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| Rassegna stampa
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martedì 14 luglio 2009 |
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Da “Il Secolo d’Italia” del 14.7.2009, pag. 14 Oggi, martedì 14 luglio, dalle ore 15, al Senato, sala capitolare (Chiostro del convento di Santa Maria Sopra Minerva, piazza della Minerva 38), a Roma, si svolgerà la tavola rotonda "Università: verso la riforma". Interverranno Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Fabrizio Cicchitto, Italo Bocchino, Guido Possa, Giuseppe Valditara, Nicola Rossi, Vittoria Franco e Luciano Modica. |
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Ecco il decreto che premia il merito: più soldi agli Atenei “coi fiocchi” |
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martedì 14 luglio 2009 |
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Da “Il Messaggero” del 14.7.2009, pag. 2 Atenei, parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi, quelli che primeggiano per qualità dell'offerta e dei risultati. Il ministro Gelmini ha infatti deciso i criteri e gli indicatori per premiare i migliori: peseranno il numero di studenti fuori corso, la quantità di laureati piazzati sul mercato del lavoro, i risultati della ricerca, la proporzione tra numero di docenti e corsi attivati. L'università imbocca, dunque, la strada del merito: negli scorsi giorni agli organi di consulenza del Miur è arrivata la bozza di decreto con le regole per distribuire a chi fa meglio il 7% del Fondo di finanziamento ordinario degli atenei e dei soldi ad hoc stanziati nella Finanziaria 2007. Si parla di oltre 500 milioni. E domani o al massimo venerdì prossimo arriverà in Consiglio dei ministri, dopo una serie di rinvii, il nuovo regolamento dell'Agenzia di valutazione (Anvur). Un organismo terzo che darà le pagelle a atenei e enti di ricerca. Per la riforma dell'università, invece, bisognerà attendere. Come da programma entrerà in vigore nel 2010/2011, ma il disegno di legge del ministro non farà più il suo ingresso in Consiglio dei Ministri prima dell'estate, come sempre annunciato, ma in autunno. Mariastella Gelmini presenterà la riforma della governance degli atenei e dell'accesso alla docenza universitaria dopo la pausa estiva per motivi di opportunità. Ora il calendario parlamentare è troppo intasato e incombe la pausa estiva. Meglio posticipare, anche e soprattutto per dare rapido corso al testo. Il periodo più probabile di presentazione, secondo fonti politiche, è quello immediatamente successivo alla finanziaria: il ministro spera in qualche novità positiva sui fondi dal collega Giulio Tremonti. Il patto con i rettori fatto a marzo, era chiaro: "risorse in cambio di riforme". I tagli per gli ermellini sono «troppi». Pure il senatore del Pdl Giuseppe Valditara invita alla revisione e propone il rilancio del merito partendo dai premi a docenti e ricercatori validi (…). |
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UNIVERSITA': VALDITARA, CON LA RIFORMA NUOVA GOVERNANCE E PIU' MERITOCRAZIA |
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martedì 14 luglio 2009 |
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Intervista del Sen. Valditara al sito www.pdlsenato.it Autonomia affiancata alla responsabilità nella gestione delle risorse. Una lotta decisa contro il clientelismo ed un maggiore collegamento tra il mondo universitario e quello delle imprese. Sono queste alcune delle novità della riforma dell'Università, che dovrebbe essere presentata dopo l'estate e che è al centro della Tavola rotonda organizzata dal gruppo del Senato nella Sala capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria Sopra Minerva. Ne parliamo con il senatore Giuseppe Valditara, segretario del gruppo Pdl in Commissione Istruzione. Per l'Università si prospettano cambiamenti... "Questa Legislatura ha consentito di avviare un percorso di risanamento, puntando a toccare una serie di aspetti poco efficienti del mondo universitario. In primo luogo siamo intervenuti per eliminare le sacche di cattiva gestione introducendo un sistema meritocratico nella distribuzione delle risorse ai singoli Atenei. In pratica i finanziamenti saranno concessi sulla base di una valutazione che terrà conto degli effettivi meriti nell'amministrazione dell'Ateneo. Autonomia gestionale ma anche una responsabilizzazione dell'Università nell'utilizzo delle disponibilità finanziarie. Un cambio di passo rispetto al passato a cui si lega anche la nascita dell'Agenzia Nazionale per la Valutazione dell'Università e della Ricerca (ANVUR) a cui spetterà, appunto, il compito di controllare sulla concessione delle risorse". C'è poi la parte riguardante il reclutamento del personale universitario... "Anche in questo caso abbiamo operato con l'intento di eliminare sprechi e forme di clientelismo. Ci sarà un'abilitazione nazionale all'insegnamento e poi la destinazione nei vari territori sulla base delle effettive esigenze". Niente più concorsi locali, quindi? "Siamo ritornati ad un sistema che prevede una valutazione nazionale. Il sistema dei concorsi locali ha dimostrato di innescare fenomeni di clientelismo e per questo abbiamo deciso un'inversione rispetto a prima". Novità sono previste anche per la governance? "E' l'altro aspetto importante di questa riforma che quindi, oltre a prevedere una modifica dei sistemi di finanziamento, vedrà cambiare le modalità di gestione degli Atenei. Nella riforma sarà prevista una distinzione tra le competenze del CdA, a cui spetterà la gestione effettiva dell'università, e del Senato Accademico, il cui compito sarà di controllare la gestione del Rettore e dello stesso CdA. Il nostro obiettivo è quello di mettere fine ad una gestione che fino ad ora è stata di tipo assembleare e clientelare. Ed in questo senso abbiamo anche previsto la possibilità di aprire il CdA alla partecipazione di persone esterne all'Università". In che senso? "Sarà possibile far accedere al Consiglio di Amministrazione imprenditori o persone esterne che possano dare un contributo efficace ed importante ai fini della crescita dell'Università. Si tratta di un modo per migliorare il rapporto tra mondo universitario e del lavoro, creando un legame più stretto e funzionale. E poi in questo modo forse sarà possibile anche garantire una quota di contributi esterni. Il tutto nell'ottica di un accrescimento dell'Ateneo". Fino ad oggi quale è stato l'atteggiamento del mondo universitario a queste ipotesi di riforma? "Devo ammettere che rispetto al passato, e mi riferisco all'esperienza del ministro Moratti, c'è stata una forte evoluzione. Al di là dell'Onda Studentesca che nasce per una questione di risorse, abbiamo trovato un clima di collaborazione e non di preclusione alle ipotesi di riforma. Il segno che anche nel mondo universitario si sente l'esigenza di un cambiamento. Basti pensare che con il decreto 180 sono stati accettati sacrifici, il che conferma che c'è la volontà di cambiare il sistema senza chiudersi. Un atteggiamento responsabile, che dovrebbe essere d'esempio per i magistrati che si oppongono a qualsiasi ipotesi di riforma della giustizia, senza dimostrare alcuna volontà di confronto e di collaborazione". |
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martedì 14 luglio 2009 |
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Universita', Valditara: Con riforma nuova governance e piu' democrazia Roma, 14 LUG (Velino) - "Un percorso di risanamento, puntando a toccare una serie di aspetti poco efficienti del mondo universitario: da quello del sistema della gestione delle risorse a quello della governance". A dirlo e' il senatore del Pdl, Giuseppe Valditara, componente della commissione Cultura, in un'intervista al sito www.pdlsenato.it. In evidenza per il senatore l'azione riformista per "eliminare le sacche di cattiva gestione introducendo un sistema meritocratico nella distribuzione delle risorse ai singoli Atenei. In pratica i finanziamenti saranno concessi sulla base di una valutazione che terra' conto degli effettivi meriti nell'amministrazione dell'Ateneo. Autonomia gestionale ma anche una responsabilizzazione dell'Universita' nell'utilizzo delle disponibilita' finanziarie". Non solo risorse pero' visto che, come spiega Valditara, "nella riforma sara' prevista una distinzione tra le competenze del CdA, a cui spettera' la gestione effettiva dell'universita', e del Senato Accademico, il cui compito sara' di controllare la gestione del Rettore e dello stesso CdA. Il nostro obiettivo e' quello di mettere fine ad una gestione che fino ad ora e' stata di tipo assembleare e clientelare". E su questo fronte la novita' sara' "la possibilita' di aprire il CdA alla partecipazione di persone esterne all'Universita'", facendo cosi' "accedere al Consiglio di Amministrazione imprenditori o persone esterne che potranno dare un contributo efficace ed importante ai fini della crescita dell'Universita'". "Si tratta - continua il senatore Valditara - di un modo per migliorare il rapporto tra mondo universitario e del lavoro, creando un legame piu' stretto e funzionale". Infine un riferimento alle reazioni del mondo universitario alle ipotesi di riforma che per il senatore Valditara "rispetto al passato, e mi riferisco all'esperienza del ministro Moratti, c'e' stata una forte evoluzione". Un clima di collaborazione e non di preclusione alle ipotesi di riforma. Il segno che anche nel mondo universitario si sente l'esigenza di un cambiamento". (com/riv) 141122 LUG 09 NNNN |
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Va riconsiderato l’uso delle risorse |
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giovedì 09 luglio 2009 |
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Da “Il Sole 24 Ore” del 9.7.2009, pag. 37 di GIUSEPPE VALDITARA I tagli previsti nella scorsa Finanziaria hanno dato una scossa al sistema universitario, consentendo l'avvio di quel processo di risanamento che la legge 1/09 ha iniziato a concretizzare. Quei tagli, che non erano immediatamente operativi, vanno dunque considerati solo un salutare stimolo al cambiamento. Una prima significativa conseguenza è stato l'ampio consenso con cui si è approvata proprio la legge 1/09 che ha fissato alcuni "punti importanti per avviare un risanamento del sistema, fra cui il blocco delle assunzioni per quelle università che destinano la quasi totalità del Fondo di Finanziamento (Ffo) al pagamento di stipendi, il ristabilimento della cosiddetta «piramide» nel rapporto fra ricercatori e professori e criteri più meritocratici nella distribuzione dei fondi alle Università. Entro il 2010 è poi attesa una drastica contrazione di circa il 20% dei corsi universitari. A breve sarà varata l'Agenzia per la valutazione che consentirà di differenziare il trattamento delle singole università sulla base dei risultati raggiunti, ed entro la prossima Finanziaría verrà portato in Parlamento il Ddl di riforma della governance e e del reclutamento, che responsabilizzerà il governo degli Atenei, scoraggiando logiche consociative e inefficienti sovrapposizioni di competenze e che dovrebbe fissare criteri più selettivi e più meritocratici di scelta di docenti e ricercatori. Considerate queste premesse, quei tagli non hanno più ragione di essere, vanno drasticamente ridotti. Ritengo tuttavia che non ci si debba fermare a questo. Una delle emergenze del sistema universitario italiano è la assenza dell'eccellenza. Ho proposto cinque fondi speciali: - per pagare di più chi per qualità della ricerca e della didattica sia meritevole; - per incrementare significativamente le borse di studio per gli studenti più bravi; - per premiare, extra Ffo, le dieci migliori università al fine di creare anche in Italia poli di eccellenza; - per finanziare con risorse significative i progetti di particolare rilevanza; - per chiamare in Italia 500 professori stranieri che siano nei rispettivi campi delle eccellenze. Come reperire le risorse? Su una spesa statale di 722 miliardi si potrebbe individuare poco più dello 0,1% di spese improduttive da tagliare da trasferire al comparto università. Si potrebbe anche immaginare di aumentare le contribuzioni studentesche da pagarsi tuttavia dopo la laurea, in occasione della prima dichiarazione dei redditi, con possibilità di rateizzazione pluriennale. In ultima ipotesi si può sempre ricorrere a una tassa di scopo come quella sui tabacchi lavorati, che 5 anni fa funzionò egregiamente. Importante è accompagnare al risanamento il rilancio del sistema che non può prescindere dal tema delle risorse. |
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Valditara: per l’appuntamento con il mondo servono interventi che coinvolgano le imprese locali |
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martedì 07 luglio 2009 |
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Da “Io Imprenditore” n. 20, luglio 2009 Abbiamo chiesto al sen. Giuseppe Valditara (PdL), componente del Comitato Scientifico di “Fondazione 2015 - Centro Studi sulle aree metropolitane e il mercato” un commento sul tema Expo. Sen. Valditara, il sindaco di Milano, commentando i risultati del sondaggio Exponiti dal quale emerge che la maggior parte dei milanesi si aspetta da Expo più lavoro, ha dichiarato che “I milanesi hanno capito che è uno strumento anticrisi”.Secondo lei Expo è solo questo o è anche qualcos’altro? L’Expo, un grande successo del sindaco Letizia Moratti, sarà una straordinaria opportunità per Milano e per la Lombardia. Occorre però potenziare questa opportunità, valorizzando l’alta professionalità dell’artigianato e delle imprese milanesi e lombarde, che dovranno avere concrete occasioni di lavoro, così come le leggi vigenti e gli strumenti a nostra disposizione consentono di fare. |
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Valditara (Pdl): assunzioni possibili ma selettive. Così troveremo le risorse |
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venerdì 03 luglio 2009 |
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Da "Il Sussidiario" del 3.7. 2009 A poco più di un anno di distanza dall’insediamento dell’attuale Governo sembrano rimanere irrisolte le questioni più urgenti relative ai nostri atenei. Ieri il Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio) ha pubblicato un volantino-appello rivolto all’esecutivo in cui si evidenzia lo stallo, apparentemente irrisolvibile, all’interno del quale versano gli investimenti nella formazione e le tanto auspicate riforme del sistema universitario. I problemi messi a tema sono molteplici e senza dubbio complessi. Si va dalla revisione dei meccanismi concorsuali alle sorti degli atenei rispetto alla legge finanziaria, o ancora dalla creazione dell’ormai arcinoto ANVUR al destino che aspetta il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Per tentare di rispondere a molti di questi interrogativi ilsussidiario.net ha interpellato il senatore Giuseppe Valditara, responsabile di Alleanza Nazionale per Scuola e Università nonché segretario della Commissione Istruzione Pubblica del Senato. Senatore Valditara, quali sono le intenzioni della maggioranza al riguardo dei concorsi già banditi? Il Governo intende incassare i risparmi ricavati con il blocco del turnover e rielaborare le procedure concorsuali oppure si darà seguito al bando già in atto? Non c'è alcuna intenzione di risparmiare risorse, questo lo escludo categoricamente. C'è piuttosto un problema di complessità nell'organizzazione di questi concorsi. Su questo versante so per certo che il Ministero dell'Istruzione ha chiesto un parere tecnico all'avvocatura dello Stato. Il fine di tale procedura rientra nell'ottica di organizzare nel miglior modo possibile i concorsi, con una normativa chiara e trasparente. Ritengo probabile che con l'inizio dell'autunno si organizzeranno le commissioni per l'espletamento dei concorsi. Per quello che riguarda il blocco del turnover, come si risolveranno le assunzioni? Parlare di “blocco” del turnover è scorretto. È sempre possibile assumere docenti e ricercatori. Lo è però in determinati limiti, basandosi su percentuali ben definite che vogliono ricostituire la famosa piramide nel rapporto fra ricercatori, associati e ordinari. C'è poi il blocco delle assunzioni per quelle università che hanno superato il 90% nel rapporto “spese per il personale/fondo di finanziamento”, e questo mi sembra sacrosanto. Ieri durante un'audizione al Senato anche un rettore, il professor Vincenzo Milanesi dell'Università degli Studi di Padova, ha sottolineato con grande chiarezza che senza quel giusto limite saremmo andati verso lo sfascio del sistema. Secondo lei i tagli previsti dall'ultima finanziaria saranno ridotti per il 2010 o molte università rischieranno di essere commissariate? A proposito dei tagli voglio essere ottimista. Il mio ottimismo deriva innanzitutto dalla volontà del ministro Maria Stella Gelmini di ridimensionare drasticamente i tagli previsti nella scorsa Finanziaria per il 2010. Quelle misure hanno costituito oggettivamente un forte stimolo, un incentivo ad avviare quel percorso di risanamento che probabilmente senza una simile scossa l'università non avrebbe mai avviato. Devo dire oggi che l'università ha fatto la sua parte tanto quanto il Governo. Quei tagli vanno dunque ora drasticamente ridimensionati, perché altrimenti il sistema non reggerebbe. In ogni caso preannuncio che opererò in Parlamento perché ciò avvenga. Come intende procedere da un punto di vista finanziario per le università “virtuose”? Ho lanciato una proposta concreta: trovare delle risorse aggiuntive per finanziare le eccellenze. Su una spesa pubblica di 830 miliardi, qual è quella dello Stato, ritengo che eliminando spese improduttive e parassitarie si possano ragionevolmente recuperare risorse per questo scopo. Un'altra soluzione potrebbe essere anche una tassa di scopo, come quella che introdussi nel 2005 con un mio emendamento che aumentava le accise sui tabacchi lavorati proprio per dare più fondi alla ricerca. Come darebbe concretamente forma a questi fondi per le eccellenze? Ho lanciato cinque proposte. La prima riguarda la creazione di un fondo per pagare di più i professori e i ricercatori che per qualità della didattica e della ricerca si siano distinti in modo particolare. Propongo poi un investimento consistente nelle borse di studio per premiare i ragazzi più meritevoli e, in terzo luogo, l'individuazione, ogni due anni, di dieci università di eccellenza che meritino di essere finanziate con fondi extra (non cioè tratti dall'FFO, Fondo di Finanziamento Ordinario). Quarto: è necessario finanziare in modo significativo cento progetti di ricerca considerati strategici e di grande importanza (100 milioni per 100 progetti); infine un fondo specifico per chiamare 500 professori stranieri di eccellenza che possano contribuire a internazionalizzare il nostro sistema che da questo punto di vista è all'ultimo posto tra i paesi OCSE. Sarebbe comunque necessario riformare il meccanismo di assegnazione dei PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) che si è rivelato del tutto inadeguato. C'è in ballo una bozza di ddl in materia di governance, reclutamento, valutazione e diritto allo studio. Che tempi prevede? Pensa che ci sarà spazio per un dibattito parlamentare? Auspico che il ddl venga presentato al più presto in CdM. Per quel che concerne il dibattito parlamentare sicuramente sarà ampio e dovrà presupporre un confronto serio con l'opposizione. Il ddl rappresenta un passaggio indubbiamente importante per il rilancio del nostro sistema universitario. Quali sono i tempi previsti per l'avvio dell'ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca)? L'ANVUR dovrebbe essere portato oggi stesso in Consiglio dei Ministri e quindi credo che nel giro di alcuni mesi potrà essere funzionante. Penso che non sia irrealistico affermare che ciò possa avvenire per la prossima primavera. Una volta riformate le SISS, come e in quanto tempo si pensa di poter risolvere il problema del reclutamento degli insegnanti? Quella del reclutamento degli insegnanti è una grande urgenza. Il testo elaborato dal Governo mi sembra molto convincente, è un'ottima sintesi, un'evoluzione in linea con il testo del ministro Moratti che era già una buona proposta. Quindi auspico che possa essere portato rapidamente in parlamento perché si possa avviare finalmente quel reclutamento meritocratico di cui la nostra scuola e il Paese hanno bisogno. |
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Fazio alla ricercatrice in fuga: la lotta al malcostume è già iniziata |
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martedì 30 giugno 2009 |
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Da “Il Corriere della Sera” del 30.6.2009, pag. 21 «Capisco la rabbia della ricercatrice. Anche io sono emigrato a Londra per otto anni. Avevo ricevuto proposte molto interessanti. Poi sono stato ripescato dal San Raffaele. Il nostro sistema è vero, è malato, non meritocratico né trasparente. Ma sta cambiando. Cambierà». E sul Corriere.it la lettera di Rita Clementi ha provocato oltre 400 commenti, molti di solidarietà («ha ragione da vendere...»., «mi riconosco nella sua storia», «qualcuno interceda per noi ricercatori», ma anche qualche critica: «scarica su altri le proprie insoddisfazioni...»). Il viceministro al Welfare Ferruccio Fazio comprende e condivide le ragioni di Rita Clementi, la precaria che in una lettera al presidente Giorgio Napolitano, pubblicata sul Corriere, ha denunciato le ingiustizie di casa nostra (…). Si dice intristito dalla lettera della Clementi il senatore Antonio Rusconi, capogruppo Pd in commissione istruzione del Senato. Propone una «tassa di scopo» per sostenere le borse di studio dei giovani più meritevoli Giuseppe Valditara, segretario per il Pdl della commissione istruzione del Senato: «E’ indispensabile una drastica riduzione dei tagli universitari per la ricerca. Le risorse si possono trovare eliminando spese improduttive con tasse finalizzate come quelle sulle sigarette». |
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lunedì 29 giugno 2009 |
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UNIVERSITA': VALDITARA (PDL), PER RILANCIO PIU' RISORSE CON 1 MLD EURO CINQUE INTERVENTI PER PREMIARE MERITO
(ANSA) - ROMA, 29 GIU - Cinque interventi per premiare il merito nell'universita'. Li propone Giuseppe Valditara, segretario per il Pdl della commissione Istruzione del Senato. Per il parlamentare ' e'importante avanzare proposte forti di rilancio, fondate su 5 eccellenze: un fondo per contratti individuali integrativi per premiare i professori e i ricercatori che per qualita' della didattica e della ricerca siano particolarmente meritevoli; un significativo stanziamento di risorse per le borse di studio per gli studenti piu' bravi; un fondo, extra Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) per premiare le 10 universita' migliori, al fine di creare anche in Italia poli accademici di eccellenza (la vera carenza del nostro sistema); un fondo per finanziare 100 progetti di ricerca strategici; un fondo speciale per chiamare in Italia 500 professori stranieri che siano nei rispettivi campi delle eccellenze'. 'Con queste misure che costerebbero circa la meta' di quanto stanziato in Germania dalla Merkel (quasi 2 miliardi di euro l'anno) decollerebbe realmente il nostro sistema universitario' assicura Valditara secondo il quale oltre a questi interventi 'e' indispensabile una drastica riduzione dei tagli all'Ffo previsti nella manovra dello scorso anno'.'Le risorse per coprire gli investimenti in ricerca si possono trovare - afferma - all'interno di una spesa pubblica di 830 miliardi di euro, tagliando spese improduttive per un ammontare pari a poco piu' dello 0,1%, ovvero con tasse di scopo come quelle sui tabacchi lavorati'. (ANSA).
RICERCA: VALDITARA (PDL), AVVIARE CONFRONTO SU MERITO E COMPETITIVITA'
(Adnkronos) - 'Si rivela sempre piu' necessario compiere un salto di qualita' nel dibattito sul rilancio del sistema universitario e della ricerca, asset considerato strategico in tutto il mondo, come dimostrano gli investimenti dei Paesi dell'area Ocse (con l'Italia, purtroppo, fanalino di coda). Bisogna concretamente avviare un confronto sul merito e la competitivita''. E' quanto ha dichiarato il senatore Giuseppe Valditara, segretario per il Pdl della Commissione Istruzione, durante un convegno a Firenze sull'Universita' e la ricerca. 'Per questo - ha spiegato il parlamentare del Pdl - dopo che e' stato intrapreso nel 2009 un processo di risanamento del sistema universitario, che sta dando i suoi frutti, e' ora importante avanzare proposte forti di rilancio, fondate su 5 eccellenze: un fondo per contratti individuali integrativi per premiare i professori e i ricercatori che per qualita' della didattica e della ricerca siano particolarmente meritevoli; un significativo stanziamento di risorse per le borse di studio per gli studenti piu' bravi; un fondo, extra Ffo, per premiare le 10 universita' migliori, al fine di creare anche in Italia poli accademici di eccellenza (la vera carenza del nostro sistema); un fondo per finanziare 100 progetti di ricerca di particolare importanza, per finanziare 100 progetti strategici; un fondo speciale per chiamare in Italia 500 professori stranieri che siano nei rispettivi campi delle eccellenze'. 'Con queste misure - ha precisato Valditara - che costerebbero circa la meta' di quanto stanziato in Germania dalla Merkel (quasi 2 miliardi di euro l'anno), decollerebbe realmente il nostro sistema universitario. Oltre a questi interventi - ha aggiunto l'esponente del Popolo della Liberta' - e' indispensabile una drastica riduzione dei tagli all'Ffo previsti nella manovra dello scorso anno. Le risorse per coprire gli investimenti in ricerca si possono trovare all'interno di una spesa pubblica di 830 miliardi di euro, tagliando spese improduttive per un ammontare pari a poco piu' dello 0,1%, ovvero con tasse di scopo come quelle sui tabacchi lavorati', ha concluso Valditara. UNIVERSITA', VALDITARA (PDL): 5 ECCELLENZE PER RILANCIO SETTORE E RICERCA
(9Colonne) Roma, 29 giu - "Si rivela sempre più necessario compiere un salto di qualità nel dibattito sul rilancio del sistema universitario e della ricerca, asset considerato strategico in tutto il mondo, come dimostrano gli investimenti dei Paesi dell'area Ocse (con l'Italia, purtroppo, fanalino di coda). Bisogna concretamente avviare un confronto sul merito e la competitività". E' quanto ha dichiarato il senatore Giuseppe Valditara, segretario per il Pdl della Commissione Istruzione, durante un convegno a Firenze sull'Università e la ricerca. "Per questo - ha spiegato il parlamentare del Pdl - dopo che è stato intrapreso nel 2009 un processo di risanamento del sistema universitario, che sta dando i suoi frutti, è ora importante avanzare proposte forti di rilancio, fondate su 5 eccellenze: 1) un fondo per contratti individuali integrativi per premiare i professori e i ricercatori che per qualità della didattica e della ricerca siano particolarmente meritevoli; 2) un significativo stanziamento di risorse per le borse di studio per gli studenti più bravi; 3) un fondo, extra FFO, per premiare le 10 università migliori, al fine di creare anche in Italia poli accademici di eccellenza (la vera carenza del nostro sistema); 4) un fondo per finanziare 100 progetti di ricerca di particolare importanza, per finanziare 100 progetti strategici; 5) un fondo speciale per chiamare in Italia 500 professori stranieri che siano nei rispettivi campi delle eccellenze". "Con queste misure - ha precisato Valditara - che costerebbero circa la metà di quanto stanziato in Germania dalla Merkel (quasi 2 miliardi di euro l'anno), decollerebbe realmente il nostro sistema universitario. Oltre a questi interventi - ha aggiunto l'esponente del Popolo della Libertà - è indispensabile una drastica riduzione dei tagli all'FFO previsti nella manovra dello scorso anno. Le risorse per coprire gli investimenti in ricerca si possono trovare all'interno di una spesa pubblica di 830 miliardi di euro, tagliando spese improduttive per un ammontare pari a poco più dello 0,1%, ovvero con tasse di scopo come quelle sui tabacchi lavorati", ha concluso Valditara. (Red)
RICERCA: FLUTTERO (PDL), BENE VALDITARA SU RILANCIO UNIVERSITA'
(Adnkronos) - 'Ha ragione Valditara: dopo la politica di risanamento del sistema universitario attuata dal Governo Berlusconi l'Italia ha ora bisogno di un rilancio del sistema universitario che possa rinvigorire la ricerca italiana a sostegno e supporto dell'innovazione e della competitivita' del nostro sistema economico e produttivo'. E' quanto afferma Segretario Commissione Ambiente Senato Andrea Fluttero, secondo il quale 'e'necessario investire in ricerca e dare risorse alle grandi capacita' dei nostri ricercatori universitari, sui temi oggi strategici per lo sviluppo, come l'ambiente e l'energia, finalizzate all' innovazione di prodotto e di processo, all'efficienza dell'uso delle risorse naturali ed energetiche e ad un piu' equilibrato rapporto tra innovazione tecnologica, crescita economica e qualita' ambientale'. 'Temi - sottolinea il parlamentare del Pdl - che possono contare su di un patrimonio di eccellenze consolidato nelle nostre Universita' su cui investire nei prossimi anni e che, se il sistema pubblico italiano sapra' sostenerne la ricerca e promuovere lo scambio tra istituzioni locali, Universita' e imprese impegnate nell'innovazione, permettera' al nostro Paese oltre che una responsabile ed efficiente tutela ambientale, un aumento dell'indipendenza energetica a favore della competitivita' e della crescita economica'. 'L'auspicio - conclude Fluttero - e' quindi che tra le eccellenze universitarie alle quali indirizzare in modo significativo gli investimenti in ricerca ed innovazione l'ambiente e l'energia possano trovare un adeguato e significativo spazio anche attraverso le modalita' proposte da Valditara'.
UNIVERSITA'. FLUTTERO (PDL): OK VALDITARA, PUNTARE SU AMBIENTE
(DIRE) Roma, 29 giu. - "Ha ragione il senatore Valditara: dopo la politica di risanamento del sistema universitario attuata dal Governo Berlusconi l'Italia ha ora bisogno di un rilancio del sistema universitario che possa rinvigorire la ricerca italiana a sostegno e supporto dell'innovazione e della competitivita' del nostro sistema economico e produttivo". Lo dice il senatore del Pdl Sen. Andrea Fluttero. "È necessario- aggiunge- investire in ricerca e dare risorse alle grandi capacita' dei nostri ricercatori universitari, sui temi oggi strategici per lo sviluppo, come l'ambiente e l'energia, finalizzate all' innovazione di prodotto e di processo, all'efficienza dell'uso delle risorse naturali ed energetiche e ad un piu' equilibrato rapporto tra innovazione tecnologica, crescita economica e qualita' ambientale". Temi che possono contare su di un patrimonio "di eccellenze consolidato nelle nostre Universita' su cui investire nei prossimi anni e che, se il sistema pubblico italiano sapra' sostenerne la ricerca e promuovere lo scambio tra istituzioni locali, Universita' e imprese impegnate nell'innovazione, permettera' al nostro Paese oltre che una responsabile ed efficiente tutela ambientale, un aumento dell'indipendenza energetica a favore della competitivita' e della crescita economica". L'auspicio e' quindi che tra le eccellenze universitarie alle quali indirizzare in modo "significativo gli investimenti in ricerca ed innovazione l'ambiente e l'energia possano trovare- conclude la nota- un adeguato e significativo spazio anche attraverso le modalita' proposte dal senatore Valditara". |
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In merito al “ddl” Valditara. Il troppo ed il vano |
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venerdì 26 giugno 2009 |
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Da “Il Borghese” del giugno 2009 di Hervé A. Cavallera Il recente disegno sulla governance degli Atenei, presentato dal senatore Valditara merita ancora delle considerazioni, anche in relazione agli intendimenti sottolineati dall'autorevole senatore. Quest'ultimo lamenta in primo l'assenza nella Penisola di università di eccellenza e la scarsa innovazione che l'università italiana apporta al sistema produttivo, quindi una serie di sprechi e di inefficienze che riguardano, tra l'altro, il rapporto tra personale docente e non docente, l'inadeguata capacità di utilizzare i fondi europei, l'alto numero degli studenti fuori corso e dei corsi di laurea, l'inadeguatezza delle risorse, la carente valutazione dei prodotti con conseguente scarsa o nulla incentivazione per i meritevoli, le stesse modalità di gestione, insistendo, infine, su diverse modalità di reclutamento. Sono tutte annotazioni che richiedono riflessioni. È indubbio che esistano anomalie nel rapporto tra personale docente e non docente. Quest'ultimo risulta talvolta numericamente consistente, anche a causa di logiche clientelari, ma soprattutto mal distribuito. Sono proprio tali squilibri a pesare sulla stessa efficienza dei docenti, spesso sottoposti ad estenuanti operazioni burocratiche quando, ad esempio, dovrebbero essere più diffusi nelle università degli uffici preposti ad agevolare i team di professori nella formulazione di richieste, per attuare progetti scientifici, di contributi europei. Il che, del resto, spiega anche il precario apporto all'innovazione del sistema produttivo. Vi è la sensazione, a partire ormai dalla fine del secolo scorso, che, alla faccia dell'autonomia, i docenti universitari, nei loro diversi ruoli istituzionali - rettori, presidenti di corsi di laurea, direttori di dipartimenti ecc. - siano sottoposti quotidianamente ad una serie di richieste ministeriali che non soltanto riducono il tempo per la ricerca, ma coinvolgono tutto il corpo universitario in una serie ininterrotta di adempimenti che, a loro volta, si traducono pesantemente sui percorsi studenteschi, accrescendo di conseguenza il numero dei fuori corso. Si potrebbe dire che l'università ha più che mai bisogno di stabilità amministrativa e di certezze curriculari per poter consentire effettivamente di poter lavorare seriamente e serenamente. Attualmente non si vive nell'università un clima sereno. È inoltre da sottolineare che l'autonomia amministrativa non ha sempre favorito il processo di democratizzazione: il fatto che alcuni statuti abbiano consentito mandati rettorati ultradecennali, non dipende forse dalla scarsa presenza di norme statali? Al tempo stesso, i giornali continuano ad insistere sulla parentopoli. Che qualche parente di un docente possa intraprendere la carriera universitaria non è di per sé uno scandalo se la persona è di valore: lo scandalo nasce quando vi è un eccessivo numero di consanguinei e per di più senza valide competenze scientifiche. Vi è, poi, il problema, sommerso, di quante intrusioni vi siano nel mondo universitario di rampolli di personalità della politica, della finanza, della magistratura e così via. Sono tutti timori che verrebbero cassati con processi valutativi più sereni e aperti. La proposta Valditara di un meccanismo concorsuale che preveda due fasi (un'abilitazione nazionale e una successiva chiamata diretta con procedure scelte dalle università) ci pare sensata. L'abilitazione nazionale, con cadenza biennale e con una lista aperta, consentirebbe non solo serenità nei commissari, ma tranquillizzerebbe coloro che intendono fare carriera, spingendoli ulteriormente alla ricerca senza alcun timore di forche caudine. Non crediamo, in questo caso, valida la tesi, che lascia peraltro perplesso Valditara, di commissari sorteggiati. Più equo il criterio della votazione, sempre che i votabili siano ordinari con requisiti accademici di alto valore. Quest'ultimo aspetto conduce ad un altro problema sollevato dal sen. Valditara. Se i finanziamenti devono essere collegati ai risultati è giusto che tutti prendano, a parità di anzianità, lo stesso stipendio, producano o non producano? È un'annosa querelle già dibattuta a proposito degli insegnanti scolastici. Negli anni Cinquanta dello scorso secolo, negli USA si prevedevano degli incentivi economici ad insegnanti che lavoravano con maggior profitto. La questione è delicata. Le leggi vigenti prevedono da tempo immemorabile una verifica triennale dell'attività scientifica e didattica dei professori universitari. Quindi un sistema di valutazione esiste e se non ha funzionato al meglio ciò dipende da chi deve esprimere il giudizio. Non è detto che le cose migliorino accentuando schemi burocratici che inevitabilmente non sono in grado di entrare in merito alla qualità della ricerca. Uno scritto di genio non è sempre detto che sia pubblicato su gloriose e vetuste riviste internazionali o presso case editrici capaci di larga diffusione. Considerare il tutto sotto tali parametri può significare restare all'estrinseco, valorizzando ciò che è già scontato o consolidati potentati. Vi è poi il problema dei rapporti con il mondo imprenditoriale. Il filosofo Whitehead negli anni Trenta insisteva sul fatto che le università dovessero incidere sul sociale e parlava del sapere sposato con l'azione. Ben vengano, pertanto, rapporti col mondo dell'imprenditoria, ma con cautela. Innanzitutto va salvaguardata la libertà della ricerca. Inoltre si tenga presente che tale rapporto riguarda particolarmente alcune facoltà. Le altre non devono essere per questo svalorizzate, anzi dovrebbero essere particolarmente sostenute in quanto non tutta la ricerca ha finalità immediate, altrimenti diventerebbe subordinata al potere economico con effetti devastanti e contrari a tutta la tradizione che ha mantenuto alte le nostre università. Quanto illustrato forse non risolve tutti i problemi, ma può servire ad avere un'università più efficiente, più serena, più umana. Si aggiunga, infine, un'altra questione che probabilmente non si ha il coraggio di sollevare in maniera esplicita. I nostri giovani devono essere tutti laureati per obbedire a indicazioni internazionali e non trovare poi posto di lavoro, creando una serie di problemi non secondari? Quanti laureati abbiamo che non lavorano o che non svolgono un lavoro corrispondente alla laurea posseduta? Non stiamo forse producendo una massa di spostati con conseguenze non prevedibili? In realtà, la Legge n. 53 del 2003, risalente al ministero Moratti e rimasta lettera morta, prevedeva accanto al sistema dei licei la valorizzazione della scuola professionale che avrebbe dovuto dare frutti alternativi a frequenze universitarie di routine, che rendono appunto l'università un parcheggio, accrescendo il numero degli studenti fuori corso. Più che un numero chiuso o programmato o come altro si voglia definire, è auspicabile offrire ai giovani possibilità occupazionali di là dalla frequenza universitaria, verificando invece il reale interesse e profitto di coloro che si iscrivono, spesso, con notevoli sacrifici economici dei genitori, alle facoltà universitarie. Non dimentichiamo che la nostra carta costituzionale parla di favorire i capaci e i meritevoli. Su questo occorrerebbe insistere con attenzione, eliminando, come diceva il poeta, il troppo e il vano. Ma ciò farebbe saltare altre logiche che chiedono dell'audience, del numero e così via. Si tratta, in altri termini, di quella logica del libero mercato che ha condotto allo sfascio economico di cui il mondo (ma soprattutto i meno abbienti) sta pagando le conseguenze. Ecco, tra le tante cose che vorremmo, nel plurisecolare contrasto tra etica ed economia, v'è che la logica del mercato non entri e faccia da padrona nelle università. |
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Intervista al Sen. Valditara |
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martedì 16 giugno 2009 |
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Da “Avviso ai Naviganti. Quindicinale di informazione tra universitari” del 16.6.2009 Abbiamo intervistato il Senatore Giuseppe Valditara, docente universitario, segretario della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), uno dei maggiori attori della politica universitaria attuale D: Senatore siamo agli sgoccioli di un anno accademico che ha visto un inizio convulso, le chiedo per l'anno accademico prossimo quali novità uno studente, sia esso matricola o degli anni successivi, può attendersi nei nostri atenei? R: Innanzitutto l'avvio di un processo di trasparenza del sistema universitario, la legge 1 del 2009 va in questa direzione, vanno in questa direzione gli ultimi provvedimenti del Ministro, credo che sia un passaggio molto importante la possibilità per lo studente di scegliere con consapevolezza, quindi l'essere informato sui risultati ottenuti, sull'offerta complessiva, sulla qualità della didattica, della ricerca e delle strutture. Poi il discorso delle borse di studio che, ritengo, potrà esplicare tutti i suoi effetti nel prossimo anno accademico e più in generale il discorso del diritto allo studio e quindi un investimento che non ha pari negli ultimi anni e che credo sia particolarmente significativo; occorrerà ovviamente investire anche in residenze universitarie; un altro punto che noi dovremo affrontare sarà quello dei collegi universitari, anche questo è un tema particolarmente significativo per molti studenti.
D: Lei ha accennato alla legge 1 del 2009, quali invece, per titoli, le novità che si possono trovare nel disegno di legge di riforma dell'università, che in questi giorni viene presentato in Consiglio dei Ministri? R: Ci sono alcune novità molto importanti, che sono innanzitutto una responsabilizzazione del sistema, noi avevamo sino ad ora un sistema caratterizzato da una sola posizione di competenze, da un consociativismo molto elevato, da un condizionamento degli organi decisionali, da clientele di vario genere; dobbiamo andare ad un rafforzamento della governance, ad una distinzione di competenze tra consiglio di amministrazione e senato accademico, con un consiglio di amministrazione che decida ed un senato accademico che controlli in modo autorevole ed efficace. Abbiamo poi la necessità di una riforma del sistema concorsuale con un meccanismo che anche qui responsabilizzi le università, ma dia anche la garanzia della qualità; lo Stato interviene a monte con la verifica seria, rigorosa della qualità degli abilitati e poi interviene a valle, al termine del percorso, del processo, con la valutazione seria dei risultati e in mezzo sta l'autonomia delle università che devono poter scegliere, che devono potersi organizzare come meglio ritengono opportuno, sapendo che poi risponderanno di quei risultati. C'è anche l'esigenza di una semplificazione delle strutture interne, della cosiddetta governance, del sistema di governo interno agli atenei, delle strutture di didattica e di ricerca e c'è anche la necessità di un controllo sulla gestione complessiva, dato che si tratta di enti pubblici, di risorse finanziate prevalentemente da soldi dei contribuenti e quindi la necessità che i revisori dei conti in qualche modo siano espressione degli organi di governo della Nazione, dei Ministeri e dall'altra la possibilità in casi estremi di commissariare quelle università che siano al limite del dissesto finanziario.
D: Che tempi prevede per l'iter di discussione? R: Io penso che per l'autunno tutto dovrebbe essere approvato.
D: A proposito di autunno che clima vede nelle nostre università alla ripresa? R: Io non sento in questo momento una particolare tensione, sono convinto che se le riforme si sapranno spiegare bene, potranno essere accolte favorevolmente dalla stragrande maggioranza sia dei docenti che degli studenti. |
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