mercoledì 10 marzo 2010
 
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Rassegna stampa
Un manifesto per superare la fase di transizione nel Pdl PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009

Da “La Discussione” del 2.10.2009, pag. 4

 

 

Un cambio di passo. Maggiore democrazia interna. Il superamento della fase di transizione. Più decisione dal basso. Definizione della "forma-partito". Insomma, ancora non è così ma finalmente si inizia ad avere un'idea di come necessariamente dovrà esse­re il Popolo della libertà. Un gruppo di parlamentari del Pdl ieri ha proposto il "Manifesto" nel quale sono stati messi in evidenza tutti gli step che servono per ar­rivare alla meta. C'è stata la svolta del "predellino", c'è stato il congresso fondativo ma si è ancora un po' lon­tani da quello che in questi sei mesi è stato presenta­to come partito degli italiani.

 

L'iniziativa è stata promossa dai senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassarri, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e dal sottosegretario Pa­squale Viespoli al quale si è aggiunto anche il collega Carlo Giovanardi. Un discorso, quello riportato nel "Manifesto", che non nasce in maniera estemporanea ma era già stato avviato a metà settembre in occasio­ne di un seminario tenuto al Senato. Due settimane fa l'oggetto del confronto fu salutato con molto entu­siasmo da tutto il partito. Finalmente c'è chi si preoc­cupa davvero di proporre soluzioni costruttive senza impantanarsi su sterili polemiche. Condividere la ne­cessità di iniziare un dibattito approfondito sul modo in cui il Popolo della libertà intende completare la sua fase di costituzione è stato il primo, energico passo verso un contributo all'apertura di una stagione di confronto nel centrodestra.

 

Il "Manifesto per il Popolo della libertà" verrà messo in discussione martedì prossimo durante la riunione del gruppo del Pdl a Palazzo Madama. «Smuovere al­l'interno del partito un dibattito costruttivo» con la speranza che le proposte vengano inserite in un ordi­ne del giorno. Sul banco degli imputati c'è la lunga fa­se di transizione che deve essere superata per poi definire «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fi­ne del tesseramento, l'apertura della stagione dei con­gressi, la realizzazione di un rapporto più efficace tra governo e organismi dirigenti, la convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica per decidere la forma partito e tempi e luo­ghi del confronto interno». Gli organizzatori, inoltre, hanno anche auspicato che si avvii un processo di regionalizzazione del partito, ripensando alcune norme statutarie per poter procedere all'elezione dei coordi­natori regionali, anche in vista delle elezio­ni dei Governatori dell'anno prossimo.

Non solo senatori, però, a sostegno dell'i­niziativa. Anche alcuni deputati, sempre pi­diellini, hanno condiviso le linee guida del "Manifesto". A fare portavoce ai deputati sono stati Marcello De Angelis e Antonio Lo Presti, i quali hanno sottolineato la ne­cessità di allargare anche al gruppo alla Ca­mera questo dibattito e coinvolgere, nell'i­niziativa dei senatori, anche i rappresentanti del Pdl a Montecitorio. De Angelis, in particolare, ha sottolineato come nel gruppo alla Camera sia an­cora più difficile dialogare «per via della presenza dei grandi leader che spesso parlano tra loro», aggiungen­do che il vero problema all'interno del Pdl è che «qualcuno vuole far prevalere una idea e una cultura su tutte». Appuntamento, quindi, al Senato martedì prossimo dove si proverà ad iniziare un percorso in­terno al partito destinato «ad allargarsi inevitabilmen­te a tutto il Pdl».

 
Il manifesto dei senatori ribelli: “Il Pdl cambi passo” PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009

Da “Liberal” del 2.10.2009, pag. 7

 

 

A colpire di più è l'invoca­zione di un partito «forte» che si strutturi «per durare». I senatori "autoconvocati" del Pdl mettono dunque un riferimento non trop­po implicito al dopo Berlusconi, nel "Manifesto" presentato ieri al­l'hotel Nazionale di Roma. Un do­cumento concepito di fatto dieci giorni fa, durante un seminario al Palazzo della Cooperazione, e de­stinato ad animare la riunione del gruppo parlamentare di Palazzo Madama sulla forma partito pre­vista per martedì prossimo. A pro­muovere l'iniziativa sono soprat­tutto esponenti di provenienza An, da Mario Baldassarri a Giuseppe Valditara, dal sottosegreta­rio Pasquale Viespoli all'aleman­niano Andrea Augello, ma dentro ci sono ormai anche ex forzisti co­me Massimo Baldini o “indipen­denti" come il genovese Enrica Musso. Nel "Manifesto per il Po­polo della libertà" emergono mol­ti punti di convergenza, tutt'altro che casuali, con Gianfranco Fini, e una dialettica sempre più incal­zante con i vertici del gruppo Pdl di Palazzo Madama. Il vicepresi­dente Gaetano Quagliariello precisa subito che «le istanze presen­tate da alcuni senatori non devo­no essere patrimonio esclusivo di una sola area, ma contributi per la costruzione di un grande partito, che è ancora in atto. Condivido alcune idee del documento, etichet­tarle come “finiane” avrebbe dav­vero poco senso».

 

Intanto avanza la richiesta di un «cambio di passo», di «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fine del tesseramento» e dell'e­lezione dal basso dei coordinatori regionali. Non va più bene insom­ma la gestione «in cui è deciso tut­to da Roma, come accadeva forse nel Pci del centralismo democrati­co», per dirla con un altro degli imprevedibili outsider coinvolti nell'autoconvocazione, il sottose­gretario Carlo Giovanardi.

«Non si tratta di una fronda inter­na», dice Viespoli, «sarebbe da frondisti non affrontare il proble­ma». E dopo la lettera dei 69 di Montecitorio, è sempre più chiaro che a "vedere il problema", nel Pdl, sono in tanti.

 
Pdl: quei senatori per il “cambio di passo” PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009

Da “Il Secolo d’Italia” del 2.10.2009, pag. 2

 

Presentato il "manifesto" che dovrebbe animare l'assemblea dei senatori del Pdl convocata per il 6 ottobre dai capigruppo Gasparri e Quagliariello per discutere sull'organizzazione del partito. Il documento chiede un cambio di passo al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso: si devono definire, afferma il testo, «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fine del tes­seramento, l'apertura della stagione dei congressi, la realizzazione di un rapporto più efficace tra governo e organismi diri­genti, la convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica per deci­dere la forma partito e tempi e luoghi del confronto interno». I promotori sono Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassari, Enrico Musso, Giuseppe Valdita­ra e Pasquale Viespoli. Alla presentazione c'erano anche il sottosegretario Carlo Gio­vanardi e alcuni deputati. Marcello De An­gelis e Antonio Lo Presti hanno sottoli­neato la necessità di allargare il dibattito al gruppo del Pdl alla Camera, convocan­do una specifica riunione oppure parteci­pando a quella di Palazzo Madama.

 
I senatori autoconvocati chiedono una svolta nel Pdl PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009
Da “Il Tempo” del 2.10.2009, pag. 7 

Chiedono un «cambio di passo» al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso e la definizione della forma partito. A farlo sono un gruppo di senatori «autoconvocati» che ieri, presente anche il sottosegretario alla Famiglia Car­lo Giovanardi (presidente dei Popolari libe­rali), hanno presentato a Roma un «Mani­festo per il Popolo della libertà» che verrà messo in discussione martedì 6 durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama, convocata dal presidente Maurizio Gaspar­ri e dal vicecapogruppo Gaetano Quaglia­riello e a cui parteciperanno anche i coor­dinatori nazionali del partito, Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini. L'iniziativa, di cui sono portavoce i senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassarri, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e Pasquale Viespoli punta a «smuovere all'interno del partito un dibat­tito costruttivo, a partire proprio dalla riu­nione del 6 ottobre».

 
Teorizza l’ouverture, ma per i berlusconiani non è più il “compagno Gianfranco” PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009

Da “Il Foglio” del 2.10.2009, pag. 3

  

Per sbeffeggiarlo lo chiamavano "il compagno Gianfranco", ma adesso nell'area più berlusconiana del Pdl comincia a farsi strada una strategia tutta nuova: ricondur­re ì rapporti con Gianfranco Fini in una meccanica di dibat­tito fisiologico. La linea l'ha dettata Silvio Berlusconi, sugge­rito da Gianni Letta, e deriva dal sostanziale successo del vertice chiarificatore tra il premier e Fini. Ma come si fa a trasformare la fronda finiana in una ricchezza? Accettando a pieno "il patto di consultazione permanente" e, per quan­to possibile, assecondando "il metodo democratico" auspi­cato dal presidente della Camera. Dunque il capogruppo a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, trasformerà in argomento di dibattito interno al gruppo parlamentare la legge sulla nuova cittadinanza promossa dal finiano Fabio Granata e poco male se poi la linea di Fini dovesse andare in minoran­za: "E' la democrazia", spiegano. Lo stesso accade al Senato. I1 capigruppo Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, preso atto del documento avanzato ieri da un composito gruppo di senatori finiani (e no) intorno alla "democrazia nel Pdl", si sono fatti carico delle istanze presentate. Le hanno fatte un po' loro e non sarà una tragedia - spiegano - se non proprio tutto, alla fine, verrà accettato. Ma "è un contributo opportuno", precisa Quagliariello dosando gli aggettivi.

Martedì prossimo si riuniranno capigruppo e coordinato­ri per parlare del partito, dell'organizzazione e delle strut­ture territoriali. E' la data attesa dai finiani, il momento in cui si potrà fare una stima attorno alla qualità delle apertu­re che i vertici del Pdl intendono portare avanti. "Noi vor­remmo un partito che vada al di là della leadership cari­smatica di Berlusconi”, dice Giuseppe Valditara, senatore ex An trai promotori del Manifesto per il Popolo della li­bertà, il cahier di rivendicazioni democratiche. "Ci deve es­sere un tesseramento e gli iscritti devono avere la possibi­lità di contare nelle nomine degli organismi di partito - spiega al Foglio - E' necessaria una struttura legittimata dalla base. Noi chiediamo che i coordinatori regionali siano eletti e non nominati dal presidente. Inoltre chiediamo in tempi brevi una conferenza organizzativa e programmatica che definisca le regole e i luoghi del confronto interno ma anche i metodi di selezione della classe dirigente e dei gruppi parlamentari". Per dirla chiara, Valditara espone un caso limite: "Chi deciderà, tra dieci anni, dopo che Berlu­sconi si sarà ritirato, il nome del suo successore?” (…).

 
Senatori pdl: “Cambiare passo” PDF Stampa E-mail
venerdì 02 ottobre 2009

Da “L’Avvenire” del 2.10.2009, pag. 11

 

Chiedono un «cambio di passo» al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso e la definizione della forma partito. Un gruppo di senatori del Pdl si è «autoconvocato» ieri - presente anche il sottosegretario Carlo Giovanardi, presidente dei Popolari liberali - per presentare a Roma un «Manifesto per il Popolo della libertà». Sarà discusso martedì 6, alla riunione del gruppo al Senato, convocata dal presidente Maurizio Gasparri e dal vice Gaetano Quagliariello e che vedrà la partecipazione dei coordinatori nazionali, Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini. L'iniziativa, di cui sono portavoce i senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e Pasquale Viespoli punta a chiedere «un Pdl forte», che «si strutturi per durare». L'obiettivo, hanno spiegato in un incontro, è «smuovere un dibattito costruttivo». Non c'è una «fronda interna» - assicurano i senatori, considerati di area "finiana" - bensì la richiesta di definire «tempi e metodi certi» sul tesseramento, un «rapporto più efficace tra governo e organismi dirigenti», la convocazione di una «conferenza organizzativa e programmatica per decidere la forma partito e tempi e luoghi del confronto interno».Viene, infine, auspicato un «processo di regionalizzazione». Per Quagliariello «tali istanze non devono essere considerate patrimonio esclusivo di una sola area, ma contributi propositivi nella fase di costruzione di un grande partito che è ancora in atto».

 
COMUNICATO STAMPA DEL SEN. VALDITARA PDF Stampa E-mail
giovedì 01 ottobre 2009

UN "MANIFESTO PER IL POPOLO DELLA LIBERTA'" PER COMPLETARE LA COSTITUZIONE DEL PDL. ECCO LE PROPOSTE CHE VERRANNO PRESENTATE ALLA RIUNIONE DEL GRUPPO DEL SENATO IL PROSSIMO 6 OTTOBRE.

   

A due settimane dal seminario che si è svolto al Palazzo della Cooperazione a Roma, al quale hanno partecipato, con diversi contributi, oltre trenta parlamentari del Popolo della Libertà, viene oggi presentato alla stampa un primo, importatane elaborato nato da quelle giornate di lavori.

 

Si tratta del "Manifesto per il Popolo della Libertà" che sintetizza, in poche righe, un lungo documento politico sulla forma partito intorno al quale si era sviluppato il confronto per l'intera giornata del  convegno dello scorso 18 Settembre.

 

Il testo sottolinea la necessità di un cambio di passo nel completare il processo costitutivo del Popolo della Libertà e mette in evidenza l'esigenza di aprire il Partito ad una maggiore partecipazione dei cittadini. Democrazia interna, processi di selezione dal basso verso l'alto della classe dirigente e, soprattutto, la tempestiva approvazione di una road map che ci porti in tempi rapidi alla celebrazione dei congressi, alla convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica e quindi alla fuoriuscita dalla fase di transizione in cui si trova il Pdl, completano il ventaglio di proposte contenute nel Manifesto.

 

Portavoce dell'iniziativa sono i Senatori Augello, Baldini, Baldassarri, Musso, Valditara e Viespoli, che presenteranno martedì prossimo il documento al Gruppo del Senato, convocato da Gasparri e Quagliariello proprio per discutere sul tema della forma partito. I presentatori del Manifesto hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

"Quando, contestualmente alla convocazione del nostro seminario, i colleghi Gasparri e Quagliariello hanno annunciato che il Gruppo si sarebbe riunito per discutere dei problemi del Partito, li abbiamo ringraziati per la loro sensibilità, chiarendo che all'appuntamento ci saremmo presentati con un nostro contributo propositivo. Oggi presentiamo alla stampa il "Manifesto" che onora quell'impegno e riassume una serie di richieste al vertice del Partito: siamo sicuri troverà ampi consensi nel Gruppo del Senato. Fin dall'inizio, la strada che abbiamo scelto è stata quella di conseguire l'obiettivo concreto di contribuire ad un dibattito destinato a produrre conseguenze reali e misurabili nella costruzione del Popolo della Libertà. È una logica che non ha niente a che fare con "conte" e fronde interne di corto respiro, coltivando invece l'ambizione di costruire stabilente una dialettica interna capace di rendere più forte, competitivo, partecipato e democratico il Partito. Ovviamente, il nostro auspicio è che le nostre proposte trovino nel Gruppo del Senato, il prossimo 6 Ottobre, i consensi necessari a diventare patrimonio comune dell'intera Pdl e per questo lavoreremo nelle prossime ore."

 
AGENZIE PDF Stampa E-mail
sabato 26 settembre 2009
SCUOLA: VALDITARA (PDL), FAVORIRE PENSIONAMENTO VOLONTARIO

(ANSA) - ROMA, 26 SET - 'Contribuire a risolvere il problema del precariato scolastico favorendo il pensionamento dei docenti, che vogliono rassegnare le dimissioni volontarie dall'impiego, attraverso la concessione di due anni di contributi figurativi, al fine del raggiungimento dei requisiti minimi per andare in pensione'. E' la proposta avanzata dal senatore Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, intervenendo oggi al dibattito 'La scuola di'Italia', con il ministro Maria Stella Gelmini.
'Sarebbe un intervento che libererebbe risorse per il ministero dell'Istruzione, considerato il differenziale retributivo fra neo immessi e docenti anziani, e - spiega il parlamentare del Pdl - d'altro canto, avrebbe un impatto modesto sulle casse dell'Inps, considerando che l'indennita' di disoccupazione deve comunque essere versata ai precari che non lavorano'.

Nello specifico la proposta prevede, prosegue Valditara, che 'al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo 1 settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, sia concesso un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianita'. Nel caso in cui il docente fosse gia' in possesso dei requisiti minimi previsti, l'anzianita' contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data'.(ANSA).




SCUOLA: VALDITARA (PDL), COMBATTERE PRECARIATO FAVORENDO PREPENSIONAMENTO VOLONTARIO

Roma, 26 set. (Adnkronos) - 'Contribuire a risolvere il problema del precariato scolastico favorendo il pensionamento dei docenti, che vogliono rassegnare le dimissioni volontarie dall'impiego, attraverso la concessione di due anni di contributi figurativi, al fine del raggiungimento dei requisiti minimi per andare in pensione'. Questa la proposta avanzata dal senatore Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, intervenendo oggi al dibattito 'La scuola di'Italia', col ministro Mariastella Gelmini.

'Sarebbe un intervento - spiega il parlamentare del Pdl - che libererebbe risorse per il ministero dell'Istruzione, considerato il differenziale retributivo fra neo immessi e docenti anziani, e, d'altro canto, avrebbe un impatto modesto sulle casse dell'Inps, considerando che l'indennita' di disoccupazione deve comunque essere versata ai precari che non lavorano'.

Nello specifico la proposta prevede, prosegue Valditara, che 'al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo 1° settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, sia concesso un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianita'. Nel caso in cui il docente fosse gia' in possesso dei requisiti minimi previsti, l'anzianita' contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data'.

 
Piano in sei mosse per i giovani PDF Stampa E-mail
giovedì 24 settembre 2009

Da “Il Sole 24 Ore” del 24.9.2009

 

 

Anticipare il più possibile l'ingresso nel mercato del lavoro e ridisegnare l'offerta di istruzio­ne e formazione sulle necessità del sistema delle imprese. Sono gli obiettivi dichiarati del piano di azione in sei mosse per l'occu­pabilità dei giovani attraverso l'integrazione tra apprendistato e lavoro che è stato presentato ie­ri dai ministri Maurizio Sacconi e Mariastella Gelmini.

Una sfida articolata in politi­che attive «da implementare rapi­damente» e in stretto coordina­mento che, quanto prima, verranno illustrate alle parti sociali. Il piano darà impulso a una serie di iniziative volte a facilitare la tran­sizione scuola-lavoro, a rilancia­re l'istruzione tecnico-professio­nale, il contratto di apprendista­to, l'utilizzo dei tirocini formati­vi, il ruolo della formazione universitaria e l'apertura dei dottora­ti di ricerca al sistema prodotti­vo.Il solco entro cui si muoveran­no le due amministrazioni è quel­lo tracciato da una parte dal Li­bro Bianco e, dall'altra, dalla rifor­ma dell'Università impostata un anno fa (…).

Lo stesso ministro si è inol­tre detta pronta a valutare la pro­posta del senatore Giuseppe Valditara (Pdl) di un codice etico per docenti e dirigenti scolastici che consenta di prendere «provvedi­menti» contro chi non attua le ri­forme. Nessuna novità, infine, sulla norma "salva-precari" che è attesa in questi giorni alla firma del Quirinale.

 
AGENZIE PDF Stampa E-mail
martedì 22 settembre 2009

AFGHANISTAN: VALDITARA, INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL

(AGI) - Roma, 22 set. - "Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta". E' quanto dichiara il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato.
 
 
AFGHANISTAN: VALDITARA (PDL), INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL PER ONORARNE SACRIFICIO

(Adnkronos) - 'Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia'. E' quanto afferma il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, proponendo 'di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso - conclude Valditara - portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta'.

 
 
Apc-Afghanistan/ Valditara (Pdl): Intestare scuole ai caduti di Kabul

(Apcom) - "Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della libertà e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso porterò sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta". E' quanto dichiara in una nota il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato.


 
AFGHANISTAN: VALDITARA (PDL), INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL

(ASCA) - Roma, 22 set - 'Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta'. E' quanto dichiara il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato.

 
AGENZIA PDF Stampa E-mail
venerdì 18 settembre 2009

La politica al tempo della crisi, chiuso oggi seminario Pdl

Roma, 18 SET (Velino) - Si sono conclusi oggi i lavori del seminario 'La politica al tempo della crisi', promosso dalle associazioni Progetto Popolare, Economia Reale, Mezzogiorno Nazionale, Riforme e Liberta' nel corso del quale sono intervenuti alcuni parlamentari del Pdl. Le relazioni di
oggi si sono concentrate sul tema 'Scenari di crisi e prospettive di ripresa' con interventi dei senatori Mario Baldassarri, Sergio Vetrella, Cesare Cursi, Giuseppe Valditara e Giuseppe Menardi. Nello specifico, ci si e' concentrati sul difficile compito che la politica deve avere per evitare nuove crisi. A tal proposito si e' evidenziato come il Governo italiano abbia agito efficacemente per tempi
e contenuti molto meglio di altri paesi europei. Emergono, dunque, segni di ripresa ma si profila un recupero lento in termini di ripresa economica e occupazione. Dal seminario e' venuta fuori l'esigenza di scegliere tra una lenta e faticosa ripresa con finanziarie leggere miranti al necessario rientro degli squilibri di finanza pubblica, oppure rafforzare e accelerare la ripresa con manovre strutturali che spostino risorse importanti attraverso tagli di spesa corrente, al fine di ridurre il peso fiscale sui nuclei familiari e sulle Pmi, sostenendo in modo vigoroso gli investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell'universita'. Su questa analisi e su queste proposte dovra' aprirsi un ampio e partecipato dibattito all'interno dei gruppi e del Pdl in positiva sinergia con l'azione del Governo. (com/sis)
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