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Interv. in commissione del 17.2.2009 PDF Stampa E-mail
martedì 17 febbraio 2009

Delega al Governo in materia di lavori usuranti,  di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, nonché misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico, di controversie di lavoro e di ammortizzatori sociali, approvato dalla Camera dei deputati 
(Parere alle Commissioni 1a e 11a riunite. Esame e rinvio)  
  
 

Riferisce alla Commissione il relatore VALDITARA (PdL), il quale si sofferma in particolare sull'articolo 7 che investe le competenze della Commissione. Nel ricordare che tale disposizione è stata introdotta in prima lettura presso la Camera dei deputati, fa presente che essa incide sulla stabilizzazione dei pubblici dipendenti precari ed ha effetti anche sul personale tecnico-amministrativo delle università. 
 

Dopo aver brevemente descritto le abrogazioni concernenti le disposizioni sulla stabilizzazione introdotte dalle leggi finanziarie 2007 e 2008, e dopo aver dato conto dei comparti esclusi dall'applicazione dell'articolo 7, precisa che sono fatte salve le procedure di stabilizzazione in corso, la cui conclusione deve comunque avvenire entro il 30 giugno 2009, atteso che dal 1° luglio le pubbliche Amministrazioni non potranno più stipulare contratti a tempo determinato.
Si interroga quindi sulla possibile risoluzione ex lege dei contratti a termine, ritenendo inoltre necessario definire le prospettive per il personale a tempo determinato già impiegato nelle università. A tale riguardo, prefigura la possibilità di una riserva di posti, non superiore al 40 per cento, per i concorsi da bandire nel triennio 2009-2011, nonché la valorizzazione dell'esperienza professionale acquisita.
 

Dà indi conto del comma 7, in base al quale le Amministrazioni devono trasmettere alla Presidenza del Consiglio l'elenco del personale in servizio assunto con contratto a tempo determinato, indicando la qualifica posseduta da ciascuno di questi dipendenti, la data di inizio del rapporto di lavoro, nonché le eventuali proroghe e i rinnovi, al fine di comprendere l'entità del fenomeno e, pertanto, di monitorarlo. Segnala inoltre che i vincitori di concorsi appartenenti a graduatorie ancora vigenti hanno priorità per l'assunzione rispetto al personale a tempo determinato.
Quanto agli effetti delle disposizioni sul comparto universitario, tiene a precisare che esse si sovrappongono alla legislazione vigente inerente il limite di assunzioni e i vincoli al turn over, previsti fino al 31 dicembre 2012. Ritiene perciò opportuna una riflessione con particolare riferimento ad un possibile contrasto tra l'obbligo di concludere le stabilizzazioni entro il 30 giugno 2009 e le disposizioni in vigore. 
 


Legge quadro sulla qualità architettonica  

ZANDA.  -  Legge quadro in materia di valorizzazione della qualità architettonica e disciplina della progettazione. Delega al Governo per la modifica del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  

ASCIUTTI ed altri.  -  Legge quadro sulla qualità architettonica

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Il senatore VALDITARA (PdL) ritiene apprezzabili i testi all'esame, ma invita ad elaborare strumenti concreti per incidere sulla materia, altrimenti si rischia a suo avviso di approvare una legge recante esclusivamente principi. Afferma quindi che le preoccupazioni condivise possono essere recepite anche attraverso opportuni  emendamenti.
 

Esprime infine il suo favore per una maggiore attenzione alle identità e alle tradizioni locali nell'ottica di contrastare la progressiva perdita delle radici culturali che rappresenta una delle più gravi cause del declino italiano.



SULL'UTILIZZO DELLE RISORSE PER L'EDILIZIA SCOLASTICA
   
  
Il senatore VALDITARA (PdL) dà conto di alcune informazioni rese da una trasmissione televisiva circa l'impiego dei finanziamenti per l'edilizia scolastica. In proposito, segnala che in alcune aree del Paese i fondi per l'edilizia scolastica sono impiegati per costruire strutture mai utilizzate, mentre i comuni preferiscono pagare elevati canoni di affitto per edifici privati fatiscenti. 
 

Ritiene perciò inquietanti dette notizie, presumibilmente giustificate da realtà locali soggette alle pressioni clientelari, tanto più che di recente si lamenta da più parti la penuria di risorse per il comparto. Suggerisce indi di svolgere un'indagine conoscitiva finalizzata ad acquisire informazioni dettagliate circa gli eventuali sprechi di denaro pubblico nel settore dell'edilizia scolastica. Ciò, anche al fine di tutelare il diritto dei ragazzi a beneficiare di ambienti consoni nonché l'interesse dei contribuenti ad un uso adeguato dei finanziamenti.

 
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