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| Rassegna stampa |
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Maturità, corsa a ostacoli - Italia Oggi |
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martedì 17 ottobre 2006 |
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di Alessandra Ricciardi Una marea di emendamenti (il termine per depositarli è scaduto venerdi scorso) si è abbattuta in commissione istruzione al senato sul disegno di legge di riforma degli esami di stato (AS 960). Al di là di modifiche tipicamente ostruzionistiche e sono centinaia, il centro-destra punta i piedi su alcuni punti qualificanti della riforma Fioroni dalla composizione delle commissioni d’esame alla terza prova. E alla scuole paritarie. Tutti temi sui quali soprattutto Forza Italia e Alleanza Nazionale non sono disposte a dermodere. |
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ISTRUZIONE ALL’INTERNO DELLA FINANZIARIA SPUNTANO PESANTI CONSEGUENZE PER IL SISTEMA ITALIANO: 50 MI |
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martedì 17 ottobre 2006 |
| DA LA STAMPA, 17 ottobre 2006 | |
| | Raffaello Masci ROMA La scuola è nel caos. Il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico ha diffuso un lungo comunicato per parare il bombardamento di cifre che - alla luce della Relazione tecnica sulla Finanziaria - i tecnici del portale «www.tuttoscuola.com» hanno riversato su allievi e famiglie, e che La Stampa ha anticipato ieri. La ricerca, diffusa ieri mattina con la consueta newsletter settimanale, sosteneva una riduzione degli organici della scuola di 50 mila unità entro il 2009, con il conseguente ridimensionamento nelle assunzioni dei precari che sarebbe passato da 150 a 74 mila.La Cgil soffia sul fuocoIl viceministro ha smentito totalmente questa versione dei fatti, parlando di «numeri al lotto». Ma poiché Tuttoscuola ha attinto alle pagine 352-358 della Relazione tecnica, la smentita non ha fatto chiarezza definitiva. Da qui la confusione tra le famiglie e l’irritazione dei sindacati. Poiché, però, i guai arrivano sempre appaiati, sempre ieri Enrico Panini, leader della Cgil scuola, ha rinfocolato i malumori diffondendo la notizia secondo cui un emendamento della Margherita, porterebbe i trasferimenti alle scuole private da 100 a 150 milioni. È successo il finimondo. I colleghi di sindacato (Massimo Di Menna per la Uil scuola e Francesco Scrima per la Cisl scuola) hanno chiesto chiarimenti sia sulle cifre della Relazione tecnica sia sui soldi alle private e, dato che c’erano, anche sulle somme stanziate per il contratto che non presenterebbero garanzia di copertura. «In assenza di riscontri positivi - ha annunciato Scrima - risponderemo con la mobilitazione della categoria».«Vogliamo spiegazioni»Anche esponenti della maggioranza - Rina Gagliardi e Giovanna Cappelli del Prc, Mauro Fabris dell’Udeur, Gloria Buffo dei Ds, Boselli della Rnp, e altri - hanno chiesto lumi al ministro dell’Istruzione. Giuseppe Valditara di An ha intimato a Fioroni di chiarire l’intera materia «oppure di andarsene». «43.200 posti saranno tolti dall'organico della scuola nel 2007 e altri 6.800 negli anni successivi. Una riduzione del 5% dell'esercito che lavora nelle scuole», ha ribadito il portale diretto da Gianni Vinciguerra. Il viceministro Bastico ha replicato che «gli organici non sono in discussione, in quanto Tuttoscuola non considera tre scelte strategiche: l’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, l’avvio sperimentale delle sezioni primavera per i bambini di 2 e 3 anni e l’educazione degli adulti».La relazione tecnica«Guardiamo dentro la relazione tecnica, documento ufficiale depositato alla Camera - ha aggiunto Vinciguerra - L'innalzamento del rapporto alunni/classe di 0,40 punti, secondo la tabella di pag. 352, dovrebbe portare ad una riduzione di 19.032 posti di docente e di 7.050 unità di personale dal prossimo settembre 2007». Inoltre, la previsione di abbattimento del numero dei ripetenti nel biennio delle superiori - dice ancora lo studio - dovrebbe comportare «dal 1° settembre 2007, secondo la tabella di pag. 353, una riduzione di 1.455 posti di docente e di 425 amministrativi (vista la partenza, la riduzione dovrebbe operare anche nei tre anni successivi)» .Un discorso a parte merita poi la questione del rientro in classe dal 2007 dei docenti specialisti (quelli di lingua nelle elementari), che farà risparmiare 8.000 posti (pag. 358 della Relazione) e altri 4 mila per l'anno dopo. Secondo il ministero, invece, i docenti specialisti «non corrispondono a posti in organico» e quindi non andrebbero quantificati.Gli istituti professionaliSempre a pag. 358 della Relazione tecnica, viene quantificato «in 2.656 posti il numero di docenti che scomparirà dagli organici degli istituti professionali per effetto della riduzione d'orario delle lezioni». Anche questo dato viene contestato dalla Bastico in quanto «la riduzione da 40 a 36 ore è una scelta didattica e non comporta risparmi di organico». Ma Tuttoscuola continua: «La riconversione professionale dei docenti in soprannumero consentirà, dal settembre 2007, un risparmio di 4.617 posti di insegnante (pag. 359 della relazione)». Alla fine ecco i conti finali: «50.054 posti in meno, tra docenti (-41.942) e personale Ata (-8.112)». E poiché il taglio di organico equivale alla riduzione di altrettante nomine di supplenti annui, «non potranno esserci i 150 mila posti per le immissioni in ruolo dei precari nei prossimi tre anni, perché non vi potranno essere altrettanti posti vacanti da coprire».La replica del viceministroPerentoria la replica del viceministro: «Le 150.000 assunzioni di personale in ruolo nei prossimi 3 anni costituiscono un piano straordinario di stabilizzazione fondato su numeri reali e verificati: il solo turn over determinerà la disponibilità di oltre 30.000 posti all'anno per 3 anni, cioè 90.000 posti, che si aggiungono a quelli ricoperti attualmente da personale precario che fanno superare largamente i 150.000 previsti». | |
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Scuola, tagliati 50mila posti. La sinistra insorge- Il Giornale |
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martedì 17 ottobre 2006 |
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da Roma
Il rilancio della scuola pubblica era uno degli obiettivi prioritari del programma dell’Unione. Era. Adesso gli obiettivi del governo Prodi devono essere cambiati visto che nella relazione tecnica della Finanziaria la scure dei tagli si abbatte pesantemente sul personale scolastico, docente e no. La denuncia parte dalla rivista di settore Tuttoscuola che, fatti due calcoli spara una cifra drammatica: cinquantamila posti in meno in tre anni a partire dal 2007. Una riduzione del personale pari al 5 per cento, osserva Tuttoscuola: una dieta così drastica non era mai stata imposta da nessuna Finanziaria. |
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Batosta contro chi produce- Il Giorno |
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sabato 14 ottobre 2006 |
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Giuseppe Valditara Più che una penalizzazione quella chi si è abbattuta sotto forma di finanziaria sulle piccole e medie imprese italiane è una vera e propria mazzata di proporzioni mai registrate. Le misure denotano un accanimento di tipo ideologico contro il mondo della produzione e della piccola imprenditoria. Sulle pmi gravano oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro di oneri aggiuntivi, tagli pesantissimi per gli sgravi contributivi agli apprendisti, 240 milioni di euro, dunque, a carico delle piccole aziende, un aggravio delle aliquote previdenziali per artigiani e commercianti che passa addirittura al 20 % con un onere aggiuntivo di 750 milioni di euro; il Tfr destinato alla casse dell’Inps costerà ben oltre un miliardo di euro alle sole pmi. Le misure di riduzione sul cuneo fiscale, per altro più modeste di quanto promesso, non giovano alle pmi. Sarebbe stato meglio per esempio, togliere dal calcolo Irap il costo del lavoro. Viene poi azzerato l’apprendistato che è fondamentale per lo sviluppo delle piccole imprese. Tutto questo senza contare la revisione degli studi di settore che costerà in tasse, un ulteriore miliardo e cento milioni di euro. Viene penalizzato il nord: in particolare al momento sulle infrastrutture non vi è nessuna risorsa specifica e a livello locale aumenteranno l’Ici e l’Irpef. Solo Milano avrà cento milioni di euro in meno di trasferimenti e di pari portata saà la possibilità di indebitamento a disposizione degli amministratori del capoluogo lombardo. La conseguenza logica di tutto ciò sarà l’aumento delle imposte locali (Ici e Irpef). Non c’è dunque nessun progetto a favore delle pmi e nessuna politica seria di sviluppo industriale. E’ stata reintrodotto infine una tassa di successione mascherata con previsione del 4% di imposizione. |
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La scuola islamica si dà il permesso |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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di Camilla Montella – Libero Milano. La scuola islamica ha aperto lunedì mattina, i permessi delle Istituzioni non ci sono, i politici milanesi si scaldano e la Lega organizza una protesta davanti ai portoni della struttura di via Ventura. Eppure l'istituto continua le lezioni come se nulla fosse, forte di un decreto del 18 aprile 1994 del presidente della Repubblica che recita: «Gli enti appartenenti alla comunità europea che intendono istruire scuole hanno l'obbligo di presentare al Ministero della Pubblica Istruzione una denuncia di inizio delle attività attestante l'esistenza dei requisiti di legge». |
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Finanziaria, An: Preoccupati per università e ricerca |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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(AGI) - Roma, 11 ott. - 'Siamo fortemente preoccupati per l'universita' e la ricerca, settori che dovrebbero essere considerati strategici per lo sviluppo del Paese e che invece vengono penalizzati duramente dalla finanziaria, con tagli consistenti che si aggiungono a quelli gia' operati con il decreto Bersani'. Lo ha affermato il sen. Altero Matteoli, presidente del gruppo di Alleanza Nazionale nella conferenza stampa tenuta con i senatori componenti della Commissione Pubblica Istruzione di Palazzo Madama, Giuseppe Valditara, Nino Strano e Mariano Delogu, per denunciare i tagli della Finanziaria e illustrare le proposte emendative che AN presentera' per rimediare a tali danni. 'Tagli -ha proseguito Matteoli- che hanno provocato le proteste della Conferenza dei Rettori che hanno ricordato la contraddizione con le promesse elettorali di Prodi, nonche' gli annunci fatti dal ministro Mussi. Una finanziaria che provoca difficolta' al centrosinistra. In piu' di vent'anni di vita parlamentare non mi e' mai capitato di assistere ad una finanziaria dove ogni giorno che passa vengono cambiati i numeri, passando dai 33 ai 34 miliardi con ogni ministro che ci mette del suo, a partire da quello dell'Economia, mentre il presidente del consiglio con arroganza boccia il 'tavolo dei volenterosi' impegnati a trovare emendamenti migliorativi'. Queste le proposte illustrate dal sen. Valditara, responsabile dell'Ufficio di An per la Scuola e l'Universita': stanziamento di 350 milioni di euro per il fondo di finanziamento ordinario degli atenei e 50 milioni per il Cnr; fondo di 200 milioni di euro per le universita' che fanno ricerca di qualita'; esclusione delle universita' e degli enti di ricerca dai tagli apportati con il decreto Bersani che riducono del 20 4.447045e-309 spese ordinarie; soppressione del taglio degli stipendi dei docenti; abolizione del rapporto 1 a 1 tra pensionamenti e neoassunti che impedisce l'assunzione di tre ricercatori per un docente che va in pensione; ripristino del 5 per mille da destinare alla ricerca. 'La situazione dell'universita' -ha concluso Valditara- e' diventata drammatica. L'Unione ha mentito ai suoi elettori: aveva promesso piu' soldi per l'universita', piu' certezze per i ricercatori, piu' autonomia per gli atenei e ha realizzato esattamente il contrario'. |
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Finanziaria, An,:Università decimata, prepariamo emendamenti, colpita la scuola e la ricerca con tag |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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(ANSA) - ROMA, 11 ott - ''La situazione dell'universita' e della scuola dopo i tagli previsti dalla Finanziaria del Governo Prodi e' diventata drammatica'': e' l'attacco del senatore di An, Giuseppe Valditara, responsabile dell'ufficio per la scuola e l'universita'. Oggi An, presente il capogruppo Altero Matteoli, ha illustrato in Senato un dossier con le sue iniziative e proposte per il settore della scuola, universita' e ricerca in vista della Finanziaria. Valditara ha ricordato che le critiche alla manovra sono venute dalla stessa conferenza dei Rettori che ''ha riconosciuto che certamente non ci si attendeva comportamenti in cosi' clamorosa contraddizione rispetto agli impegni assunti dall'attuale maggioranza in campagna elettorale''. Tra le proposte di emendamento alla Finanziaria un fondo strategico di 200 milioni di euro per il finanziamento delle universita' che fanno ricerca di qualita', che sono capaci di attrarre fondi europei e studenti stranieri. E ancora, l'esclusione degli atenei e degli enti di ricerca dal decreto taglia-spese di luglio, lo stanziamento di 350 milioni di euro per il fondo ordinario degli atenei e di 50 milioni per il Cnr, l'eliminazione del rapporto 1 a 1 tra pensionati e neoassunti (un nuovo incaricato per ciascun pensionato) e la soppressione di tagli agli stipendi dei docenti. |
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Ecco gli emendamenti di An, da prodi scarso rispetto per il regolamento |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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Roma, 11 ott. (Adnkronos) - ''Nella mia carriera ho visto 25 o 26 Finanziarie e non mi e' mai capitato cio' che vedo attualmente: quasi ogni giorno i numeri cambiano, e ogni ministro ci mette del suo''. Lo ha detto il presidente dei senatori di Alleanza nazionale, Altero Matteoli, presentando alcuni degli emendamenti con cui il gruppo tentera' di emendare la manovra in particolare su universita' e scuola. Per questi settori ''si prevedono tagli sbagliati, penalizzanti per la ricerca al punto che anche la Conferenza dei Rettori l'ha criticata'' ha detto il capogruppo di An a palazzo Madama, aggiungendo di considerare ''arrogante'' il presidente del Consiglio che, di fronte agli incontri dei 'Volenterosi' volti a individuare correzioni e miglioramenti bipartisan alla Finanziaria ''ha sostanzialmente detto che 'cosi' e' se vi pare', dimostrando scarso rispetto per il Parlamento''. In realta', ha aggiunto, ''la maggioranza avra' serie difficolta' ad approvarla perche' provoca divisioni anche al suo interno''. In particolare, e' stato il senatore Giuseppe Valditara a illustrare gli emendamenti che An presentera' a palazza Madama: ''In primo luogo si tratta di escludere -ha detto- l'universita' e gli enti di ricerca dal decreto Bersani, che produce un taglio del 20% delle spese ordinarie, con un impatto pari a 250 milioni di euro; inserire 200 milioni di euro come fondo strategico da destinare alle universita' che ottengono piu' risultati in termini di ricerca e brevetti; integrare con 350 milioni di euro il Fondo di finanziamento ordinario; ipristinare il rapporto di tre ricercatori assunti per ogni professore ordinario che va in pensione, anziche' il rapporto di uno a uno com'e' previsto ora''. ''La verita' -ha detto Valditara- e' che l'Unione ha mentito ai suoi elettori: aveva promesso piu' soldi per l'universita', piu' certezze per i ricercatori, il ritorno dei cervelli fuggiti all'estero e alla fine, con questa Finanziaria, va esattamente nella direzione opposta''.
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Scuola: Valditara (An): dopo i tagli finanziaria situazione drammatica |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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(9Colonne) - Roma, 11 ott - "La situazione dell'università e della scuola dopo i tagli previsti dalla Finanziaria del Governo Prodi è diventata drammatica",è il duro attacco del senatore di An, Giuseppe Valditara, responsabiledell'ufficio per la scuola e l'università. Secondo Valditara lecritiche alla manovra sono venute dalla stessa conferenza dei Rettori la quale "hariconosciuto che certamente non ci si attendeva comportamenti in così clamorosa contraddizione rispetto agli impegni assunti dall'attuale maggioranza in campagna elettorale". Il senatore Valditara ha denunciato tagli indiscriminati e che "l'Unione ha mentito spudoratamente ai suoi elettori". "Il nostro partito - ha spiegato il senatore di An - presenterà alcuni emendamenti già alla Camera, sottoponendoli ai nostri colleghi che stanno esaminando la Finanziaria". Fra questi emendamenti "l'esclusione dalla manovra del decreto "tagliaspese" Bersani che all'articolo 22 decurta fondi a università e centri di ricerca - aggiunge Valditara - poi proponiamo lo stanziamento di un fondo strategico di 200 milioni di euro per lo sviluppo dell'università, destinato a quegli atenei che si distinguono per le ricerche di qualità. Inoltre vogliamo la soppressione dei tagli degli stipendi ai docenti, lo stanziamento di 50 milioni per il Cnr e il ripristino del rapporto che, a fronte del pensionamento di un docente, prevede l'assunzione di un giovane ricercatore. Poi proponiamo di stanziare 350 milioni di euro per la gestione delle spese correnti per gli atenei, come acqua, luce, gas, riscaldamento ecc, fondi che sono stati tagliati dalla Finanziaria".
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E scattò l'inciucio: uniti contro le Iene- Libero |
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mercoledì 11 ottobre 2006 |
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di Barbara Romano Il Parlamento si divide sullo stop del Garante. Appello ai parlamentari tamponati: confessate ROMA Nascono due nuovi tavoli trasversali di "volenterosi" in Parlamenti. Quelli che vogliono accoppare le Iene per aver testato il tasso allucinogeno dei deputati. E quelli che invece vogliono sopprimere la censura del Garante della privacy sugli "incursori" di Italia 1. Due tavoli simili all'attuale arco costituzionale, dove la maggioranza, costituita dai fan di Francesco Pizzetti, presidente dell'Authority, è di poco superiore alla schiera dei difensori delle Iene. |
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