venerdì 30 luglio 2010
 
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Maturità, avanti ma piano. Il viceministro: migliorie con le nuove superiori PDF Stampa E-mail
martedì 31 ottobre 2006

Redazione- Italia Oggi

Procede con cautela, ma senza incidenti, l'approvazione del disegno di legge sugli esami di stato. La scorsa settimana, il primo via libera della commissione istruzione del senato, dove non si è registrata unanimità di consensi, ma neanche il sempre incombente ostruzionismo, quanto mai pericoloso a palazzo Madama, dove la maggioranza è sempre in bilico (si veda IO del 27 ottobre). La prossima settimana, il provvedimento debutterà in aula per la prova del nove. Se anche in assemblea l'atteggiamento di apertura e confronto di maggioranza e opposizione reggerà, la riforma avrà veramente superato gli esami. E potrà presentarsi senza timori di imboscate alla camera.
Il provvedimento che il 7 novembre si presenterà alla discussione dei senatori è stato modificato, con emendamenti anche dell'opposizione, rispetto al testo messo a punto dal ministro dell'istruzione, Beppe Fioroni: esteso l'ambito di provenienza dei commissari esterni, i giovani potranno diplomarsi anche con la lode, la terza prova sarà fatta in collaborazione con l'Invalsi. La riforma con cui dovranno fare i conti studenti e insegnanti a partire dal prossimo anno non è però destinata ad avere vita lunga. Ulteriori modifiche, infatti, potranno essere effettuate dopo la completa revisione delle scuole superiori. Ad annunciarlo è il viceministro all'istruzione, Mariangela Bastico. ´Siamo intervenuti per ridare serietà agli esami', spiega il viceministro a ItaliaOggi, ´anche se non è possibile escludere ulteriori interventi migliorativi, sopratutto sulle prove. Ma non ha senso definirli se prima non è chiaro l'assetto delle scuole superiori'. Di sostanza le modifiche approvate in commissione. ´Abbiamo svolto un ottimo lavoro, grazie alla disponibilità del governo e della relatrice, Albertina Soliani, al confronto', spiega il presidente della VII commissione, Vittoria Franco, ´tanto che molti degli emendamenti sono stati approvati all'unanimità'. Per esempio, è stato allargato l'ambito di provenienza dei docenti esterni, presenti sulla metà dei posti della commissione esaminatrice: non potranno essere dello stesso distretto scolastico della scuola sede d'esame. ´Una misura per evitare che ci siano commissari della porta accanto', spiega la Bastico. Per l'opposizione, invece, si tratta di una modifica poco incisiva, ´in particolare nelle piccole città, dove il rischio di conoscersi tutti è concreto a danno della serietà delle prove', commenta Franco Asciutti, responsabile scuola di Forza Italia al senato. A impedire un ulteriore allargamento dell'ambito di provenienza (entro la regione, era la previsione di un emendamento dell'opposizione), la scarsità delle risorse economiche che non avrebbero consentito di pagare indennità più alte a i commissari esterni. Per accedere agli esami di maturità saranno necessari l'ammissione dopo lo scrutinio finale, nonché il saldo degli eventuali debiti formativi accumulati negli anni precedenti. Niente esami di maturità, inoltre, fuori dal comune di residenza (o della provincia o regione in caso di mancanza dell'indirizzo di studi), senza autorizzazione dell'ufficio scolastico regionale di provenienza. Confermata l'impostazione delle tre prove scritte e dell'orale attualmente in vigore.

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Pubblica istruzione: Fioroni e la Finanziaria PDF Stampa E-mail
martedì 31 ottobre 2006
 Giuseppe Valditara - Corriere della Sera, 27 ottobre  "Ho letto con interesse l'articolo "Fioroni: licenzieremo gli insegnanti fannulloni" (Corriere, 21 ottobre). Sarebbe importante però che il ministro Fioroni non alterasse la realtà dei dati contenuti nella Finanziaria e iniziasse ad assumersi la responsabilità delle misure prese nella legge di bilancio, anche perchè per molto meno la Moratti venne aspramente (e ingiustamente) contestata per 5 anni e dallo stesso attuale ministro dal suo insediamento fino ad oggi. 
 
Avvocatura e scuola pronte alla rivolta. Ma, vedrete, con loro il Professore userà la mano leggera.. PDF Stampa E-mail
martedì 31 ottobre 2006

Luca Pesante- La Padania  27-10-06


Una nuova proposta sugli stipendi dei magistrati. Di questo hanno discusso ieri i vertici di Palazzo Chigi e il Comitato Intermagistrature, impegnato nell’ennesimo, pericolante tavolo per fissare i termini dei tagli agli stipendi delle toghe previsti dalla legge Finanziaria. Una prospettiva indicata dai rappresentanti del ministero dell’Economia, presenti all’incontro insieme a quelli della Giustizia. Gli stessi ministeri che, stando alla cronaca delle ultime ore, sembrano già tornare sui loro passi. Secondo l’Associazione nazionale magistrati, nel corso dell’ultimo incontro col Governo è stata avanzata dalla rappresentanza del ministero dell’Economia l’ipotesi di «abbandonare il meccanismo previsto dall’articolo 64 della Finanziaria e di intervenire con misure temporanee e parziali sul meccanismo di adeguamento automatico della retribuzione dei magistrati».
«La rappresentanza del ministero dell’Economia -conclude l’Anm- si è riservata di far conoscere nella giornata di domani una precisa proposta in tal senso».Intanto la battaglia delle toghe continua, con la richiesta di convocare subito il proprio Comitato direttivo centrale al fine di avviare tutte le iniziative utili a salvaguardare la dignità e l’indipendenza della Magistratura e per discutere sulle disposizioni contenute nella legge Finanziaria, «gravemente lesive del complessivo sistema retributivo dei magistrati». E'questa la richiesta della corrente di Magistratura indipendente all’Associazione Nazionale Magistrati, affinchè vengano presi presto provvedimenti contro i tagli agli stipendi rivisti dalla Finanziaria. Il presidente di Magistratura indipendente, Stefano Schirò e il vice segretario Stefano Amore, ribadiscono poi «la necessità di realizzare al più presto la perequazione delle retribuzioni dei magistrati ordinari con quelle dei magistrati amministrativi e contabili». Infine, Mi sottolinea come «la decisione di modificare profondamente lo statuto economico della Magistratura ordinaria sia stata assunta dal governo senza procedere ad alcun confronto con l'Anm, in assoluto spregio della rilevanza sociale della funzione espletata dai magistrati ordinari e senza considerazione alcuna delle gravissime difficoltà, anche di ordine economico, che sono chiamate ad affrontare quelli più giovani».Ma non soltanto i magistrati sono sul piede di guerra. La Finanziaria di Romano Prodi ha fatto infuriare anche i rettori delle Università. Con una delibera, assunta all’unanimità, il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Padova ha chiesto con forza «un drastico cambiamento di rotta da parte del Governo nei confronti dell’Università per quanto attiene alle previsioni normative contenute nella Legge finanziaria in corso di elaborazione». Il Consiglio di Amministrazione ha altresì ribadito «l'assoluta ed improcrastinabile necessità di escludere le Università dall’applicazione del decreto tagliaspese Visco-Bersani del luglio scorso, che prevede l’obbligo per gli Atenei di restituire al Ministero dell’Economia una quota significativa dei finanziamenti ricevuti dallo Stato per il funzionamento degli Atenei stessi». «Abbiamo ovviamente parlato di università e il presidente si è dimostrato molto informato sulla situazione legata alla Finanziaria e ha detto di auspicare che vengano apportati dei correttivi ad alcuni aspetti non spiegabili». E il rettore dell’Università degli studi di Torino, Ezio Pelizzetti, a illustrare il colloquio avuto nel tardo pomeriggio di ieri, insieme ai rappresentanti del senato accademico ed ad alcuni presidi di facoltà, con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Prefettura. «Non ho voluto parlare di risorse economiche -dice il rettore- perchè non mi sembrava la sede opportuna, ne ha parlato lui dicendo che sta seguendo le normative della Finanziaria.

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L’Università italiana è come una bomba innescata pronta ad esplodere- Il Tempo PDF Stampa E-mail
giovedì 26 ottobre 2006

Natalia Poggi

 

L’Università italiana è una bomba innescata pronta ad esplodere. E la protesta contro la Finanziaria 2007, a breve, potrebbe riproporre scenari già visti quando al governo c’era il centrodestra e da Nord a Sud s’innalzavano barricate contro la riforma Moratti. La totalità delle sigle e associazioni di docenti, ricercatori e studenti ha già proclamato per il 17 novembre 2006, una giornata di sciopero nazionale nelle Università. Il Cipur(Coordinamento Intersedi Professori Universitari di Ruolo) e l’Uspur (Unione Sindacale Professori Universitari Di Ruolo) hanno, invece, indetto tre giorni di sciopero il 15, 16 e 17 novembre. Ieri contro la manovra fiscale sono state inviate al premier, Romano Prodi, e al ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, due petizioni, promosse da alcuni docenti dell'Università di Napoli Federico II. In calce la firma di oltre quattromila docenti universitari di ogni grado di molti atenei, compresi numerosi presidi di facoltà, direttori di dipartimento, presidenti di corsi di laurea, membri del Cun. Nei due appelli si chiede al governo di modificare quegli articoli della Finanziaria che prevedono tagli alle risorse per la ricerca e l'università e che decurtano gli stipendi di ricercatori, associati e ordinari, rimandando a un secondo tempo i provvedimenti di riforma del settore. «Sono provvedimenti che penalizzano le Università - spiega il prof Paolo Manzini vicepresidente vicario del Cipur - come la diminuizione delle borse di studio e i fondi per la ricerca. Ma la cosa più avvilente è la proposta del taglio del 50% degli scatti d’anzianità che finora hanno garantito l’avanzamento di carriera per le differenti fasce di docenza. Questa proposta, ad esempio, impedirà ai neo-ricercatori, la cui età ormai s’aggira sui 38 anni, di non raggiungere mai il massimo della retribuzione (a meno che non arrivino a lavorare 40 anni). E anche per associati e ordinari l’art. 64 della manovra è un sopruso.

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Maturità, si giudica la cultura generale- Italia Oggi PDF Stampa E-mail
martedì 24 ottobre 2006

Alessandra Ricciardi

  

Ma non ce la si potrà più cavare con un esame limitato alle discipline dell’ultimo anno di corso, agli esami di maturità. I docenti della commissione saranno legittimati a fare domande a tutto campo per verificare il possesso da parte dello studente di solide basi culturali generali. Il potenziamento dell’esame di stato è stato deciso con voto bipartisan in commissione istruzione al senato. La settima commissione di palazzo madama ha registrato un’intesa su una serie di emendamenti alla riforma Fioroni, presupposto necessario per un via libera senza incidenti al provvedimento. La parola  decisiva  sull’intesa raggiunta spetta oggi alla commissione bilancio di palazzo Madama, che dovrà certificare la copertura finanziaria del provvedimento per le modifiche introdotte. Si parte dalla struttura dell’esame finale che dovrà accertare le conoscenze e le competenze dell’ultimo anno di studi, in aggiunta alla verifica della cultura di base del candidato e delle sue capacità critiche (primo firmatario, Giuseppe Valditara-An). E’ stato reso poi ancora più difficile il percorso dei cosiddetti ottisti, i ragazzi che avendo la media dell’otto al quarto anno possono saltare direttamente all’esame di maturità.  Se Fioroni aveva già aggiunto come condizione la media del sette peri i due anni precedenti, un emendamento prevede almeno “sette in tutte le discipline”. Per i prof viene prevista anche  la possibilità di promuovere con la lode  ( primo firmatario Franco Asciutti, Forza Italia). Sul fronte della composizione della commissione d’esame, i prof esterni dovranno provenire da altro distretto della città. Novità in arrivo anche per l’Invalsi che dovrà proporre modelli per la terza prova scritta alle scuole libere di utilizzarli o meno. Retromarcia, infine, sulla possibilità degli studenti stranieri di accedere direttamente agli esami come interni. Dovranno aver frequentato scuole italiane per poterlo fare. “ Nonostante una pessima finanziaria in  commissione abbiamo perseguito la strada dialogo, dimostrando che è possibile migliorare le cose”, ha commentatao Giuseppe Valditara, responsabile scuola di An al senato Cosa accadrà in aula al momento del voto definitivo è ancora presto per dirlo.  

 
 
Meno docenti, risorse al lumicino: così l’Unione ha distrutto la scuola- Il Giornale PDF Stampa E-mail
domenica 22 ottobre 2006

di Giuseppe Valditara



L’Unità del 18 ottobre, riportando i commenti dei sindacati sui provvedimenti in materia di scuola contenuti in Finanziaria, parlava esplicitamente di «tradimento» delle promesse elettorali. Contrariamente a quanto promesso nel programma dell’Unione, si prevedono infatti tagli sulla scuola, nel prossimo triennio, per 3,175 miliardi di euro. È il più grande taglio di risorse mai fatto nella storia della scuola italiana. Anche il piano di assunzione dei precari rischia di essere una colossale presa in giro: i posti scoperti entro il 2009 saranno solo 116.000, da cui dobbiamo detrarre soppressioni di organico e recuperi di personale altrove impiegato per almeno 33.000 unità. Dunque i posti disponibili per le assunzioni da qui al 2009 saranno soltanto 80.000 circa: la metà di quelli promessi in Finanziaria. E per di più la relazione tecnica è sul punto molto ambigua: il piano di assunzioni è solo un programma, non un impegno concreto, tutto da verificare e da sottoporre a numerose condizioni. La soppressione del rapporto 1/138 (docenti di sostegno/alunni) lascia poi intendere che si toccheranno pure gli organici degli insegnanti di sostegno. Nella Finanziaria c’è anche un passaggio che non so se definire comico o tragico: per risparmiare risorse si prevede che i docenti dovranno bocciare di meno. Si prevede l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, ma senza soldi: per finanziare questa e numerose altre misure, tutte abbastanza costose, sono previsti 220 milioni di euro, ma temo che si voglia scherzare.

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Tagli alla scuola, altro che la Moratti- La Stampa PDF Stampa E-mail
domenica 22 ottobre 2006

di Giuseppe Valditara  

 

Gentile direttore,

con riferimento alla Finanziaria in materia di scuola dopo il balletto di dati comparso sui giornali nei giorni scorsi e le varie smentite è opportuno fare alcune puntualizzazioni ricorrendo esclusivamente a documenti ufficiali che confermano nella sostanza l'indagine promossa originariamente da La Stampa.  L'art. 66,15 della Finanziaria prevede tagli sulla scuola, nel prossimo triennio, per 3,175 miliardi di euro, quasi tre volte quelli previsti, e peraltro realizzati solo in parte, dalla Moratti nella Finanziaria 2002. Quanto al piano di assunzione dei precari i posti attualmente scoperti sono 42.000 a cui vanno aggiunti 74243 posti che si renderanno disponibili per i pensionamenti tra 2007 e 2009.Da questi dobbiamo detrarre soppressioni di organico e recuperi di personale altrove impiegato per almeno 32.000 unità. Non è vero infatti che non vi saranno tagli di organico.

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Meno bocciature più risparmio PDF Stampa E-mail
venerdì 20 ottobre 2006

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Esami di maturità più rigore in vista - Italia Oggi PDF Stampa E-mail
venerdì 20 ottobre 2006
Alessandra Ricciardi 

Torna l’incubo dell’esame di maturità. Il terrore di essere interrogati su tutte le materie dei cinque anni delle superiori, quello no. Ma non ce la si potrà più cavare con un esame limitato alle discipline dell’ultimo anno di corso. Il docenti della commissione esaminatrice infatti saranno legittimati a fare domanda a tutto campo, per verificare il possesso da parte dello studente di solide basi culturali generali. Il potenziamento dell’esame di stato è stato deciso no voto bipartisan commissione istruzione al senato. La settima commissione di Palazzo Madama ha registrato un’intesa su una serie di emendamenti alla riforma Fioroni, presupposto necessario per un via libera senza incidenti al provvedimento. Un risultato non da poco per il senato, la camera più delicata per l’iter parlamentare delle leggi, stante la maggioranza evanescente che il centro-sinistra vi detiene. Un esercizio necessitato di dialogo, dunque, cui si è attenuto anche il governo, presente in commissione per spiegare i motivi della riforma. La parola decisiva sull’intesa raggiunta spetta ora alla commissione bilancio di Palazzo Madama, che dovrà certificare la copertura finanziaria del provvedimento  per le modifiche introdotte. Si parte dalla struttura dell’esame finale, che dovrà accertare le competenze e le conoscenze dell’ultimo anno di studi, in aggiunta lla verifica della cultura di base del candidato e delle sue capacità critiche (primo firmatario, Giuseppe Valditara- An). E’ stato reso poi ancora più difficile il percorso per i cosiddetti ottusiti, i ragazzi che avendo la media dell’otto al quarto anno possono saltare direttamente all’esame di maturità.

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Le nostre università ridotte al palo - Il Giorno PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 ottobre 2006

di Giuseppe Valditara

 

Secondo una recente classifica internazionale fra i primi 200 atenei al mondo non ve ne sarebbero di lombardi. Non va meglio agli altri atenei italiani. E’ probabile che gli indicatori scelti siano discutibili , ma è significativo che in tutte la indagini i nostri atenei non si piazzino ai vertici. D’altro canto basta guardare al tasso di internazionalizzazione (percentuale di docenti e studenti stranieri) per capire che c’è  ancora molto da fare. Stravince il modello americano anche come capacità  di promozione sociale. Per farla breve occorrono da una parte più investimenti pubblici e privati, dall’altra uno svecchiamento del nostro sistema accogliendo una logica di competizione tra atenei  e di autonomia responsabile. Si deve instaurare un circolo virtuoso. Innanzitutto i finanziamenti pubblici devono essere sempre più legati ai risultati ottenuti dai singoli atenei. Deve poi essere resa sempre più concreta la possibilità di incrementare gli stipendi e i benefits  di ricercatori e docenti con una contrattazione individuale che premi i risultati migliori in termini di ricerca e di didattica. Se in prospettiva occorre riflettere sull’abolizione del valore legale della laurea, tranne che per facoltà come medicina, da subito si potrebbe stilare una classifica che consenta agli studenti che si vogliono iscrivere di conoscere i risultati dei vari atenei e la qualità delle loro strutture. Poterebbe essere utile per esempio sapere in quanto tempo si ottiene un posto di lavoro una volta laureati, quante pubblicazioni sono state fatte su riviste internazionali, quanti brevetti, etc. Devono essere previsti sconti significativi nelle contribuzioni studentesche  a favore di quegli studenti con medie elevate che si laureino in corso, si dovrebbero peraltro consentire forma ulteriori di contribuzioni, differibili, da pagarsi cioè ratealmente nelle dichiarazioni dei redditi successive alla laurea. Occorre favorire i rapporti tra università ed imprese arrivando a una integrale defiscalizzazione dei contributi privati. Purtroppo questa finanziaria vede smentite le tante promesse fatte: già la legge Bersani aveva tagliato del 20% le spese destinate al funzionamento delle università, ora la legge di bilancio non copre le spese aggiuntive degli atenei per circa 300 milioni di euro. Viene introdotto un nuovo  sistema di assunzioni legato al turn over che ridurrà pesantemente i posti per nuovi ricercatori e si arriva persino al taglio dei già modesti stipendi dei docenti senza nemmeno prevedere forme di incentivazione alternativa. In cambio Mussi ha promesso di trasformare tutti i ricercatori in professori. Avanti di questo passo difficilmente le nostre università diventeranno più competitive.

 
Finanziaria: Valditara, da Fioroni risposte insoddisfacenti su scuola PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 ottobre 2006

Roma, 17 ott. - (Adnkronos) - ''Oggi pomeriggio il ministro Giuseppe Fioroni e' venuto in Commissione Istruzione al Senato per cercare di spiegare l'entita' dei tagli e delle assunzioni dei precari nel settore della scuola. Tuttavia le sue spiegazioni sono state senz'altro insoddisfacenti e hanno rivelato quanto meno una scarsa conoscenza della relazione tecnica alla Finanziaria e dei dati reali della scuola italiana''. E' quanto afferma in una nota Giuseppe Valditara, responsabile scuola e universita' di An. ''In primo luogo -spiega- i posti vacanti disponibili da qui al 2009 non sono 150 mila, come dichiarato dal ministro in Commissione, ma 116 mila. Da questi posti vacanti vanno detratti almeno 30 mila posti in organico, tagliati come riconosciuto dallo stesso ministro, ma probabilmente circa 50 mila perche' gli insegnanti di lingua inglese sono in gran parte insegnanti di ruolo.

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