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| Rassegna stampa
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Un manifesto per superare la fase di transizione nel Pdl |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “La Discussione” del 2.10.2009, pag. 4 Un cambio di passo. Maggiore democrazia interna. Il superamento della fase di transizione. Più decisione dal basso. Definizione della "forma-partito". Insomma, ancora non è così ma finalmente si inizia ad avere un'idea di come necessariamente dovrà essere il Popolo della libertà. Un gruppo di parlamentari del Pdl ieri ha proposto il "Manifesto" nel quale sono stati messi in evidenza tutti gli step che servono per arrivare alla meta. C'è stata la svolta del "predellino", c'è stato il congresso fondativo ma si è ancora un po' lontani da quello che in questi sei mesi è stato presentato come partito degli italiani. L'iniziativa è stata promossa dai senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassarri, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e dal sottosegretario Pasquale Viespoli al quale si è aggiunto anche il collega Carlo Giovanardi. Un discorso, quello riportato nel "Manifesto", che non nasce in maniera estemporanea ma era già stato avviato a metà settembre in occasione di un seminario tenuto al Senato. Due settimane fa l'oggetto del confronto fu salutato con molto entusiasmo da tutto il partito. Finalmente c'è chi si preoccupa davvero di proporre soluzioni costruttive senza impantanarsi su sterili polemiche. Condividere la necessità di iniziare un dibattito approfondito sul modo in cui il Popolo della libertà intende completare la sua fase di costituzione è stato il primo, energico passo verso un contributo all'apertura di una stagione di confronto nel centrodestra. Il "Manifesto per il Popolo della libertà" verrà messo in discussione martedì prossimo durante la riunione del gruppo del Pdl a Palazzo Madama. «Smuovere all'interno del partito un dibattito costruttivo» con la speranza che le proposte vengano inserite in un ordine del giorno. Sul banco degli imputati c'è la lunga fase di transizione che deve essere superata per poi definire «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fine del tesseramento, l'apertura della stagione dei congressi, la realizzazione di un rapporto più efficace tra governo e organismi dirigenti, la convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica per decidere la forma partito e tempi e luoghi del confronto interno». Gli organizzatori, inoltre, hanno anche auspicato che si avvii un processo di regionalizzazione del partito, ripensando alcune norme statutarie per poter procedere all'elezione dei coordinatori regionali, anche in vista delle elezioni dei Governatori dell'anno prossimo. Non solo senatori, però, a sostegno dell'iniziativa. Anche alcuni deputati, sempre pidiellini, hanno condiviso le linee guida del "Manifesto". A fare portavoce ai deputati sono stati Marcello De Angelis e Antonio Lo Presti, i quali hanno sottolineato la necessità di allargare anche al gruppo alla Camera questo dibattito e coinvolgere, nell'iniziativa dei senatori, anche i rappresentanti del Pdl a Montecitorio. De Angelis, in particolare, ha sottolineato come nel gruppo alla Camera sia ancora più difficile dialogare «per via della presenza dei grandi leader che spesso parlano tra loro», aggiungendo che il vero problema all'interno del Pdl è che «qualcuno vuole far prevalere una idea e una cultura su tutte». Appuntamento, quindi, al Senato martedì prossimo dove si proverà ad iniziare un percorso interno al partito destinato «ad allargarsi inevitabilmente a tutto il Pdl». |
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Il manifesto dei senatori ribelli: “Il Pdl cambi passo” |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “Liberal” del 2.10.2009, pag. 7 A colpire di più è l'invocazione di un partito «forte» che si strutturi «per durare». I senatori "autoconvocati" del Pdl mettono dunque un riferimento non troppo implicito al dopo Berlusconi, nel "Manifesto" presentato ieri all'hotel Nazionale di Roma. Un documento concepito di fatto dieci giorni fa, durante un seminario al Palazzo della Cooperazione, e destinato ad animare la riunione del gruppo parlamentare di Palazzo Madama sulla forma partito prevista per martedì prossimo. A promuovere l'iniziativa sono soprattutto esponenti di provenienza An, da Mario Baldassarri a Giuseppe Valditara, dal sottosegretario Pasquale Viespoli all'alemanniano Andrea Augello, ma dentro ci sono ormai anche ex forzisti come Massimo Baldini o “indipendenti" come il genovese Enrica Musso. Nel "Manifesto per il Popolo della libertà" emergono molti punti di convergenza, tutt'altro che casuali, con Gianfranco Fini, e una dialettica sempre più incalzante con i vertici del gruppo Pdl di Palazzo Madama. Il vicepresidente Gaetano Quagliariello precisa subito che «le istanze presentate da alcuni senatori non devono essere patrimonio esclusivo di una sola area, ma contributi per la costruzione di un grande partito, che è ancora in atto. Condivido alcune idee del documento, etichettarle come “finiane” avrebbe davvero poco senso». Intanto avanza la richiesta di un «cambio di passo», di «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fine del tesseramento» e dell'elezione dal basso dei coordinatori regionali. Non va più bene insomma la gestione «in cui è deciso tutto da Roma, come accadeva forse nel Pci del centralismo democratico», per dirla con un altro degli imprevedibili outsider coinvolti nell'autoconvocazione, il sottosegretario Carlo Giovanardi. «Non si tratta di una fronda interna», dice Viespoli, «sarebbe da frondisti non affrontare il problema». E dopo la lettera dei 69 di Montecitorio, è sempre più chiaro che a "vedere il problema", nel Pdl, sono in tanti. |
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Pdl: quei senatori per il “cambio di passo” |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “Il Secolo d’Italia” del 2.10.2009, pag. 2 Presentato il "manifesto" che dovrebbe animare l'assemblea dei senatori del Pdl convocata per il 6 ottobre dai capigruppo Gasparri e Quagliariello per discutere sull'organizzazione del partito. Il documento chiede un cambio di passo al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso: si devono definire, afferma il testo, «tempi e metodi certi per stabilire l'inizio e la fine del tesseramento, l'apertura della stagione dei congressi, la realizzazione di un rapporto più efficace tra governo e organismi dirigenti, la convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica per decidere la forma partito e tempi e luoghi del confronto interno». I promotori sono Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassari, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e Pasquale Viespoli. Alla presentazione c'erano anche il sottosegretario Carlo Giovanardi e alcuni deputati. Marcello De Angelis e Antonio Lo Presti hanno sottolineato la necessità di allargare il dibattito al gruppo del Pdl alla Camera, convocando una specifica riunione oppure partecipando a quella di Palazzo Madama. |
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I senatori autoconvocati chiedono una svolta nel Pdl |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “Il Tempo” del 2.10.2009, pag. 7 Chiedono un «cambio di passo» al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso e la definizione della forma partito. A farlo sono un gruppo di senatori «autoconvocati» che ieri, presente anche il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi (presidente dei Popolari liberali), hanno presentato a Roma un «Manifesto per il Popolo della libertà» che verrà messo in discussione martedì 6 durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama, convocata dal presidente Maurizio Gasparri e dal vicecapogruppo Gaetano Quagliariello e a cui parteciperanno anche i coordinatori nazionali del partito, Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini. L'iniziativa, di cui sono portavoce i senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Mario Baldassarri, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e Pasquale Viespoli punta a «smuovere all'interno del partito un dibattito costruttivo, a partire proprio dalla riunione del 6 ottobre». |
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Teorizza l’ouverture, ma per i berlusconiani non è più il “compagno Gianfranco” |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “Il Foglio” del 2.10.2009, pag. 3 Per sbeffeggiarlo lo chiamavano "il compagno Gianfranco", ma adesso nell'area più berlusconiana del Pdl comincia a farsi strada una strategia tutta nuova: ricondurre ì rapporti con Gianfranco Fini in una meccanica di dibattito fisiologico. La linea l'ha dettata Silvio Berlusconi, suggerito da Gianni Letta, e deriva dal sostanziale successo del vertice chiarificatore tra il premier e Fini. Ma come si fa a trasformare la fronda finiana in una ricchezza? Accettando a pieno "il patto di consultazione permanente" e, per quanto possibile, assecondando "il metodo democratico" auspicato dal presidente della Camera. Dunque il capogruppo a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, trasformerà in argomento di dibattito interno al gruppo parlamentare la legge sulla nuova cittadinanza promossa dal finiano Fabio Granata e poco male se poi la linea di Fini dovesse andare in minoranza: "E' la democrazia", spiegano. Lo stesso accade al Senato. I1 capigruppo Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, preso atto del documento avanzato ieri da un composito gruppo di senatori finiani (e no) intorno alla "democrazia nel Pdl", si sono fatti carico delle istanze presentate. Le hanno fatte un po' loro e non sarà una tragedia - spiegano - se non proprio tutto, alla fine, verrà accettato. Ma "è un contributo opportuno", precisa Quagliariello dosando gli aggettivi. Martedì prossimo si riuniranno capigruppo e coordinatori per parlare del partito, dell'organizzazione e delle strutture territoriali. E' la data attesa dai finiani, il momento in cui si potrà fare una stima attorno alla qualità delle aperture che i vertici del Pdl intendono portare avanti. "Noi vorremmo un partito che vada al di là della leadership carismatica di Berlusconi”, dice Giuseppe Valditara, senatore ex An trai promotori del Manifesto per il Popolo della libertà, il cahier di rivendicazioni democratiche. "Ci deve essere un tesseramento e gli iscritti devono avere la possibilità di contare nelle nomine degli organismi di partito - spiega al Foglio - E' necessaria una struttura legittimata dalla base. Noi chiediamo che i coordinatori regionali siano eletti e non nominati dal presidente. Inoltre chiediamo in tempi brevi una conferenza organizzativa e programmatica che definisca le regole e i luoghi del confronto interno ma anche i metodi di selezione della classe dirigente e dei gruppi parlamentari". Per dirla chiara, Valditara espone un caso limite: "Chi deciderà, tra dieci anni, dopo che Berlusconi si sarà ritirato, il nome del suo successore?” (…). |
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Senatori pdl: “Cambiare passo” |
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venerdì 02 ottobre 2009 |
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Da “L’Avvenire” del 2.10.2009, pag. 11 Chiedono un «cambio di passo» al Pdl, con una maggiore democrazia interna, il superamento della fase di transizione, più decisione dal basso e la definizione della forma partito. Un gruppo di senatori del Pdl si è «autoconvocato» ieri - presente anche il sottosegretario Carlo Giovanardi, presidente dei Popolari liberali - per presentare a Roma un «Manifesto per il Popolo della libertà». Sarà discusso martedì 6, alla riunione del gruppo al Senato, convocata dal presidente Maurizio Gasparri e dal vice Gaetano Quagliariello e che vedrà la partecipazione dei coordinatori nazionali, Ignazio La Russa, Sandro Bondi e Denis Verdini. L'iniziativa, di cui sono portavoce i senatori Andrea Augello, Massimo Baldini, Enrico Musso, Giuseppe Valditara e Pasquale Viespoli punta a chiedere «un Pdl forte», che «si strutturi per durare». L'obiettivo, hanno spiegato in un incontro, è «smuovere un dibattito costruttivo». Non c'è una «fronda interna» - assicurano i senatori, considerati di area "finiana" - bensì la richiesta di definire «tempi e metodi certi» sul tesseramento, un «rapporto più efficace tra governo e organismi dirigenti», la convocazione di una «conferenza organizzativa e programmatica per decidere la forma partito e tempi e luoghi del confronto interno».Viene, infine, auspicato un «processo di regionalizzazione». Per Quagliariello «tali istanze non devono essere considerate patrimonio esclusivo di una sola area, ma contributi propositivi nella fase di costruzione di un grande partito che è ancora in atto». |
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COMUNICATO STAMPA DEL SEN. VALDITARA |
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giovedì 01 ottobre 2009 |
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UN "MANIFESTO PER IL POPOLO DELLA LIBERTA'" PER COMPLETARE LA COSTITUZIONE DEL PDL. ECCO LE PROPOSTE CHE VERRANNO PRESENTATE ALLA RIUNIONE DEL GRUPPO DEL SENATO IL PROSSIMO 6 OTTOBRE. A due settimane dal seminario che si è svolto al Palazzo della Cooperazione a Roma, al quale hanno partecipato, con diversi contributi, oltre trenta parlamentari del Popolo della Libertà, viene oggi presentato alla stampa un primo, importatane elaborato nato da quelle giornate di lavori. Si tratta del "Manifesto per il Popolo della Libertà" che sintetizza, in poche righe, un lungo documento politico sulla forma partito intorno al quale si era sviluppato il confronto per l'intera giornata del convegno dello scorso 18 Settembre. Il testo sottolinea la necessità di un cambio di passo nel completare il processo costitutivo del Popolo della Libertà e mette in evidenza l'esigenza di aprire il Partito ad una maggiore partecipazione dei cittadini. Democrazia interna, processi di selezione dal basso verso l'alto della classe dirigente e, soprattutto, la tempestiva approvazione di una road map che ci porti in tempi rapidi alla celebrazione dei congressi, alla convocazione di una conferenza organizzativa e programmatica e quindi alla fuoriuscita dalla fase di transizione in cui si trova il Pdl, completano il ventaglio di proposte contenute nel Manifesto. Portavoce dell'iniziativa sono i Senatori Augello, Baldini, Baldassarri, Musso, Valditara e Viespoli, che presenteranno martedì prossimo il documento al Gruppo del Senato, convocato da Gasparri e Quagliariello proprio per discutere sul tema della forma partito. I presentatori del Manifesto hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
"Quando, contestualmente alla convocazione del nostro seminario, i colleghi Gasparri e Quagliariello hanno annunciato che il Gruppo si sarebbe riunito per discutere dei problemi del Partito, li abbiamo ringraziati per la loro sensibilità, chiarendo che all'appuntamento ci saremmo presentati con un nostro contributo propositivo. Oggi presentiamo alla stampa il "Manifesto" che onora quell'impegno e riassume una serie di richieste al vertice del Partito: siamo sicuri troverà ampi consensi nel Gruppo del Senato. Fin dall'inizio, la strada che abbiamo scelto è stata quella di conseguire l'obiettivo concreto di contribuire ad un dibattito destinato a produrre conseguenze reali e misurabili nella costruzione del Popolo della Libertà. È una logica che non ha niente a che fare con "conte" e fronde interne di corto respiro, coltivando invece l'ambizione di costruire stabilente una dialettica interna capace di rendere più forte, competitivo, partecipato e democratico il Partito. Ovviamente, il nostro auspicio è che le nostre proposte trovino nel Gruppo del Senato, il prossimo 6 Ottobre, i consensi necessari a diventare patrimonio comune dell'intera Pdl e per questo lavoreremo nelle prossime ore." |
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sabato 26 settembre 2009 |
SCUOLA: VALDITARA (PDL), FAVORIRE PENSIONAMENTO VOLONTARIO
(ANSA) - ROMA, 26 SET - 'Contribuire a risolvere il problema del precariato scolastico favorendo il pensionamento dei docenti, che vogliono rassegnare le dimissioni volontarie dall'impiego, attraverso la concessione di due anni di contributi figurativi, al fine del raggiungimento dei requisiti minimi per andare in pensione'. E' la proposta avanzata dal senatore Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, intervenendo oggi al dibattito 'La scuola di'Italia', con il ministro Maria Stella Gelmini. 'Sarebbe un intervento che libererebbe risorse per il ministero dell'Istruzione, considerato il differenziale retributivo fra neo immessi e docenti anziani, e - spiega il parlamentare del Pdl - d'altro canto, avrebbe un impatto modesto sulle casse dell'Inps, considerando che l'indennita' di disoccupazione deve comunque essere versata ai precari che non lavorano'.
Nello specifico la proposta prevede, prosegue Valditara, che 'al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo 1 settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, sia concesso un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianita'. Nel caso in cui il docente fosse gia' in possesso dei requisiti minimi previsti, l'anzianita' contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data'.(ANSA).
SCUOLA: VALDITARA (PDL), COMBATTERE PRECARIATO FAVORENDO PREPENSIONAMENTO VOLONTARIO Roma, 26 set. (Adnkronos) - 'Contribuire a risolvere il problema del precariato scolastico favorendo il pensionamento dei docenti, che vogliono rassegnare le dimissioni volontarie dall'impiego, attraverso la concessione di due anni di contributi figurativi, al fine del raggiungimento dei requisiti minimi per andare in pensione'. Questa la proposta avanzata dal senatore Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, intervenendo oggi al dibattito 'La scuola di'Italia', col ministro Mariastella Gelmini.
'Sarebbe un intervento - spiega il parlamentare del Pdl - che libererebbe risorse per il ministero dell'Istruzione, considerato il differenziale retributivo fra neo immessi e docenti anziani, e, d'altro canto, avrebbe un impatto modesto sulle casse dell'Inps, considerando che l'indennita' di disoccupazione deve comunque essere versata ai precari che non lavorano'.
Nello specifico la proposta prevede, prosegue Valditara, che 'al personale docente delle scuole statali, collocato nell'ultima fascia stipendiale, che entro il 31 gennaio 2010, con decorrenza dal successivo 1° settembre 2010, rassegni le dimissioni volontarie dall'impiego, sia concesso un accredito contributivo figurativo di due anni, utile anche ai fini del raggiungimento del requisito minimo per ottenere il trattamento di pensione di anzianita'. Nel caso in cui il docente fosse gia' in possesso dei requisiti minimi previsti, l'anzianita' contributiva posseduta, viene incrementata di un anno per coloro che presenteranno le dimissioni entro la predetta data'. |
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Piano in sei mosse per i giovani |
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giovedì 24 settembre 2009 |
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Da “Il Sole 24 Ore” del 24.9.2009 Anticipare il più possibile l'ingresso nel mercato del lavoro e ridisegnare l'offerta di istruzione e formazione sulle necessità del sistema delle imprese. Sono gli obiettivi dichiarati del piano di azione in sei mosse per l'occupabilità dei giovani attraverso l'integrazione tra apprendistato e lavoro che è stato presentato ieri dai ministri Maurizio Sacconi e Mariastella Gelmini. Una sfida articolata in politiche attive «da implementare rapidamente» e in stretto coordinamento che, quanto prima, verranno illustrate alle parti sociali. Il piano darà impulso a una serie di iniziative volte a facilitare la transizione scuola-lavoro, a rilanciare l'istruzione tecnico-professionale, il contratto di apprendistato, l'utilizzo dei tirocini formativi, il ruolo della formazione universitaria e l'apertura dei dottorati di ricerca al sistema prodottivo.Il solco entro cui si muoveranno le due amministrazioni è quello tracciato da una parte dal Libro Bianco e, dall'altra, dalla riforma dell'Università impostata un anno fa (…). Lo stesso ministro si è inoltre detta pronta a valutare la proposta del senatore Giuseppe Valditara (Pdl) di un codice etico per docenti e dirigenti scolastici che consenta di prendere «provvedimenti» contro chi non attua le riforme. Nessuna novità, infine, sulla norma "salva-precari" che è attesa in questi giorni alla firma del Quirinale. |
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martedì 22 settembre 2009 |
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AFGHANISTAN: VALDITARA, INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL
(AGI) - Roma, 22 set. - "Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta". E' quanto dichiara il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato. AFGHANISTAN: VALDITARA (PDL), INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL PER ONORARNE SACRIFICIO
(Adnkronos) - 'Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia'. E' quanto afferma il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato, proponendo 'di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso - conclude Valditara - portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta'.
Apc-Afghanistan/ Valditara (Pdl): Intestare scuole ai caduti di Kabul
(Apcom) - "Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della libertà e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso porterò sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta". E' quanto dichiara in una nota il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato.
AFGHANISTAN: VALDITARA (PDL), INTESTARE SCUOLE A CADUTI KABUL
(ASCA) - Roma, 22 set - 'Sarebbe importante onorare i caduti di Kabul insegnando ai giovani il senso del loro sacrificio: la difesa della liberta' e della democrazia. Propongo di intestare alcune scuole ad Antonio Fortunato e agli altri martiri caduti in Afghanistan, iniziando da quelle che si sono rifiutate di far rispettare un minuto di silenzio per commemorare il loro sacrificio. Oggi stesso portero' sul tavolo del ministro Gelmini questa proposta'. E' quanto dichiara il parlamentare del Pdl Giuseppe Valditara, segretario della commissione Istruzione al Senato. |
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venerdì 18 settembre 2009 |
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La politica al tempo della crisi, chiuso oggi seminario Pdl
Roma, 18 SET (Velino) - Si sono conclusi oggi i lavori del seminario 'La politica al tempo della crisi', promosso dalle associazioni Progetto Popolare, Economia Reale, Mezzogiorno Nazionale, Riforme e Liberta' nel corso del quale sono intervenuti alcuni parlamentari del Pdl. Le relazioni di oggi si sono concentrate sul tema 'Scenari di crisi e prospettive di ripresa' con interventi dei senatori Mario Baldassarri, Sergio Vetrella, Cesare Cursi, Giuseppe Valditara e Giuseppe Menardi. Nello specifico, ci si e' concentrati sul difficile compito che la politica deve avere per evitare nuove crisi. A tal proposito si e' evidenziato come il Governo italiano abbia agito efficacemente per tempi e contenuti molto meglio di altri paesi europei. Emergono, dunque, segni di ripresa ma si profila un recupero lento in termini di ripresa economica e occupazione. Dal seminario e' venuta fuori l'esigenza di scegliere tra una lenta e faticosa ripresa con finanziarie leggere miranti al necessario rientro degli squilibri di finanza pubblica, oppure rafforzare e accelerare la ripresa con manovre strutturali che spostino risorse importanti attraverso tagli di spesa corrente, al fine di ridurre il peso fiscale sui nuclei familiari e sulle Pmi, sostenendo in modo vigoroso gli investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell'universita'. Su questa analisi e su queste proposte dovra' aprirsi un ampio e partecipato dibattito all'interno dei gruppi e del Pdl in positiva sinergia con l'azione del Governo. (com/sis) 181602 SET 09 NNNN |
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