venerdì 30 luglio 2010
 
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Rassegna stampa
La coperta di Tremonti PDF Stampa E-mail
venerdì 16 luglio 2010

Da “Liberal” del 16.7.2010, pag. 1

Berlusconi aveva detto che se non passava la manovra si sarebbe andati drit­ti alle elezioni. Ieri al Senato la sua mag­gioranza ha rispettato l'ordine di scuderia e approvato - con 170 voti contro i 136 no dell'opposizione - la fiducia al maxiemen­damento concordato dal Pdl con Tremonti. Un testo che blinda i saldi concordati dal­l’Italia a Bruxelles (24,9 miliardi di euro) e una serie di strette volute dal ministro su Regioni, statali e pensioni.

Ora il testo passerà alla Camera, dove s'i­nizierà a discutere mercoledì prossimo, con l'obbligo di chiudere entro il 29 luglio. Va da sé che, per non far decadere le misu­re previste nel decreto, ci sarà un'altra blindatura - «Fiducia dà fiducia», ammette Tremonti - con il ministro che ha imposto di approvare a Montecitorio il testo arriva­to da Palazzo Madama (…).

 

Guardando alla maggioranza, non tutti in maggioranza sono raggianti come il mini­stro della Pubblica amministrazione, che mette l'accento «per le importanti misure di semplificazione contenute nel maxie­mendamento come le modifiche alla disci­plina sulla Conferenza servizi, la segnala­zione certificata di inizio attività (Scia) e le semplificazioni mirate per 4.500.000 di pic­cole e medie imprese».

Il suo collega alle Infrastrutture, Altero Matteoli, è pronto a trovare le risorse che in un primo tempo sembravano destinate all'autotrasporto. Invece ha difeso l'introdu­zione dei pedaggi sulle strade Anas, lo stesso che porterà all'installazione di caselli sulla parte extraurbana del Grande raccordo anulare. Non serve per fare cas­sa, ma per dare «impulso alla manutenzio­ne e allo sviluppo della rete stradale e au­tostradale del nostro Paese».

Il sottosegretario ai Beni culturali, France­sco Giro, si scaglia contro «il sovrapprezzo sui biglietti dei musei statali da destinare alla tassa di soggiorno, non fosse altro per­ché impossibile».

Il finiano Giuseppe Valditara si rammarica perché il governo ha mantenuto «i tagli agli scatti stipendiali fondati sul merito di professori e ricercatori. È un'occasione mancata anche perché per i magistrati si è provveduto a farlo» (…).

 
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giovedì 15 luglio 2010

MANOVRA: VALDITARA (PDL), MALE TAGLI A SCATTI STIPENDI PROFESSORI

(AGI) - Roma, 15 lug - "Il maxiemendamento del governo purtroppo non ha recepito la richiesta di eliminare i tagli agli scatti stipendiali fondati sul merito di professori e ricercatori. E' un'occasione mancata anche perche' per i magistrati si e' provveduto ad eliminare questo tipo di taglio strutturale. Prossimamente ripresentero' gli analoghi emendamenti che la fiducia ha impedito di votare". Lo afferma Giuseppe Valditara, senatore finiano del Pdl.

 

UNIVERSITA': VALDITARA RIPRESENTA EMENDAMENTI TAGLI STIPENDI

(ANSA) - ROMA, 15 LUG - Il senatore del gruppo Pdl, Giuseppe Valditara, non intende mollare la battaglia contro i tagli agli stipendi di professori e ricercatori universitari. "Il maxiemendamento del governo purtroppo - ha spiegato in una nota - non ha recepito la richiesta di eliminare i tagli agli scatti stipendiali fondati sul merito di professori e ricercatori. E' un'occasione mancata anche perchè per i magistrati si è provveduto ad eliminare questo tipo di taglio strutturale. Prossimamente - ha concluso Valditara - ripresenterò gli analoghi emendamenti che la fiducia ha impedito di votare". La prima occasione utile per la battaglia del senatore finiano potrebbe essere l'esame in Aula della riforma dell'Universita', in programma la prossima settimana. (ANSA).

Universita', Valditara: Nuovi emendamenti su tagli a scatti stipendi  

Roma, 15 LUG (Il Velino) - "Il maxiemendamento del governo purtroppo non ha recepito la richiesta di eliminare i tagli agli scatti stipendiali fondati sul merito di professori e ricercatori. E' un'occasione mancata anche perche' per i magistrati si e' provveduto a eliminare questo tipo di taglio strutturale. Prossimamente ripresentero' gli analoghi emendamenti che la fiducia ha impedito di votare". Lo ha detto il senatore del gruppo Pdl al Senato, Giuseppe Valditara.

 
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martedì 13 luglio 2010

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - ''Non possiamo restare in silenzio dinanzi alle notizie che provengono dalla procura di Romai'. Il killeraggio politico, con tanto di dossier, ai danni di Stefano Caldoro e Italo Bocchino, e' gravissimo e tutto il Pdl deve manifestare in maniera chiara e sincera piena vicinanza e sostegno ai due esponenti del Pdl''. Lo afferma in una nota il Senatore del Pdl e Co-coordinatore di Generazione Italia in Lombardia, Giuseppe Valditara. ''Ho visto che Bondi e La Russa hanno espresso solidarieta' a Verdini e Cosentino. Ci auguriamo facciano lo stesso nei confronti delle vittime di questi dossier. Non sono possibili distinzioni e non possiamo dare adito a sospetti. Il Pdl deve reagire a una vera e propria aggressione ai danni di Bocchino e Caldoro'', conclude. (ANSA).

 
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domenica 11 luglio 2010

PDL: VALDITARA, BERLUSCONI FACCIA PULIZIA,ORA PASSI INDIETRO. CHI E' COINVOLTO IN VICENDE TORBIDE SI FACCIA DA PARTE

(ANSA) - ROMA, 11 LUG - 'Berlusconi deve fare pulizia all'interno del Pdl, dice il senatore Giuseppe Valditara. 'Si e' raggiunto un livello di guardia che rischia di creare tensioni ulteriori e di danneggiare gravemente l'immagine del partito. E' in particolare opportuno - aggiunge il senatore azzurro - che coloro che sono coinvolti in vicende dai contorni torbidi, emerse sulla stampa in questi ultimi giorni, facciano un passo indietro. Fermo restando che spettera' poi alla magistratura accertare la rilevanza penale dei fatti'.

  

PDL, VALDITARA: PASSO INDIETRO PER COINVOLTI IN VICENDE TORBIDE

(9Colonne) - Roma, 11 lug - "Berlusconi deve fare pulizia all'interno del Pdl. Si è raggiunto un livello di guardia che rischia di creare tensioni ulteriori e di danneggiare gravemente l'immagine del partito. E' in particolare opportuno che coloro che sono coinvolti in vicende dai contorni torbidi, emerse sulla stampa in questi ultimi giorni, facciano un passo indietro. Fermo restando che spetterà poi alla magistratura accertare la rilevanza penale dei fatti". Lo ha dichiarato il senatore del gruppo Pdl, Giuseppe Valditara.

 

Apc-Eolico/ Valditara: Fuori da Pdl i coinvolti in vicende torbide

Berlusconi deve fare pulizia nel partito Roma, 11 lug. (Apcom) - "Berlusconi deve fare pulizia all`interno del Pdl. Si è raggiunto un livello di guardia che rischia di creare tensioni ulteriori e di danneggiare gravemente l`immagine del partito. E` in particolare opportuno che coloro che sono coinvolti in vicende dai contorni torbidi, emerse sulla stampa in questi ultimi giorni, facciano un passo indietro. Fermo restando che spetterà poi alla magistratura accertare la rilevanza penale dei fatti". Lo afferma in uan nota il senatore del Pdl, Giuseppe Valditara.

 
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mercoledì 07 luglio 2010

MANOVRA: VALDITARA (PDL), TROVARE RISORSE PER UNIVERSITA'

 

(ANSA) - ROMA, 7 LUG - "E 'pienamente condivisibile l'appello del presidente della Camera Gianfranco Fini che ha sostenuto come all'interno della manovra bisogna individuare settori strategici su cui puntare e fra questi in primo luogo la ricerca. E' pertanto indispensabile che nella manovra si trovino le risorse necessarie per assicurare adeguati finanziamenti all'università ed alla ricerca nonche' alle tecnologie di eccellenza e per valorizzare la professionalità di ricercatori e professori. Non cogliere questa occasione significherebbe non scommettere sulla competitività del Sistema Italia": lo ha detto il senatore del PdL, della componente finiana, Giuseppe Valditara. (ANSA).

 

Manovra, Valditara (Pdl): Trovare risorse per Universita' e ricerca

Roma, 07 LUG (Il Velino) - "E' pienamente condivisibile l'appello del presidente della Camera Gianfranco Fini che ha sostenuto come all'interno della manovra bisogna individuare settori strategici su cui puntare e fra questi in primo luogo la ricerca. E' pertanto indispensabile che nella manovra si trovino le risorse necessarie per assicurare adeguati finanziamenti all'universita' ed alla ricerca nonche' alle tecnologie di eccellenza e per valorizzare la professionalita' di ricercatori e professori. Non cogliere questa occasione significherebbe non scommettere sulla competitivita' del Sistema Italia". Lo dichiara in una nota il senatore Pdl, Giuseppe Valditara. (com/chi)

071811 LUG 10 NNNN

 

MANOVRA:VALDITARA"TROVARE RISORSE PER FINANZIARE UNIVERSITA' E RICERCA"

ROMA (ITALPRESS) - "E 'pienamente condivisibile l'appello del presidente della Camera Gianfranco Fini che ha sostenuto come all'interno della manovra bisogna individuare settori strategici su cui puntare e fra questi in primo luogo la ricerca". Lo afferma in una nota il senatore del Pdl, Giuseppe Valditara. "E' pertanto indispensabile che nella manovra si trovino le risorse necessarie per assicurare adeguati finanziamenti all'universita' ed alla ricerca nonche' alle tecnologie di eccellenza e per valorizzare la professionalita' di ricercatori e professori. Non cogliere questa occasione significherebbe non scommettere sulla competitivita' del Sistema Italia".

(ITALPRESS).

gca/com

07-Lug-10 18:16

NNNN

 

 
Tagli alle tredicesime: esplode la rabbia di Polizia, Carabinieri e Magistrati PDF Stampa E-mail
domenica 04 luglio 2010

Da “Ore 12” del 4.7.2010, pag. 1

 

"Se davvero il Governo e la maggioranza oseranno toccare le tredicesime di poliziotti e carabinieri, la nostra reazione sarà durissima e proseguire­mo con ancora maggior forza col percorso di mobilitazione che nei giorni scorsi ci ha por­tato a scendere in piazza in tutte le città italiane, dove abbiamo raccolto oltre 100.000 firme di solidarietà da parte dei cittadini". E quanto affer­ma Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia (…).

“La proposta di tagliare la tre­dicesima a poliziotti, magistrati, professori universitari, ricercatori, militari oltre che iniqua è priva dì qualsiasi senso politico, e senz'altro inaccettabile. Se si intende insistere sull'emendamento presentato non avrà comunque il mio voto". E quanto dichiara il senatore del Pdl Giuseppe Valditara (…).

 
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sabato 03 luglio 2010
Ansa, Adn Kronos, sabato 3 luglio 2010
"La proposta di tagliare la tredicesima a poliziotti, magistrati, professori universitari, ricercatori, militari oltre che iniqua è priva di qualsiasi senso politico, e senz'altro inaccettabile. Se si intende insistere sull'emendamento presentato non avrà comunque il mio voto". Lo ha dichiarato il sen.Giuseppe Valditara, Pdl
 
Il Lodo Alfano “allargato”? Per i ministri no, non si può PDF Stampa E-mail
venerdì 02 luglio 2010

Da “Il Secolo d’Italia” del 2.7.2010, pag. 2

 

di GIUSEPPE VALDITARA

 

La pasticciata vicenda di Aldo Brancher credo che abbia segnato un punto di non ritorno. I si­ti web sono stati presi d'assalto da elettori di centrodestra che iniziano ad avere perplessità sulla direzione che sta prendendo una certa politica. Negli ultimi dieci anni sono state votate leggi che una par­te della stampa e dell'opinione pubblica di sinistra ha definito ad personam. Si può discutere se alcune di quelle leggi non fossero state concepite per finalità generali, ma è in ogni caso comprensibile e giustifi­cabile consentire al premier eletto dagli italiani, fra l'altro con ampie maggioranze, di portare a termine gli impegni presi con gli elettori, ovviamente avendo sempre cura di evitare conseguenze negative sulla ef­ficacia del complessivo sistema penale. Si è detto con ragione che occorreva evitare che la volontà degli elettori venisse sovvertita per via giudiziaria, in un frangente storico in cui una parte, ancorché minori­taria dei giudici, sosteneva teoremi di natura politica.

Il caso Brancher con tutto questo non ha però nul­la a che fare. È il sintomo che quello scudo, che dove­va servire a difendere la sovranità popolare, si è tra­sformato in una prassi senz'altro inaccettabile che crea ormai le premesse per la legittimazione del pri­vilegio. Di questa vicenda la parte più amara, come già per il caso Scajola, è rappresentata dai commen­ti, anche giornalistici, non solo politici, che hanno stigmatizzato non i fatti in sé, quanto la scarsa avve­dutezza dei personaggi coinvolti. Scajola, è stato os­servato, avrebbe eventualmente sbagliato perché sa­rebbe stato un ingenuo, doveva essere più furbo. An­cora più esplicitamente si è detto di Brancher che avrebbe dovuto aspettare a utilizzare il legittimo impedimento, per non dare nell'occhio. Un titolo di giornale definiva gli ingenui dirigenti del centrodestra dei "pirla". La legge la puoi dunque aggirare purché non ti faccia beccare. In questo contesto anche certi emen­damenti al ddl intercettazioni, per fortuna poi ritira­ti, che per esempio avrebbero fatto decadere auto­maticamente tutti i pm che avessero in passato espresso giudizi pubblici sui processi in corso, corre­vano il rischio di essere intesi come un tentativo di bloccare alcuni processi eccellenti. C'è poi un altro fenomeno che sta a testimoniare il rischio di una de­riva inaccettabile: le nomine a vari livelli di parenti, clienti, signorine procaci senza titoli particolari, con­viventi. L'ultimo caso, di una lista sempre più lunga, è quello dell'Aci. È evidente che questo tipo di politi­ca alimenta il sospetto di una oligarchia sensibile so­prattutto ai propri interessi, che ricorre fra l'altro al­la moltiplicazione degli incarichi presso poche mani per rafforzare il controllo sulla società e mantenere in una cerchia chiusa la direzione della politica.

Di fronte a questa progressiva degenerazione del costume politico che nulla ha a che vedere con la sal­vaguardia della sovranità popolare, appare senz'al­tro discutibile la proposta che si avanza ora di esten­dere lo scudo previsto dal cosiddetto lodo Alfano an­che alle inchieste iniziate prima della nomina a mi­nistro di un soggetto indagato. È’ invero politicamen­te ingiustificato estendere ai ministri una protezione che ha un senso se è riferita ad un soggetto che ha vinto le elezioni con una propria lista di riferimento, come Silvio Berlusconi, non ne ha alcuno se esteso a personaggi che sono stati nominati successivamente all'inizio delle indagini e che magari potrebbero nem­meno essersi sottoposti al voto degli elettori.

Se non ci sarà un deciso cambiamento di rotta te­mo che la disaffezione verso la politica aumenterà a dismisura con esiti imprevedibili.

 
Università, il flop della laurea breve. “Funziona poco, la correggeremo” PDF Stampa E-mail
giovedì 01 luglio 2010

Da “ Il Corriere della Sera” dell’1.7.2010, pag. 24

 

«Nel tempo si do­vranno apporre correttivi al cosiddetto "3+2", senza stra­volgere un sistema che ha già subito tanti scossoni». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ospi­te di «Radio anchio», ammet­tendo che «il sistema del “3+2” sicuramente ha dato meno risultati di quanto ci si aspettasse». «Ma non si può continuamente - ha osserva­to il ministro - ripartire da zero. Oggi abbiamo questo si­stema, in molti casi alla lau­rea triennale non sono conse­guite opportunità occupazio­nali facili e certamente nel tempo bisognerà apporre cor­rettivi».

Con la riforma degli ordina­menti didattici del '99, accan­to alla classica laurea a ciclo unico (quadriennale o quin­quennale), sono stati introdot­ti la laurea triennale, detta Laurea (L), e la Laurea Speciali­stica o Magistrale, altri due an­ni di specializzazione (IS) e il sistema dei Crediti Formativi Universitari (CFU). Le lauree triennali, pensate per un inse­rimento più rapido nel modo del lavoro, sarebbero dovute aumentare. Sono passati dieci anni ma non si vede ancora il risultato sperato.

Il ministro non si sbilancia. Tuttavia il numero degli universitari che invece di fermar­si alla laurea triennale ha pro­seguito verso la specialistica è risultato molto più alto an­che rispetto alle più pessimi­stiche previsioni. Negli altri paesi europei il 70 per cento dei laureati dopo 2 o 3 anni entra nel mondo del lavoro. A proseguire è solo il 30 per cen­to. Nel nostro Paese, anche se sui numeri e la loro interpreta­zione non c'è accordo - 10 anni forse sono pochi per trar­re delle conclusioni - nessu­no può negare che la tenden­za sia esattamente contraria.

«Il "3+2" ha oggettivamen­te fatto moltiplicare i corsi di laurea, tuttavia si è appena concluso l'adeguamento ai nuovi ordinamenti e ora rifar­li daccapo sarebbe traumatico - dice il senatore Giuseppe Valditara, relatore della Rifor­ma universitaria in discussio­ne al Senato -. Ci potrà esse­re nel tempo una graduale modifica del “3+2” soprattutto in quelle discipline che lo rivendicheranno. Giurispru­denza a suo tempo ha chiesto di avere un percorso unitario. Evidentemente in prospettiva si potranno studiare, per le fa­coltà che lo richiedono, forme più flessibili rispetto al model­lo attuale. L'unica cosa impen­sabile è un decreto del mini­stero che costringa le universi­tà a ricominciare tutto dacca­po. Sarebbe il caos» (…).

 
Scuola: sblocco parziale degli scatti PDF Stampa E-mail
domenica 27 giugno 2010

Da “Il Sole 24 Ore” del 27.6.2010, pag. 5

 

Gli scatti d'anzianità degli insegnanti potrebbero essere sbloccati. Il ministro dell'Econo­mia, Giulio Tremonti ha messo al lavoro i propri tecnici per cer­care un correttivo alla mano­vra, che consenta, a saldi invaria­ti, di utilizzare le risorse rispar­miate per via dei tagli ai docenti, inaugurati nel 2008, per rimpinguare le buste paga del persona­le scolastico in servizio.

La soluzione, quasi certa­mente un emendamento, do­vrà essere pronta entro martedì o mercoledì prossimo. Soddisfatti i sindacati, che, dopo gior­ni di proteste e manifestazioni, hanno apprezzato l'apertura del ministro, «che si è reso con­to - ha commentato il segreta­rio generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna - dell'esi­stenza di una doppia manovra sulla scuola, con effetti che si faranno sentire per i prossimi 37 anni». Il punto è che il blocco degli aumenti stipendiali fino al 2013 “costa” circa 900 milioni (con effetti anche su pensioni e buonuscita) e, soprattutto, se­condo le stime Flc-Cgil, in­teressa un docente su 4, e cioè, 255mila persone, che sarebbero dovute scattare di fascia nei prossimi 3 anni. La soluzione of­ferta dal ministro passa per uno “scongelamento” del 30% dei ri­sparmi centrati da Viale Traste­vere, a partire dal 2009, stimati, attualmente, in circa 400-500 milioni, ma che arriveranno, al 2012, a 2,3 miliardi. Una somma quindi sufficiente a coprire il di­savanzo causato dal blocco de­gli scatti.

Il meccanismo non sarebbe però automatico. Sarà la Ragio­neria che, di anno in anno, do­vrà certificare l’effettiva entità di queste economie. E solo do­po averne garantito la disponi­bilità, pensare a dirottarle su­gli stipendi degli insegnanti, che, a mano a mano, passeran­no di fascia. Con i soldi rima­nenti, poi, si potrà pensare a va­lorizzare il merito, d'intesa con i sindacati, e a pagare i debi­ti pregressi delle scuole e rifi­nanziare il capitolo “Lsu” (i bi­delli, che ogni anno costano 300-400 milioni). Soddisfatto il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, che ha rivendicato «all'azione posi­tiva del sindacato», il merito dell'apertura del ministro Tremonti verso la scuola. «Speria­mo che il governo mantenga gli impegni e approvi questo emendamento», ha commenta­to l'ex ministro dell'Istruzio­ne, ora deputato Pd, Giuseppe Fioroni. Per il senatore Pdl, e finiano doc, Giuseppe Valditara, resta però in piedi il proble­ma del recupero degli scatti d'anzianità dei professori uni­versitari, che sono legati al me­rito. Si tratta di recuperare 87 milioni di euro, per il 2011, e 270, a regime, dal 2013, che, ha spiegato, «potrebbero essere presi attraverso un aumento dell'accise sui tabacchi».

 
L’Università a corto di benzina? Restano al palo qualità e ricerca PDF Stampa E-mail
venerdì 25 giugno 2010

Da “Il Secolo d’Italia” del 25.6.2010, pag. 2

 

di GIUSEPPE VALDITARA

 

La manovra economico-finanziaria approvata nell'estate del 2008, la prima del governo Berlusconi, ha avuto il merito di indicare un percorso di ri­sanamento dell'università italiana, premessa per un suo rilancio e per una riforma meritocratica degli or­dinamenti. A fronte dell'avvio di questo percorso rifor­matore vi fu l'impegno da parte dello stesso governo per un rilancio degli investimenti nel settore. In questi due anni sono stati approvati provvedimenti impor­tanti come la legge 1/2009 e altri decreti come quello sull'Agenzia di Valutazione che hanno creato le pre­messe per un profondo risanamento del sistema. In par­ticolare la legge 1/2009 blocca le assunzioni per le uni­versità che hanno una spesa eccessiva per il personale docente, mentre per tutte le altre limita al 50% l'utiliz­zo dei fondi derivanti dalle cessazioni di servizio; rico­stituisce inoltre la cosiddetta piramide, stabilendo che i fondi resi disponibili dai pensionamenti siano desti­nati per il 10% all'assunzione di professori ordinari, per il 30% di associati e per il 60% di ricercatori.

 

Tutto questo nonostante proprio l'allegato III al Dpef del 2009 certifichi che il numero dei professori e ricer­catori italiani è inferiore alla media Ocse. Grazie a una serie di misure assunte dagli ultimi due governi, a par­tire dall'anno accademico 2010/2011, i corsi di laurea di­minuiranno del 20%, scendendo al di sotto di quelli di Francia, Gran Bretagna e Germania, rimanendo di po­co superiori a quelli della Spagna. La finanziaria 2008 aveva peraltro già bloccato la creazione di sedi univer­sitarie distaccate. Caso unico fra tutto il personale non contrattualizzato della PA, si è previsto nella legge 1/2009, con un emendamento del relatore, che gli scatti di stipendio di docenti universitari e ricercatori siano legati ai risultati raggiunti e non più ad automatismi. Va anche aggiunto che, a differenza di quanto ancora previsto per i magistrati, per i professori universitari è stata anticipata l'età di pensionamento. In questo con­testo di complessivo risanamento del sistema, è stata ap­provata in commissione al Senato una profonda rifor­ma del sistema universitario e del reclutamento, che finalmente introduce quei criteri meritocratici, di responsabilizzazione e di maggiore efficienza degli atenei.

A fronte di tutto questo per l'a.a. 2010/2011 è prevista la diminuzione del Fondo di finanziamento delle uni­versità di un miliardo e 76 milioni di euro. Lo sbilancio fra spese per il solo pagamento degli stipendi e la consi­stenza del Fondo sarà dunque pari a un miliardo e 253 milioni di euro. Nel contempo scendono sensibilmente i fondi per le borse di studio di capaci e meritevoli, che secondo stime del ministero si ridurranno di un terzo rispetto al 2009. È prevista una diminuzione del 50% ri­spetto a quanto speso nel 2009 per le assunzioni di per­sonale a tempo determinato, e un taglio del 50% alle spe­se per missioni, che significa provincializzare il sistema universitario italiano. Infine sono soppressi gli scatti re­tributivi che sarebbero maturati nei prossimi tre anni e che solo per l'università sono ora legati ai risultati rag­giunti. Ciò determina una perdita economica che per al­cuni professori e ricercatori più giovani corrisponde a circa il 20% in meno di quanto avrebbero maturato a fi­ne carriera. Stando a indiscrezioni di fonte ministeria­le per un giovane associato con trent'anni di aspettativa di servizio, vi sarebbe a fine carriera una perdita com­plessiva pari a circa 400mila euro lordi. Questi tagli si abbattono invero su stipendi che subiscono, come tutti quelli dei dipendenti pubblici, anche il blocco triennale degli adeguamenti al costo della vita. È evidente che oc­corre una profonda revisione della manovra sull'uni­versità prevedendo adeguati finanziamenti e ristabi­lendo prospettive meritocratiche di carriera per evitare di mettere in crisi l'intero sistema della ricerca e del­l’istruzione superiore e di demotivare chi intende fare ricerca e didattica di qualità. Ne va della competitività del sistema Italia.

 
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