'in­contro della sera a Palazzo Grazioli è stato il frutto di una consapevo­lezza reciproca: si era andati trop­po vicini a un punto di non ritor­no.

Nel salutare i senatori Berlusco­ni li ha ringraziati ed espresso un auspicio che chi ha ascoltato ha in­teso come un messaggio: «So che siete persone perbene e ragionevo­li, spero anche che tutti capiscano che il momento politico non preve­de più ricreazioni...».

 
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