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Da “Il Corriere della Sera” del 19.11.2009, pag. 2 La parte dell'incontro che a Berlusconi è piaciuta di più è stato forse quel richiamo spiritoso del senatore Valditara, di stretta osservanza finiana, ad alcune consuetudini repubblicane dell'antica Roma: «Nemmeno allora i consoli potevano essere processati, per non ledere l'immagine della città e noi la pensiamo ancora allo stesso modo, non ha motivo di credere il contrario...». Forse non poteva esserci immagine migliore per siglare, anche se solo per interposte persone, una sorta di tregua. Ma l'incontro riservato che si è svolto due sere fa a Palazzo Grazioli, poche ore dopo la dichiarazione sul voto anticipato da parte di Schifani, indubbiamente a questo è servito. Tre senatori che provengono da An, molto legati a Fini, che hanno già creato non poche fibrillazioni al Pdl sulla legge finanziaria, incontrano, con l'avallo del presidente della Camera, a Palazzo Grazioli, il presidente del Consiglio. Alla presenza di Sandro Bondi, Ferruccio Saro e Romano Comincioli, due senatori (ex azzurri) che invece al Cavaliere danno del tu e risolvono molti problemi. Nel dopocena Giuseppe Valditara, Giuseppe Valentino e Andrea Augello vestono la parte dei pontieri e assicurano al Cavaliere che non esiste una mancanza di lealtà, nei suoi confronti, da parte del co-fondatore del Pdl. E che tutto il gruppo del Senato è pronto a emendare al meglio il testo sul processo breve, sfrondarlo degli elementi di incostituzionalità, accompagnarlo quanto prima con un nuovo lodo Alfano con legge costituzionale. Berlusconi sembra abbia gradito. Nel merito e nel metodo. Dopo aver ribadito che non ne può più di occuparsi di avvocati e processi anche «un'ora prima» di dover incontrare Obama, che non è più possibile che nel partito la ricchezza di un dibattito interno possa essere scambiata da qualcuno per libertà di dire e fare qualsiasi cosa, augurandosi che le assicurazioni reciproche possano servire a migliorare e dissipare per sempre i sospetti che Fini stia giocando un partita tutta sua, che il Cavaliere ritiene abbia poco a che fare, quantomeno, con la correttezza istituzionale. Con il presidente della Camera nelle ultime ore tiene i rapporti Gianni Letta: due pomeriggi fa nelle telefonata fra i due si è misurata la gravità del momento. E forse l'incontro della sera a Palazzo Grazioli è stato il frutto di una consapevolezza reciproca: si era andati troppo vicini a un punto di non ritorno. Nel salutare i senatori Berlusconi li ha ringraziati ed espresso un auspicio che chi ha ascoltato ha inteso come un messaggio: «So che siete persone perbene e ragionevoli, spero anche che tutti capiscano che il momento politico non prevede più ricreazioni...».
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