mercoledì 10 marzo 2010
 
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Spunta la Finanziaria alternativa PDF Stampa E-mail
venerdì 23 ottobre 2009

Da “Italia Oggi” del 23.10.2009, pag. 4

  

I vento riformista dei finiani soffia sempre più forte. Sulla politica economica e finanziaria, l'alternativa offerta dai parlamentari, che fanno riferi­mento al presidente della came­ra, Gianfranco Fini, è ormai un fatto concreto. Basta spulciare la messe di emendamenti di mag­gioranza alla Finanziaria 2010, approdati in commissione bilan­cio al senato: quelli di matrice finiana saltano subito all'occhio, per organicità. Al solito, tante le richieste di modifica, alcune, come spesso succede in queste occasioni, fortemente legate al territorio (…). Ma la battaglia con il governo per scucire non solo nuovi finanziamenti ma anche una diversa modulazione degli stessi, tra le varie partite di bilancio, sarà molto ardua. «Noi lanciamo una proposta fattibile e un'occasione di dibattito vero nella maggioranza e tra mag­gioranza e opposizione», precisa Mario Baldassari, economista, presidente della commissione fi­nanze di Palazzo Madama, tra i capofila dei finiani, e firmatario del pacchetto di emendamenti (tra gli altri, Giuseppe Valditara, Pasquale Viespoli, Andrea Augello), che disegna una nuova strategia per coniugare contenimento dei costi e rilancio dell'economia. E’ una proposta «aggiuntiva alla manovra del ministro dell'economia Giulio Tremonti-, dice subito Baldas­sarri- a sgomberare il campo da sospetti di contrapposizioni, «che è necessaria, perché l'Italia non può permettersi altro deficit». In­somma, bisogna farsi bastare la coperta che c'è, ma la si può usare diversamente. Ed ecco il nocciolo duro della manovra aggiuntiva di Baldassarri&company: ridur­re la spesa pubblica, cancellare i finanziamenti per i fondi per­duti alle imprese e dirottare il tutto, ovvero 35 miliardi di euro, sull'operazione zero tasse per le imprese che fanno innovazione e occupazione, sugli aiuti alle famiglie, sulle infrastrutture, l'università e la ricerca. «Abbia­mo una spesa corrente di 830 miliardi. Nell'immediato non si possono toccare stipendi, pen­sioni, interessi sul debito», è il ragionamento, «restano solo due voci: la spesa per beni e servizi e i fondi perduti», spiega Bal­dassarri. Per l'acquisto di beni e servizi, la spesa è stata di 140 miliardi di euro nel 2008, con un aumento del 50% negli ulti­mi cinque anni, di cui i 2/3 per la sanità, «ma sfido i cittadini a dire che il servizio è migliorato del 50%», precisa Baldassarri. Riconoscendo come incremen­to solo il tasso di inflazione, si recuperano 20 miliardi l'anno. C'è poi il capitolo fondi perdu­ti: 44 miliardi l'anno. «Escluso il trasporto pubblico locale e le ferrovie, restano 24 miliardi, ne tagliamo subito 15 di mi­liardi e li diamo alle imprese vere», quelle che investono in tecnologia, ricerca, assunzioni e avranno così diritto a recupe­rare quanto speso con lo stru­mento del credito di imposta. «E così facciamo anche pulizia delle aziende fasulle, quelle che prendono i soldi dello stato e poi chiudono». Rispunta poi la cedo­lare secca del 20% sui redditi da affitti e debuttano i bond (Val­ditara) per finanziare i progetti di ricerca delle università. Ora il nodo è tutto politico.

 
La Gelmini bacchetta i rettori: “Troppi prof a contratto, è un abuso” PDF Stampa E-mail
martedì 20 ottobre 2009

Da “Il Messaggero” del 20.10.2009, pag. 12

  

A.A.A. Cercasi docen­ti disposti a insegnare gratis. O quasi. In tempi di ristrettezze economiche, bilanci in rosso, fondi ridotti all'osso, le universi­tà mettono sul piatto anche que­sto: posti per insegnare che non vengono pagati. Va fatto subito un distinguo. Dentro questo cal­derone ci sono due filoni: i cosid­detti affidamenti e le docenze a contratto. I primi riguardano personale dipendente delle uni­versità che prende in affido uno o più corsi. Nel 90% dei casi non c'è retribuzione magari perché il prof che accetta deve completare il suo monte orario. Altre volte sì. Dipende dalla facoltà. Nel caso dei ricercatori, ad esempio, che non hanno obbligo di insegnare, il pagamento è quasi sempre un optional ma i più sperano che il sacrificio serva ai fini della carriera in ateneo. Poi ci sono le docenze a contratto. Un fenomeno che è esploso negli ultimi anni, come dimostrano i dati citati dal mini­stro Gelmini in una lettera di rimprovero ai rettori che avreb­bero abusato di questo istituto. Il ministro, nella nota inviata a settembre, lamenta che i profes­sori a contratto "esterni ai ruoli universitari" sono sensibilmente aumentati" passando dai 20.848 del 2001 ai 34.726 del 2008. La riforma del 3+2 ha determinato questo boom: con la frammentazione dei corsi si sono moltiplicate le materie e sempre più spesso si è fatto ricorso al personale esterno per coprire la crescita di atenei e sedi distaccate (…).

Anche per il senatore Pdl Giuseppe Valditara «in questi ultimi anni si è abusato dei professori a contratto. Bisogna far sì che ci siano requisiti strin­genti di professionalità, la nuo­va Agenzia di valutazione, l'An­vur, dovrà verificare la qualità delle politiche didattiche. Più che a una norma generale, però, penso a accordi di programma con i singoli atenei che tengano conto delle varie specificità» (…).

 
Prepensionamenti per 50 mila PDF Stampa E-mail
martedì 20 ottobre 2009

Da “Italia Oggi” del 20.10.2009, pag. 21

  

L’idea è di quelle che possono piacere a destra come a sinistra: dare una bella sforbiciata ai dipendenti pubblici a fine carriera, utilizzando l’arma del prepensionamento, così sbloc­care il turn over e fare finalmente un po' di assunzioni di giovani. Po­trebbe essere questa la vera rifor­ma delle pensioni, riforma che il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, è tornato genericamen­te ad evocare qualche giorno fa e che il ministro del welfare, Mau­rizio Sacconi, aveva liquidato dicendo che di una nuova legge in materia non c'è bisogno. E po­trebbe debuttare nella scuola, il settore più popoloso del pubblico impiego e quello nel quale più alto è il numero dei precari. A lancia­re il sasso è un emendamento di maggioranza che debutterà oggi in commissione bilancio al sena­to, dove è in discussione la Finanziaria 2010. E che ha tutta l'aria di puntare a non finire affossato nel mare magnum delle proposte parlamentari. Basta del resto leggerne le firme, una ventina: il primo proponente è Giuseppe Valditara, punto di riferimento per scuola e università del Pdl (in quota An), seguito a stretto giro da Mario Baldassarri, presidente del­la commissione finanze di Pa­lazzo Madama. La proposta del prepensiona­mento potrebbe interessare una platea abba­stanza ampia di insegnanti, circa 50 mila, tanti quanti nei pros­simi due anni - la possibilità di uscire antici­patamente dal lavoro è infatti limitata - potranno sommare «un'anzianità contributiva pari o superiore ad anni trentaquattro e di una età pari o superiore ad anni 59, di una anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età pari o superiore a 58 anni, oppure in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentasei anni e di un'età pari o superiore a 57 anni». Oppure, indipendentemente dall'età, avranno un requisito di anzianità contributiva pari o superiore a trentotto anni. L’uscita sarà su base volontaria e fino a concorrenza del fondo disponibile di 7 milioni di euro per il 2010, di 21 mln per il 2011 e di 14 milioni per il 2012. «Si tratta di un'operazione fattibile che non costa allo stato, o comunque costa molto poco», spiega a Italia‑Oggi Valditara, «e che consente di raggiungere un doppio obiettivo: svecchiare le piante organiche e immettere in ruolo una parte dei precari. Se non risolviamo il precariato non si può parlare di riforma del reclu­tamento». Ipo­tesi di lavoro, su cui pesa il pare­re dei ministri dell'istruzione, del lavoro e so­prattutto dell’Eco­nomia, parte dal presupposto che non tutti i 50 mila potenziali prepensionati accetteranno l'idea e che alla fine potrebbero essere in 20 mila nel biennio 2010/2012 a dire sì, soprattutto le donne su cui pesa l’innalzamento dell'età pensionabile. Sul fronte dei pre­cari (un rapporto della Uil scuo­la individua in 232.048 gli insegnanti in graduatoria in attesa della chiamata per un incarico o una supplenza), circa in 20 mila potrebbero per­dere il contratto a tempo deter­minato nello stesso periodo a causa della rifor­ma della scuola, accedendo così al sussidio di disoccupazione. Insomma, a con­ti fatti, tra i costi per gli ammor­tizzatori sociali e le minori spese per gli stipendi di fine carriera, potrebbero esse­re pensionati 20 mila insegnanti e assunti altrettanti. Con un costo per l'erario di pochi milioni per i primi due anni, che poi verrebbero riassorbiti. Il sasso è lanciato.

 
AGENZIE PDF Stampa E-mail
martedì 20 ottobre 2009

SCUOLA: VALDITARA (PDL), DA FINANZIARIA SEGNALE PER PRECARI

 

 

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Per il senatore del PdL, Giuseppe Valditara, segretario della Commissione Istruzione 'non e' decoroso' un Paese che lascia 'senza certezze migliaia di persone, non piu' giovani, a cui peraltro si riconosce l'aspettativa di una futura assunzione'. Per questa ragione Valditara chiede 'un segnale chiaro' verso i precari della scuola gia' dalla Finanziaria all'esame delle Commissioni di Palazzo Madama. 'E' giunto il momento di affrontare e risolvere definitivamente - ha spiegato Valditara in una nota - il problema del precariato della scuola. Se si vuole fare la vera riforma della scuola, che e' quella della formazione e del reclutamento dei docenti, si deve prima avviare a soluzione il problema dei precari. Un segnale chiaro - ha concluso il senatore del PdL - va lanciato gia' in questa Finanziaria'.

 
SCUOLA: VALDITARA (PDL), IN FINANZIARIA SEGNALE PER SOLUZIONE
PROBLEMA PRECARI

 

(Adnkronos) - "E' giunto il momento di affrontare e risolvere definitivamente il problema del precariato della scuola. Non e' decoroso un Paese in cui si lasciano senza certezze per il proprio avvenire parecchie decine di migliaia di persone, non piu' giovani, a cui peraltro si riconosce l'aspettativa di una futura assunzione". Lo afferma il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, che aggiunge: "Se si vuole fare la vera riforma della scuola, che e' quella della formazione e del reclutamento dei docenti, si deve prima avviare a soluzione il problema dei precari. Un segnale chiaro va lanciato gia' in questa Finanziaria".

 
“Troppi atenei inutili, ma bisogna distinguere” PDF Stampa E-mail
lunedì 19 ottobre 2009

Intervista al Sen. Valditara

 

 

Da “La Stampa” del 19.10.2009, pag. 9

  

Giuseppe Valditara, senatore del Pdl, esperto di scuola e università, fra qualche settimana dovrebbe diventare legge l'accorpamento delle università.

 

«L'intenzione del ministro Gelmini è giusta, già il ministro Mussi aveva provato a frenare il proliferare di nuove sedi distaccate senza riuscirci: sono in numero davvero esagerato».

 

Difficile dirlo al Politecnico di Torino dove sede decentrata è una facoltà d'Ingegneria di prim'ordine come Vercelli.

 

«Credo che il ministero farebbe bene a non inserire nel provvedimento in via di preparazione una norma generale valida per tutti. E' più adatta la strada degli accordi di programma con le singole università in modo da tagliare laddove c'è davvero uno spreco, ma da salvaguardare le sedi che invece sono davvero produttive. Esistono sedi distaccate come quella di Lecco per il Politecnico di Milano che la Regione Lombardia considera strategica. Non può esse re messa sullo stesso piano di altre sedi inutili, frutto soltanto di una gestione allegra delle risorse».

 

Un accordo diverso con tutte le università italiane è un lavoro immane.

 

«Me ne rendo conto, ma è quello che sarebbe necessario anche per valutare il numero di docenti da reclutare. Basterebbe confrontarsi con le 65 università pubbliche, ascoltare, esaminare, e poi prendere decisioni ponderate. Nel caso dei Politecnici, ad esempio, o delle facoltà di architettura, il numero di ore non può essere lo stesso che nelle altre. Deve essere molto superiore perché prevede anche i corsi in laboratorio e quindi spero davvero che il ministro vo­glia dare ai nuovi provvedimenti in ar­rivo la flessibilità necessaria».

 

I corsi di studio sono calati del 20%, le uni­versità si stanno mettendo in regola.

 

«E' un segnale molto positivo che ripor­ta l'Italia a livelli europei in quanto a numero di corsi. Purtroppo siamo an­cora gli ultimi a livello Ocse in quanto a finanziamenti al sistema universitario. La lotta agli sprechi sta dando ottimi frutti ma non possiamo pensare che si possa risolvere in questo modo anche il problema risorse senza prevedere un aumento dei fondi».

 

Che cosa suggerisce?

 

«Proporrò due emendamenti alla Fi­nanziaria. Il primo istituisce dei «rese­arch bond», fondi di investimento per dirottare risorse dai privati alle uni­versità e finanziare progetti di ricerca particolarmente interessanti. Il secon­do prevede che le università possano stabilire contribuzioni studentesche aggiuntive da esigersi dopo la laurea in occasione della prima dichiarazio­ne dei redditi. Le maggiori entrate sa­ranno destinate a finanziare borse di studio per studenti capaci e meritevo­li, residenze universitarie, progetti di ricerca e i contratti integrativi con professori».

 
Precari della scuola, proposta del Pdl: favorire i pre-pensionamenti dei prof PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “Il Corriere-on-line” del 13.10.2009

 

 

Emendamento alla finanziaria del senatore Valditara: «L'obiettivo è liberare nuovi posti di lavoro»

 

Uno "scivolo" di due anni da accordare ai docenti alle soglie della pensione: è questa l'idea su cui stanno lavorando alcuni esponenti della maggioranza per favorire, al termine di questo anno scolastico, il pensionamento anticipato di un alto numero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che anche nel 2010 rimangano disoccupati diverse migliaia di precari "storici". La proposta sarebbe stata già formalizzata attraverso un emendamento alla finanziaria del senatore Giuseppe Valditara (Pdl): «Si tratta - ha spiegato Valditara - di un emendamento per incentivare il pensionamento dei docenti attraverso l'abbuono di due anni di contributi figurativi per arrivare a una soglia di pensione prima del previsto. L'obiettivo è chiaramente liberare nuovi posti di lavoro nel mondo della scuola».

L'emendamento non vuole però essere una bocciatura dell’emendamento salva-precari approvato nei giorni scorsi dal Governo al fine di assegnare, per la prima volta ai dipendenti a tempo determinato della scuola, una sorta di ammortizzatori sociali: gli assegni andranno corrisposti a tutti quei precari che lo scorso anno svolsero supplenze di lunga durata, ma quest'anno, a seguito dei tagli agli organici, sono rimasti senza contratto. «Credo che in questa situazione di crisi - ha fatto sapere il senatore del Pdl - non si sarebbe potuto fare di meglio».

 
Guerra tra precari dopo la sentenza-Tar PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “Il Secolo XIX” del 13.10.2009, pag. 4

 

 

Precari contro precari. La scuola italiana è sempre più avvilup­pata in una serie di problemi che ri­schiano di paralizzarla. L'ultimo in ordine di tempo: la sentenza con la quale il Tar del Lazio impone al mini­stro Mariastella Gelmíni la revisione, entro 30 giorni, delle graduatorie provinciali per tutelare i diritti di quei supplenti che erano stati inseriti in coda alle stesse.

 

Il pronunciamento dei giudici am­ministrativi ha innescato una "guerra tra poveri". Perché, se da una parte accoglie il ricorso di quei sup­plenti, in larga parte del Sud, che at­traverso l'Anief (Associazione nazio­nale insegnanti ed educatori in for­mazione) chiedono di essere inseriti "a pettine" in graduatoria, ossia ri­spettando il punteggio di ognuno; dall'altra, penalizza decine di mi­gliaia di colleghi iscritti da anni nelle graduatorie provinciali e che ora ri­schiano di vedersi scavalcati da pre­cari di fresca iscrizione (…).

 

La Lega, proprio per disinnescare la minaccia dei precari "sudisti", aveva segnalato al ministero della Pubblica istruzione l'urgenza di un emendamento che superasse la sen­tenza del Tar. Emendamento che sarà introdotto nel decreto legge sal­va-precari, ha annunciato la Gelmini. E che potrebbe contenere, fra l'altro, uno "scivolo" di due anni da accordare ai docenti alle soglie della pen­sione. È questa l'idea su cui stanno la­vorando alcuni esponenti della mag­gioranza per favorire, al termine di questo anno scolastico, il pensiona­mento anticipato di un alto numero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che anche nel 2010 rimangano disoc­cupati diverse migliaia di precari "sto­rici". La proposta sarebbe stata già formalizzata attraverso un emenda­mento alla finanziaria del senatore Giuseppe Valditara (Pdl): «Si tratta -ha spiegato Valditara - di un emenda­mento per incentivare il pensiona­mento dei docenti attraverso l'ab­buono di due anni di contributi figu­rativi per arrivare ad una soglia di pensione prima del previsto».

 
Precari, arriva la legge contro la sentenza del Tar PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “Il Messaggero” del 13.10.2009, pag. 9

 

 

Le graduatorie saranno bloccate. Non ci si potrà più trasferire da un elenco ad un altro fatta salva la possibilità di iscriversi nelle liste di altre tre province rispetto alla propria ma solo in coda e non "a pettine", cioè in base al proprio punteg­gio. È il contenuto dell'emendamento al decreto legge salva-precari (il provvedi­mento del governo per garantire lo stipen­dio a chi è rimasto senza posto dopo i tagli) che è stato presentato ieri in commissione Lavoro alla Camera dalla deputata PdI Paola Pelino, relatrice del testo. L'iniziati­va della parlamentare ricalca completa­mente l'emendamento annunciato sabato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per scongiurare il commissariamento del Miur che potrebbe scattare se entro trenta giorni non darà seguito a quanto deciso dal Tar del Lazio venerdì. Per i giudici, infatti, i precari vanno inseri­ti a pettine, non in coda, nelle tre province diverse dalla propria che possono scegliere per effetto dì una decisione dello stesso ministro. L'emendamento al decreto fir­mato da Pelino potrebbe, dunque, salvare in corner la Gelmini. "Bisognava fare in modo - sostiene la deputata - che le gradua­torie esistenti fossero rispettate" (…).

Sempre in materia di precari, al Senato il Pdl Giuseppe Valditara ha preparato un emendamento alla Finanziaria per favorire il prepensionamento dei docenti: chi entro il 31 gennaio 2010 (con effetto dal settembre successivo) lascerà "volontariamente" la scuola potrà godere di uno scivolo. La norma varrà per il personale docente degli istituti statali "collocato nel­l'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successi­vo primo settembre 2010, rassegni le di­missioni volontarie dall'impiego". Questi insegnanti potranno godere di "un accredi­to contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il tratta­mento di pensione di anzianità". Lo scopo è favorire il turn-over, liberare posti per i precari. La spesa per lo Stato, sostiene Valditara, sarebbe «veramente lieve per­ché si potrebbe risparmiare sulla disoccu­pazione» di quei precari rimasti senza lavoro per effetto dei tagli. Lo stipendio di un neo assunto, poi, costa molto meno di quello di un docente a fine carriera. Que­sta novità, infine, "potrebbe liberare circa 20.000 posti per ogni anno di abbuono contributivo, risolvendo definitivamente il problema del precariato docente".

 
“Favorire i prepensionamenti per annullare il precariato” PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “Libero” del 13.10.2009, pag. 21

 

  

Uno scivolo di due anni per i professori della scuola che entro il 31 gennaio del 2010 (ma con decorrenza dal primo settembre del pros­simo anno) lascino volontariamente il lavoro: è quanto propone un emendamento alla Finanziaria messo a punto dal senatore del PdL Giuseppe Valditara, «Al personale docente delle scuole statali, collo­cato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, ras­segni le dimissioni volontarie dall'impiego, è concesso», si legge nel testo, «un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il tratta­mento di pensione di anzianità». Sarebbero numerosi i vantaggi, se­condo Valditara, che la norma sul prepensionamento consentirebbe di ottenere, a partire dal fatto che «dopo due anni lo stato ci guada­gnerebbe e che comunque il costo dell'iniziativa equivarrebbe a qual­che decina di milioni di euro». Una simile iniziativa ammortizzereb­be - sostiene il senatore - gli effetti della riforma sui precari e potrebbe liberare attorno ai 20.000 posti per ogni anno di abbuono contribu­tivo, risolvendo definitivamente il problema del precariato docente.

 
Insegnanti, scivolo di due anni PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “Il Giorno” del 13.10.2009, pag. 14

 

 

Uno scivolo di due anni da accordare ai docenti alle soglie della pensione: è l'idea su cui lavo­rano alcuni esponenti della mag­gioranza per favorire, al termine dell'anno scolastico, il pensiona­mento anticipato di un alto nume­ro di insegnanti di ruolo per evita­re che anche nel 2010 rimangano disoccupati diversi migliaia di precari 'storici'. La proposta sa­rebbe stata già formalizzata con un emendamento alla Finanzia­ria del senatore Giuseppe Valdìta­ra (Pdl): «Si tratta - spiega Valdi­tara - di un emendamento per incentivare il pensionamento dei docenti attraverso l'abbuono di due anni di contributi figurativi per arrivare a una soglia di pensio­ne prima del previsto. L'obiettivo è chiaramente liberare nuovi po­sti di lavoro nel mondo della scuo­la». L'emendamento non vuole però essere una bocciatura dell'emendamento salva-precari approvato dal Governo al fine di assegnare, per la prima volta ai di­pendenti a tempo determinato della scuola, una sorta di ammor­tizzatori sociali: gli assegni an­dranno ai precari che lo scorso an­no svolsero supplenze di lunga du­rata, ma quest'anno, a seguito dei tagli, sono senza contratto.

 

Però l'emendamento potrebbe cambiare lo scenario dei prossimi mesi, poiché, dice Valditara, «non ci saranno precari con supplenze annuali che rimarranno a casa: i pensionamenti saranno superiori ai posti tagliati e ci sarà spazio per le assunzioni». E già oggi potreb­be essere presentato l'emenda­mento, da inserire nel dl 'salva precari', preparato dal ministero dell'Istruzione per evitare il com­missariamento per i regolamenti delle graduatorie dei precari im­posto dal Tar.

 
Professori al limite d’età, il Pdl studia uno “scivolo” di due anni PDF Stampa E-mail
martedì 13 ottobre 2009

Da “ E Polis” del 13.10.2009, pag. 16

  

Uno "scivolo" di due anni da accordare ai docenti alle so­glie della pensione. È l'ipotesi su cui stanno lavorando alcuni esponenti della maggioranza per favorire, al termine di que­sto anno scolastico, il pensiona­mento anticipato di un alto nu­mero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che anche nel 2010 rimangano disoccupati di­versi migliaia di precari "stori­ci".

 

La proposta sarebbe stata già formalizzata attraverso un emendamento alla finanziaria del senatore Giuseppe Valditara (Pdl). «Si tratta - ha spiegato Valditara - di un emendamento per incentivare il pensiona­mento dei docenti attraverso l'abbuono di due anni di con­tributi figurativi per arrivare ad una soglia di pensione prima del previsto. L'obiettivo è chia­ramente liberare nuovi posti di lavoro nel mondo della scuola». L'emendamento non vuole pe­rò essere una bocciatura del provvedimento salva-precari approvato nei giorni scorsi dal Governo al fine di assegnare per la prima volta ai dipendenti a tempo determinato della scuola una sorta di ammortiz­zatori sociali: gli assegni an­dranno corrisposti a tutti quei precari che lo scorso anno svol­sero supplenze di lunga durata, ma quest'anno, a seguito dei ta­gli agli organici, sono rimasti senza contratto. «Credo che in questa situazione di crisi - ha fatto sapere il senatore del Pdl - non si sarebbe potuto fare di meglio. Ora però l'emendamen­to alla Finanziaria potrebbe cambiare lo scenario dei pros­simi mesi, poiché «non ci sa­ranno precari con supplenze annuali che rimarranno a casa: i pensionamenti - conclude il senatore - saranno superiori ai posti tagliati e ci sarà spazio per le nuove assunzioni».

Intanto potrebbe essere pre­sentato in tempi record, già og­gi, l'emendamento preparato dal ministero dell'Istruzione da inserire all'interno del dl salva-precari per evitare il commissa­riamento per la vicenda dei re­golamenti delle graduatorie dei precari della scuola. Il provve­dimento è stato deciso come "ri­sposta" a seguito della sentenza del Tar del Lazio, del 9 ottobre, che impone lo stesso Miur ad inserire i precari della scuola che hanno scelto tre nuove province con il sistema "a pettine" anziché, come previsto dal nuo­vo regolamento, in coda.

 
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