|
|
| Interventi in commissione
|
Intervento in VII Commissione Senato 29/05/07 - MUSSI |
|
|
|
|
venerdì 08 giugno 2007 |
|
7ª COMMISSIONE PERMANENTE (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) AUDIZIONE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 46, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO, DEL MINISTRO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA MUSSI SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI UNIVERSITARI |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Intervento in VII Commissione Senato 28/03/2007 - BERSANI |
|
|
|
|
giovedì 05 aprile 2007 |
|
Intervento in VII Commissione Senato 28/03/2007 IN SEDE CONSULTIVA (1427) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese, approvato dalla Camera dei deputati (Parere alla 10^ Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Per dichiarazione di voto contrario interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale ribadisce anzitutto profonda amarezza per l'inserimento delle norme di riforma scolastica nell'ambito di un decreto-legge, oltretutto "blindato", sicché resta precluso ogni margine di discussione reale e di miglioramento. Rammenta poi che le iscrizioni agli istituti tecnici sono in calo da vent'anni, sia perché i relativi contenuti non sono stati adeguati all'evoluzione tecnologica in atto, sia perché le famiglie sono sempre più condizionate dalla prevalenza culturale dei licei. Già il ministro Berlinguer del resto, in una precedente stagione di Governo del Centro-sinistra, aveva compreso la natura di tale disaffezione e aveva per primo proposto l'istituzione dei licei tecnologici. E' pertanto del tutto priva di fondamento l'accusa secondo cui la riforma Moratti avrebbe affossato l'istruzione tecnica e professionale. Al contrario, l'equilibrato compromesso raggiunto anche grazie all'impegno di Alleanza Nazionale ne aveva disposto un adeguato innalzamento culturale, recuperando al contempo un idoneo numero di ore di laboratorio. Né risulta assolutamente condivisibile la scelta di consentire l'accesso diretto al sistema universitario dall'istruzione professionale, così come ora riformata, in quanto foriera di colpevoli illusioni ovvero di un abbassamento del livello culturale delle classi dirigenti. Egli sofferma poi sugli ostacoli di natura costituzionale che a suo giudizio rendono del tutto inaccettabile la riforma proposta. Ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, come novellato dallo stesso Centro-sinistra, sia l'istruzione che la formazione professionale sono infatti di esclusiva competenza regionale, com'è chiaramente testimoniato anche dai lavori preparatori. Né potrebbe essere diversamente, atteso che il nuovo Titolo V le distingue chiaramente. Al di là delle scelte di merito, sarà pertanto inevitabile il ricorso alla Corte costituzionale da parte delle regioni più avvedute. In proposito, suscita peraltro rammarico l'interruzione delle esperienze sperimentali in corso in alcune aree del Paese, che pure hanno dato ottimi risultati. Pur manifestando soddisfazione per il recepimento da parte del Governo delle istanze di chiarimento da lui avanzate in ordine al comma 1-ter dell'articolo 13, ritiene quindi che l'intero provvedimento rappresenti un ritorno al passato. Con riferimento all'obbligo scolastico, egli ribadisce di non rinvenire alcun significativo elemento di novità rispetto alla "legge Moratti", tanto più che esso può essere assolto anche nel triennio di formazione professionale volto al conseguimento di una qualifica. Non è pertanto in alcun modo superata la scelta precoce dei ragazzi, tanto contestata dal Centro-sinistra, mentre è sicuramente relegata ad un ruolo marginale la formazione professionale, come giustamente rilevato dal senatore Davico nella seduta di ieri. L'unica innovazione sembra infatti consistere nel passaggio - su cui ribadisce il giudizio di incostituzionalità - dell'istruzione professionale dalle regioni allo Stato. Inoltre, risulta confermato il monte ore fissato dalla riforma Moratti, nonostante le accanite contestazioni. Dopo aver rinnovato la propria perplessità in ordine all'incerta sorte dell'alternanza scuola-lavoro, egli si sofferma sulla prevista deducibilità e detraibilità delle donazioni in favore delle scuole. Con riferimento al divieto per i soggetti erogatori di far parte dei consigli di istituto, egli rammenta che i membri di tali organismi sono di natura elettiva e risulta pertanto discriminatorio impedire l'accesso a chi ha mostrato disponibilità nei confronti dell'istituto. Ciò, tanto più che i consigli di istituto non hanno competenza in materia di promozioni o bocciature degli alunni. Al contrario, assai discutibile sotto tale profilo appare la norma che impone l'anonimato per le donazioni, che oltretutto contraddice i più elementari principi di trasparenza. Lamenta infine che proprio l'istituzione del Fondo perequativo per le scuole situate in zone svantaggiate sia stata dichiarata inammissibile per estraneità al decreto-legge, che risulta invece assai eterogeneo. Nel rivendicare il primato dell'iniziativa, oggetto del resto di un suo disegno di legge (atto Senato n. 1266), auspica pertanto che essa sia sollecitamente recuperata nell'ambito di un altro provvedimento. Conferma conclusivamente il giudizio negativo di Alleanza Nazionale sul disegno di legge in titolo, che a suo avviso rappresenta un inequivoco arretramento dell'ordinamento scolastico. |
|
|
Intervento in VII Commissione Senato 27/03/2007 BERSANI |
|
|
|
|
giovedì 05 aprile 2007 |
|
Intervento in VII Commissione Senato 27/03/2007 Intervengono il vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico ed i sottosegretari di Stato per l'università e la ricerca Modica e per i beni e le attività culturali Marcucci. IN SEDE CONSULTIVA (1427) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (Parere alla 10^ Commissione. Seguito dell’esame e rinvio) Il senatore VALDITARA (AN) prende atto che, nel confronto in atto fra le diverse componenti della maggioranza sulle politiche scolastiche, l'estrema sinistra è uscita sicuramente ridimensionata dalla limitata portata delle modifiche avanzate alla legge Moratti, che certamente non risulta sconfessata dal provvedimento in esame. Resta infatti il concetto di "diritto-dovere", che può svolgersi anche nelle qualifiche triennali. Scompare invece il liceo tecnologico, con evidente arretramento rispetto ad una sfida che il Centro-sinistra non è stato evidentemente in grado di raccogliere. Al riguardo, egli rammenta che nella scorsa legislatura Alleanza Nazionale aveva ottenuto che tale indirizzo non perdesse gli aspetti migliori dell'istruzione tecnica (quali la centralità dei laboratori e la spendibilità professionale del diploma), ma ne riassumesse l'esperienza più positiva, adeguatamente modernizzata. L'equilibrio raggiunto era quindi del tutto idoneo a contrastare il drammatico calo di iscrizioni registratosi negli ultimi anni in un segmento che pure rappresenta un pilastro del sistema educativo nazionale. La maggioranza di Governo ha tuttavia inteso ritornare al passato. Peraltro, alla Camera dei deputati sembrava essere stato raggiunto un accordo nel senso della distinzione tra istruzione tecnica e professionale. Il comma 1-ter dell'articolo 13 sembra invece sottintendere un biennio comune a cui far seguire aree di indirizzo; in proposito egli invoca pertanto un chiarimento, onde evitare il rischio di un indebolimento dell'istruzione tecnica ovvero di uno snaturamento di quella professionale. Egli osserva poi che la regionalizzazione dell'istruzione professionale, coerente con la riforma costituzionale approvata dal Centro-sinistra, si era dimostrata positiva, almeno in alcune aree del Paese. Ad esempio, i percorsi sperimentali adottati dalla regione Lombardia hanno fatto registrare un aumento del 48 per cento degli iscritti. Esprime pertanto un forte rammarico per l'interruzione di tali esperienze, che penalizzano quelle regioni che meglio avevano saputo contrastare la dispersione scolastica. Rileva indi che il provvedimento non modifica il monte ore previsto dalla riforma Moratti, nonostante la ferma contrarietà manifestata dal Centro-sinistra nella scorsa legislatura. Dopo aver rilevato che anche i poli tecnico-professionali erano già previsti nella riforma del secondo ciclo, si interroga sulle sorti dell'alternanza scuola-lavoro, che pure aveva rappresentato una delle parti più innovative della riforma del Centro-destra ed è condivisa in sede locale anche da maggioranze di sinistra, come ad esempio il Trentino Alto-Adige. Si esprime invece in senso nettamente contrario alla possibilità di accedere agli studi universitari direttamente dall'istruzione professionale, senza gli opportuni accorgimenti previsti dalla riforma Moratti. Passando al tema dei finanziamenti, prende atto che gli interventi previsti dall'articolo 13 non sono supportati da alcuno stanziamento aggiuntivo, benché nella scorsa legislatura il Centro-sinistra avesse sostenuto che occorrevano ben 8 miliardi di euro per finanziare la sola riforma del secondo ciclo. Ritiene inoltre irragionevole che i soggetti disponibili ad effettuare donazioni in favore delle scuole debbano restare anonimi e non possano far parte dei consigli di istituto. Rivendica peraltro la proposta di rendere detraibili e deducibili le erogazioni liberali in favore degli istituti scolastici, rammentando tuttavia di aver contestualmente suggerito la destinazione di una quota pari al 5 per cento di tali donazioni ad un Fondo perequativo per le scuole situate in aree svantaggiate. Esprime pertanto profondo sconcerto per l'assenza di tale previsione nella proposta della maggioranza, che invece rappresenta a suo avviso un tassello fondamentale. Ricorda altresì che a suo giudizio dovrebbero essere defiscalizzati tutti i contributi a qualunque titolo erogati, anche come corrispettivi. Ribadisce conclusivamente il proprio stupore per il limitato intervento di riforma, che contraddice vistosamente i proclami del Centro-sinistra. |
|
|
SULL'INDAGINE CONOSCITIVA CONCERNENTE LO STATO DELLA SCUOLA ITALIANA |
|
|
|
|
lunedì 12 marzo 2007 |
|
VII Commissione Senato - MARTEDÌ 6 MARZO 2007 Il senatore VALDITARA (AN), nel denunciare il clima pesante che si è creato nelle scuole, lamenta le difficili condizioni in cui i docenti operano, osservando che essi sono frequentemente coinvolti anche in episodi di violenza.Chiede perciò di sapere quali iniziative il Ministro intenderà mettere concretamente in atto rispetto agli interventi già dichiarati alla stampa al fine di ripristinare un clima di serenità nelle istituzioni scolastiche. |
|
|
INTERVENTO G. VALDITARA - AUDIZIONE MINISTRO FIORONI VII COMMISSIONE SENATO |
|
|
|
|
sabato 13 gennaio 2007 |
|
VALDITARA (AN). Signor Ministro, ho ascoltato con molta attenzione il dibattito sviluppatosi a seguito dell’intervento del ministro Mussi Senato della Repubblica – 7 – XV Legislatura7ª Commissione 6º Resoconto Sten. (18 luglio 2006) la scorsa settimana. In particolare, ho messo a confronto gli interventi del senatore Ranieri e della senatrice Gagliardi. Ho apprezzato per la quasitotalità l’intervento del senatore Ranieri che ho trovato estremamente accattivante e stimolante, ad eccezione di qualche passaggio che non è il caso di riprendere, laddove l’intervento della senatrice Gagliardi mi è sembrato appartenere ad una logica estremamente passatista e conservatrice.Mi sono anche chiesto se francamente abbia ancora senso una distinzione tra destra e sinistra o se non sarebbe più opportuno, invece, parlare di conservatori e riformisti.Il problema comunque, signor Ministro, è che la sua compagine governativa ha al proprio interno delle opzioni culturali molto variegate. Pertanto la mia preoccupazione riguarda la capacità di una sintesi, in una logica riformista che noi ovviamente non potremo che apprezzare. Ad esempio, ho valutato positivamente la sua decisione di non cedere alle pressioni di quella sinistra radicale che voleva l’abrogazione in toto della riforma Moratti; saggiamente lei ha conservato tale legge, avviando quella che ha definito una politica del «cacciavite», ma su questo tornerò in seguito.Le mie preoccupazioni non si riferiscono tanto ad atti come la sospensione dell’istituto del tutor, dato che, tutto sommato, noi di Alleanza Nazionale avevamo già evidenziato alcuni elementi di contraddittorietà in questo specifico punto della riforma (che, fra l’altro, non era neanche contenutonella legge n. 53 del 2003 ed è stato quindi attuato nell’ambito del decreto legislativo). Vi sono altri aspetti che mi hanno lasciato perplesso: penso, ad esempio, al taglio delle risorse contenuto nel cosiddetto «decreto Bersani»; quei quasi 60 milioni di euro in tre anni sul versante dell’istruzione ci hanno lasciato un po’ di amaro in bocca. Credo tuttavia che, contando anche, almeno mi auguro, sull’appoggio dell’opposizione e prendendo atto dell’impegno delle forze di maggioranza affinché nella finanziaria non ci siano tagli sulla scuola, a questi problemi si possa porre rimedio.Nel suo intervento, che pur contiene alcuni passaggi apprezzabili, come vedremo più avanti, mi è sembrato che si sia privilegiato il discorso della manutenzione, e qui ritorno alla logica del «cacciavite». Ricordo una felice espressione del senatore Andreotti che diceva che l’Italia e` un mobile antico, ha solo bisogno di qualche restauro. Ecco, la politica del «cacciavite» è la politica del restauro. Dunque, proponete di eliminare per decreto quelle parti della riforma che più hanno incontrato ostilità, soprattutto da parte del sindacato. Ma poi? Poi sono convinto che si debba andare avanti. Non vorrei infatti che si tornasse ad una situazione del tipo Prima Repubblica, ovvero di sostanziale immobilismo o del governare per decreto, laddove preferirei che si passasse attraverso il Parlamento; in questo modo, magari, si potrebbero anche trovare soluzioni condivise.Alcune delle sue proposte, signor Ministro, sembrano appartenere a una sorta di logica dell’understatement (le scuole nei piccoli comuni, siamo assolutamente d’accordo). Inoltre, lei ha affrontato il problema del sostegno: a questo proposito mi piacerebbe che si avesse il coraggio di proporre un’indagine conoscitiva approfondita, con la disponibilita` culturale a verificare le varie opzioni. Siamo infatti l’unico Paese al mondo in cui esiste l’insegnante di sostegno. Può certamente trattarsi della soluzione che, concretamente, dà i risultati migliori, tuttavia mi sembra un po’ strano che l’Italia sia l’unico Paese del mondo ad aver inventato una soluzione che funziona, quasi che altrove siano tutti «segregatori» o comunque non si abbia a cuore il futuro dei bambini disabili. Sarebbe quindi interessante verificare quali sono le altre esperienze e soprattutto mettere a confronto i risultati, senza per carità alcuna presunzione di indicare a priori, io per primo non lo farò, quale sia il sistema migliore.Altro tema importante, che va affrontato con decisione, è quello degli stranieri, perché sappiamo quali difficoltà sta scatenando soprattutto nelle grandi città. Il problema principale è l’integrazione e dunque, a mio avviso, la necessità di una conoscenza della lingua italiana che sia prioritaria rispetto all’iscrizione nella scuola. Dunque sarebbe necessario favorire l’apprendimento della lingua italiana prima dell’iscrizione.Abbiamo invece notevoli perplessità, lo ribadisco perché ho già avuto modo di affermarlo sui giornali, per quanto riguarda l’approfondimento delle lingue e delle culture dei Paesi d’origine. Sono convinto che, soprattutto in un contesto di non abbondanza di risorse, sarebbe meglio lasciare ai genitori l’onere di insegnare ai propri figli la lingua d’origine o di trasmettere le proprie tradizioni.Per quanto riguarda il tempo pieno, anche su questo punto sarebbero necessari degli approfondimenti. Ricordo, ad esempio, le polemiche che scatenò un ordine del giorno presentato dall’onorevole Mussi nel 2000, dove si prevedevano 30 ore obbligatorie e le altre 10 solo eventuali. Ricordo le polemiche dei COBAS e quanto scritto su «il manifesto» (prendo invece atto del fatto che le 40 ore previste sono persino aumentate nella scorsa legislatura). Bisogna poi aggiungere che in Italia, com’è stato riconosciuto da diverse parti, si tengono più ore di lezione che altrove; quindi,anche per questo, andrebbe portato avanti un ragionamento più ampio.Lei ha fatto riferimento, cosı` come anche l’intervento della senatrice Soliani, alle Indicazioni nazionali. Mi rendo conto che sono state scritte in modo un po’ approssimativo, ma vorrei capire se il Governo ritiene che sia ancora importante affermare – banalizzo ovviamente – che nelle scuole si devono studiare, ad esempio, la grammatica, la sintassi e l’analisi logica e che si deve in misura eguale conoscere la storia del nostro Medioevo, del nostro Rinascimento, del nostro Ottocento e del nostro Novecento.Non vorrei, infatti, che l’autonomia arrivasse al punto da permettere che una scuola possa privilegiare lo studio del Novecento e un’altra lo studio del Medioevo. Ma questi sono aspetti che potremo approfondire in seguito.Anche l’innalzamento dell’età lavorativa rappresenta un passaggio importante, già iniziato con la riforma Moratti. A questo proposito vorrei correggere l’intervento della senatrice Gagliardi: il limite di età per la scuola dell’obbligo è di quindici anni e non di tredici (l’intenzione del ministro Moratti era probabilmente di portarlo anche oltre).Per quanto riguarda il discorso del liceo tecnologico, occorre considerare che esso rappresenta una risposta alla crisi ormai ventennale dell’istituto tecnico. Il liceo tecnologico deve essere vocazionale, sul modello francese, e deve quindi prevedere, come Alleanza Nazionale ha strenuamente sostenuto, anche importanti ore di laboratorio: è necessario recepire il meglio dell’esperienza degli istituti tecnici coniugandola con un accrescimento culturale che renda tali licei più appetibili per una determinata utenza.Se i vostri interventi si limiteranno a questo, potremo dialogare su qualche punto, ma non ci interessa più di tanto una politica scolastica del «cacciavite», della manutenzione. Sono convinto, invece, che si debba proseguire quel percorso riformatore che è iniziato nella XIII legislatura.Qui faccio un’affermazione per certi versi anche forte, perché è con Berlinguer che é avvenuta la conquista dell’autonomia e si è trattato di un passaggio molto importante. Nella XIV legislatura abbiamo affermato l’idea che la scuola non debba essere autoreferenziale, ma debba essere rivolta alle famiglie: una scuola delle opportunità, che sappia valorizzare i talenti e le diversità.Sono convinto che, come base di partenza, sia necessario un riconoscimento reciproco dell’importanza del percorso riformatore intrapreso, al di la` di alcuni punti che possono essere legittimamente criticati, contestati, abrogati, e su cui siamo pienamente disponibili a discutere. Giustamente diceva la senatrice Soliani che nelle ultime due legislature ci siamo tanto dedicati (perche´ tale discorso e` stato portato avanti fin dalla XIII legislatura) a discutere di una riforma degli ordinamenti didattici: ora dobbiamo migliorare, rendere concreto il sistema dell’autonomia. Ritengo che si debba soprattutto coniugare l’autonomia con la qualita` del servizio; devono essere introdotti i criteri del merito e della responsabilita`, altrimenti l’autonomia rischia di non essere utile alla scuola italiana.Mi chiedo allora quali siano le priorita`. Ribadisco, signor Ministro, quanto ho detto in occasione di un recente convegno: l’istruzione non puo` essere terreno di scontro politico, perche` riguarda il futuro dei nostri giovani e del nostro Paese. Non siamo interessati a proseguire la logica della contrapposizione frontale, ma non siamo neanche interessati ad una logica minimalista. Occorre proseguire, come dicevo, in un grande sforzo di riforma.Passando ora ai temi su cui intendiamo sollecitare il dibattito politico e su cui chiediamo un confronto alla maggioranza, a lei ed al Governo, innanzitutto ritengo indispensabile, proprio per rendere concreta l’autonomia scolastica, un meccanismo di valutazione della preparazione degli studenti.Si puo` discutere se affidare tale valutazione all’INVALSI o ad un’agenzia esterna (non e` che noi siamo innamorati dell’INVALSI, per carita`).Tuttavia, oltre all’autoverifica dei risultati, e` fondamentale una verifica esterna, altrimenti si rischia di non avviare un percorso di controllo dell’apprendimento e dei livelli di conoscenza, di abilita` e di competenza raggiunti.E` altresı` fondamentale che l’INVALSI, l’agenzia, o chi per essa, possa lavorare d’intesa con le singole scuole, individuando magari anche soluzioni di carattere sociale, perche´ spesso si tratta di problemi di natura sociale. Mi chiedo altresı` perche´ non si possa generalizzare quanto gia` stanno facendo spontaneamente alcune universita`, vale a dire una valutazione delle scuole sulla base della preparazione dei giovani. In particolare, per quanto riguarda gli studenti degli istituti tecnico-professionali si potrebbe pensare ad un coinvolgimento, anche su base volontaria, dei datori di lavoro. Tutte queste informazioni dovrebbero essere poi messe a disposizione delle scuole e rielaborate nell’ambito di una strategia, cosı` da evitare interventi occasionali, quali quelli a volte fatti in questi anni. Un altro aspetto che vorrei sottolineare e` che nella scuola, come nella pubblica amministrazione, non esistono reali incentivi per promuovere un maggiore impegno da parte dei docenti: il merito non ha alcun rilievo.Credo sia giunto il momento di immaginare la possibilita` di retribuzioni differenziate, il cui ammontare sia calcolato in parte sulla base di elementi di carattere meritocratico. Non ho la bacchetta magica: sara` necessario discutere il problema e trovare soluzioni d’intesa con i sindacati. In tal senso, ad esempio, la previsione di corsi di aggiornamento e di formazione a numero chiuso e con esame finale che consentano di guadagnare scatti retributivi potrebbe rappresentare un avvio del discorso. In ogni caso, ritengo sia indispensabile favorire la crescita professionale dei docenti, anche con la reintroduzione del rimborso delle spese di autoaggiornamento, una misura che si puo` facilmente adottare e che io feci introdurre nel 2002, con un nostro emendamento al disegno di legge finanziaria. Tale misura, che purtroppo non e` stata piu` replicata, ebbe un impatto decisamente positivo tra i docenti.Se intendiamo valorizzare la figura del docente ed arrivare all’idea del professionista della conoscenza, si potrebbe immaginare un’area contrattuale separata, soluzione da discutere serenamente. Se vogliamo garantire ai docenti il riconoscimento della specificita` della funzione svolta, il rapporto con il mondo dell’universita`, questa osmosi reciproca – prevista nel vostro programma, cosı` come nel nostro – possiamo procedere ad un agevole confronto.Quanto all’importanza dell’autonomia, e` necessario un organico funzionale o un organico di istituto (cosı` lo abbiamo chiamato nel programma di Alleanza Nazionale, ma si tratta piu` o meno della stessa cosa), che sappia dare una risposta flessibile alle domande della cosiddetta utenza, anche in termini di orari delle diverse materie. Si tratterebbe di un passo in avanti fondamentale, proprio per quanto riguarda il discorso della continuita` didattica.Per quanto concerne poi il tema dei dirigenti scolastici, sappiamo perfettamente che essi sono ormai il perno della nuova scuola dell’autonomia.Non e` pensabile allora continuare con forme di reclutamento analoghe a quelle adottate fino ad oggi. Ha sbagliato Berlinguer ed ha sbagliato anche il precedente Governo. Abbiamo sbagliato nel perseguire logiche di concorsi riservati, senza richiedere reali requisiti preliminari, quali ad esempiomaster universitari di carattere manageriale, e senza prevedere un coinvolgimento delle stesse scuole che, in qualche modo, dovrebbero essere chiamate ad esprimere un parere sull’assunzione del dirigente scolastico.Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare – anche se non credo che si riuscira` a farlo in questa legislatura, ne´ che si riuscira` a realizzarlo facilmente – ad un budget di istituto che consenta l’attribuzione di risorse aggiuntive, in relazione al numero complessivo dei docenti presenti nell’organico funzionale, per interventi di vario genere. Si potrebbero, ad esempio, delegare alle scuole anche le competenze in materia di manutenzione ordinaria (dal tetto ai servizi igienici), senza dover aspettare l’intervento dell’ente locale, in modo da accelerare i tempi.Ritengo poi fondamentale contemplare anche forme di detassazione dei contributi dei privati alle singole scuole, con la previsione magari di un fondo nazionale di solidarieta` (nella misura, ad esempio, del 10 per cento) per le scuole che si trovino in aree svantaggiate. Lo abbiamo immaginatoper le universita`, mi chiedo perche´ non farlo anche per le scuole. Tra l’altro si potrebbe in tal modo risolvere una volta per tutte il problema dei finanziamenti alla scuola non statale; non si tratta, quindi, di dedurre le rette, ma della possibilita` di detassare i contributi aggiuntivi dei privatialle scuole.Per quanto riguarda, infine, il tema degli esami di maturita`, se si intende semplicemente inserire un commissario esterno noi siamo favorevoli. Io stesso presentai nel 2002 un ordine del giorno in tal senso ed il ministro Moratti si impegno`, nell’ambito della riforma, a rivedere la maturita`in quella direzione. E` vero che tra il 2001 e il 2005 non si e` registrato un grande cambiamento, visto che la percentuale di studenti promossi si e` mantenuta sempre intorno al 97 per cento, nonostante i commissari fossero tutti interni. Tuttavia, una commissione costituita esclusivamenteda commissari interni – se si eccettua il presidente, che peraltro e` unico – rappresenta un ostacolo ad una scuola e ad una maturita` piu` serie e selettive.Signor Ministro, la riforma degli esami di maturita` dovrebbe essere l’occasione per immaginare un nuovo modello di scuola: basta con una scuola deresponsabilizzante, facile ed indulgente, sı` invece ad un modello di scuola che privilegi l’impegno serio, la professionalita`, la coscienza e non solo la conoscenza, che privilegi dunque la responsabilizzazione dello studente. Se la riforma della maturita` sara` l’occasione per avviare questo tipo di trasformazione rappresentera`, a nostro avviso, un passo avanti molto importante.Siamo consapevoli, in ogni caso, che le pregiudiziali di tipo ideologico o il rancore politico rendono un pessimo servizio alla causa della crescita della nostra scuola e dunque al futuro dei nostri giovani, che e` poi il futuro della nostra Repubblica. Non limitiamoci allora alle sole parole e non rifugiamoci nei tavoli che stanno altrove o nella politica del decreto.Veniamo in Parlamento, facciamo delle proposte, discutiamone: penso che in tal modo potremo fare insieme qualche passo in avanti. |
|
|
istruzione pubblica, beni culturali 45a seduta |
|
|
|
|
sabato 02 dicembre 2006 |
|
UNIVERSITA’ : DISCUSSIONE E PARERE LEGGE FINANZIARIA 2007 VII COMMISSIONE SENATO MERCOLEDÌ 29 NOVEMBRE 2006 45ª Seduta Il senatore VALDITARA (AN) rammenta anzitutto il pesante taglio di risorse a danno del settore universitario, operato sia dal decreto-legge n. 223 del 2006 (cosiddetto "decreto Bersani") sia dal disegno di legge finanziaria in esame. A ciò si aggiunge l'assoluta mancanza di una prospettiva di riforma complessiva dell'università e della ricerca, che testimonia l'improvvisazione dell'azione di Governo e una inadeguata concezione dello sviluppo del sistema universitario, tanto che i responsabili di tali scelte sembrano sprovvisti di una valida esperienza del mondo accademico.Stigmatizza inoltre i pesanti danni arrecati dal "decreto Bersani" nei confronti delle università più virtuose, la penalizzazione nelle spese per l'erogazione di servizi essenziali, nonché il ritiro disposto dal Ministro dei decreti relativi alla programmazione universitaria, i quali a suo avviso rappresentavano misure meritocratiche poiché redistribuivano le risorse sulla base di criteri di efficienza.Dopo aver rimarcato l'opportunità di escludere gli atenei dagli effetti del decreto-legge n. 223 del 2006, egli ricorda che esso ha influito negativamente anche sulla condizione degli studenti stranieri, per i quali la no tax area non trova applicazione. Pur riconoscendo che durante l'esame presso la Camera dei deputati sono state modificate le norme relative al reclutamento dei ricercatori, ritiene insufficienti tali misure, atteso che le nuove assunzioni potranno aver luogo solo a partire dal 2008. A tal proposito, nega che durante la passata legislatura non siano stati banditi concorsi e siano stati imposti indiscriminati blocchi di assunzione: tra il 2004 e il 2005, infatti, sono stati banditi concorsi per coprire rispettivamente 2.774 e 3.093 posti da ricercatore, i quali, grazie a lunghe battaglie parlamentari, non sono stati interessati da disposizioni che impedivano le assunzioni. L'attuale disegno di legge finanziaria dispone invece l'assunzione di sole 500 unità. Ricorda poi che nella versione iniziale del disegno di legge finanziaria era previsto un doppio canale di reclutamento per i ricercatori nonché una impropria delega al Governo per la disciplina di tali figure, determinando un quadro assai farraginoso. Anche nel testo attuale, il disegno di legge prospetta comunque un sistema nazionale poco chiaro, disattento all'autonomia universitaria. La manovra colpisce poi indiscriminatamente tutte le spese essenziali per la ricerca, come dimostrano i tagli lineari sulla tabella C di cui al comma 208 dell'articolo 18 e gli accantonamenti previsti dal comma 206, che interessano altresì i fondi universitari diversi dal FFO, ivi compresi quelli destinati alle università non statali.Quanto alla razionalizzazione delle sedi di cui al comma 306, egli afferma che la misura pregiudica anche corsi di studio decisamente rilevanti per i territori. In proposito, egli ritiene che l'obiettivo principale sia quello di garantire la qualità dell'università, a prescindere dal numero di atenei esistenti, attraverso un sistema di valutazione adeguato che garantisca una corretta distribuzione delle risorse.Ritiene altresì che l'originaria proposta governativa volta a eliminare gli scatti biennali di stipendio per i ricercatori e i professori fosse totalmente errata, tanto più che le risorse per il mondo accademico sono scarse.Giudica poi aberranti le disposizioni contenute nel decreto-legge n. 262 del 2006 concernenti la delegificazione degli enti di ricerca, le quali espongono tali istituti al rischio di provvisorietà e a forme di ricatto politico. Dopo aver deplorato l'assenza nel testo originario del disegno di legge delle disposizioni riguardanti la possibilità di destinare il 5 per mille dell'imposta sul reddito alla ricerca e dopo aver stigmatizzato le opinioni del ministro Mussi circa le modalità di nomina dei vertici degli enti di ricerca secondo logiche di natura assembleare, prende atto con soddisfazione che anche secondo l'Esecutivo la nascente Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) si pone in continuità con l'operato dei precedenti Governi. Al riguardo, ritiene tuttavia che debbano essere definiti i criteri di composizione dell'organo.Ribadendo l'indirizzo critico espresso in merito ai tentativi di depotenziare gli enti di ricerca, puntualizza che il decreto-legge n. 35 del 2005 aveva destinato alla ricerca industriale somme ben più consistenti di quelle richiamate dal relatore Ranieri nella relazione introduttiva. L'attuale maggioranza, in occasione dell'esame di quel decreto-legge, aveva peraltro criticato il provvedimento - in maniera incoerente con quanto dichiarato in merito all'attuale disegno di legge finanziaria - poiché a suo avviso era suscettibile di ridurre le risorse alla ricerca pubblica.Con riferimento al Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), egli ritiene poi insensato istituire nuovi fondi dopo aver ridotto le risorse per le funzioni essenziali della ricerca e della didattica. Ripercorrendo i numerosi tagli disposti da leggi volute dal Centro-sinistra e ricordando i dati forniti sia dalla Conferenza dei rettori che da organi di stampa vicini allo stesso Esecutivo, egli reputa altresì che il Governo abbia gravemente tradito le promesse fatte durante la campagna elettorale, dimostrando di non avere un'idea chiara dello sviluppo e di procedere senza scrupoli alla riduzione degli investimenti.Egli annuncia infine che il suo Gruppo ripresenterà alcuni degli emendamenti respinti alla Camera dei deputati volti a recuperare la riduzione dei consumi intermedi per gli atenei, a reintegrare il FFO in considerazione del fabbisogno aggiuntivo, a costituire un fondo speciale per valorizzare l'eccellenza e il merito, nonché a escludere dai tagli gli strumenti del diritto allo studio, le risorse per l'edilizia universitaria e le università private. Per dichiarazione di voto interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale rivendica anzitutto la legittimità delle sue critiche al disegno di legge finanziaria, ancorché in alcuni casi rivolte alla sua versione originaria. Sono infatti proprio le proposte iniziali del Governo che ne manifestano le vere intenzioni, piuttosto che il successivo esame parlamentare, animato in questo caso da una sollevazione corale del mondo accademico. Né alla Camera dei deputati è stato possibile rimediare alle carenze finanziarie della manovra, che tuttora palesa un incomprensibile accanimento contro le università. Quanto all'assunzione di ricercatori, egli conferma che per il 2007 non si potrà andare oltre le 500 unità, atteso che le risorse a disposizione ammontano a 20 milioni di euro. Entrando nel merito dello schema di rapporto illustrato dal relatore, egli contesta anzitutto l'affermazione, contenuta nelle premesse, secondo cui il FFO sarebbe stato sensibilmente decurtato nella scorsa legislatura. Al contrario, egli ricorda che negli ultimi anni il Fondo ha conosciuto un consistente aumento. Quanto all'osservazione n. 2 giudica insufficiente la presa d'atto che gli aumenti assicurati sono inidonei a bilanciare i tagli dei consumi intermedi operati dal "decreto Bersani". Chiede pertanto di integrare detta osservazione con il richiamo all'ulteriore fabbisogno del Fondo dovuto agli incrementi stipendiali previsti per legge. La stessa Conferenza dei rettori ha del resto quantificato tale fabbisogno ulteriore in circa 350 milioni di euro. Esprime invece apprezzamento per l'osservazione n. 4, che recepisce un'istanza ripetutamente sollevata da Alleanza Nazionale in favore di un fondo specifico da distribuire agli atenei più meritevoli sulla base dei risultati della valutazione. Passando all'osservazione n. 5, egli rammenta di aver più volte sconsigliato al Governo di inserire il riordino degli enti di ricerca nell'ambito della manovra finanziaria. Prende peraltro atto con soddisfazione della scelta della maggioranza di ritornare sui suoi passi, abrogando i commi da 143 a 145 del decreto-legge n. 262 facendo contestualmente ricorso alla delega legislativa. Manifesta infine perplessità per l'osservazione n. 6, che giudica di carattere sindacale. |
|
|
istruzione pubblica, beni culturali 44a seduta |
|
|
|
|
sabato 02 dicembre 2006 |
|
SCUOLA: DISCUSSIONE E PARERE LEGGE FINANZIARIA 2007 VII COMMISSIONE SENATO MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2006 44ª Seduta (pomeridiana) Il senatore VALDITARA (AN) osserva anzitutto che la manovra finanziaria in esame pone una grande questione morale, avendo il Centro-sinistra clamorosamente tradito gli impegni presi con gli elettori e sconfessato cinque anni di campagna elettorale. Ricorda indi che, nella scorsa legislatura, il Centro-sinistra ha ripetutamente accusato il Governo Berlusconi di aver irresponsabilmente diminuito gli stanziamenti a favore della scuola, giudicando in particolare gravissima la riduzione di 150 milioni di euro in tre anni per i consumi della scuola, di 100 milioni di euro per la ricerca e di 60 milioni di euro per il Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO).Il comma 206 dell'articolo 18 comporta tuttavia una riduzione pari a 120 milioni di euro in tre anni per i consumi della scuola, cui si aggiungono tagli per ulteriori 60 milioni di euro nel triennio conseguenti al cosiddetto "decreto Bersani".Relativamente al complesso delle manovre finanziarie del Centro-destra riferite al settore dell'istruzione, il senatore Valditara rammenta inoltre che il taglio di 1,200 miliardi di euro in tre anni apportato nel 2002 dovette essere reinvestito, grazie ad un emendamento di Alleanza nazionale, nella valorizzazione professionale del personale docente. Peraltro, in assenza di una clausola di salvaguardia, solo la metà di tale riduzione fu effettivamente realizzata e comunque totalmente reinvestita nella contrattazione di settore.La prima manovra finanziaria del Centro-sinistra, invece, nonostante le roboanti affermazioni dell'Unione a favore degli investimenti in sapere e ricerca, dispone un taglio circa triplo per il sistema di istruzione, pari a 3,200 miliardi di euro in tre anni, senza prevedere alcun reinvestimento nella scuola. A ciò, si aggiunge la clausola di salvaguardia, che rappresenta una vera e propria "tagliola". Né tali tagli devastanti risultano in alcun modo compensati dalle poche risorse destinate a varie finalità come ad esempio l'edilizia scolastica, cui sono riservati appena 30 milioni di euro.Passando al presunto impegno della maggioranza a favore del precariato, ricorda che nella scorsa legislatura sono stati concretamente assunti 130.000 docenti precari. La promessa di assumerne altri 150.000 rischia invece di risolversi in una grande illusione. Dai dati contenuti nella relazione tecnica al disegno di legge finanziaria, nonché dalle dichiarazioni rese dal ministro Fioroni alla Commissione, emerge infatti chiaramente che dal 1° settembre 2006 al 1° settembre 2009 si renderanno disponibili 116.000 posti, cui vanno detratti i 33.000 soppressi (fra cui rientrano ad esempio i 19.000 conseguenti all'aumento dello 0,4 per cento del rapporto alunni/docenti). I posti in organico effettivamente disponibili non saranno quindi più di 80.000. Inoltre, la relazione tecnica al disegno di legge finanziaria illustra i numerosi vincoli del piano di assunzioni, chiarendo inequivocabilmente che ha carattere programmatico, non deve determinare aumenti di spesa ed è comunque subordinato ad una verifica annuale di fattibilità da parte del Ministro dell'economia. Non si tratta quindi di un impegno serio, ma di una mera dichiarazione di intenti.Altrettante perplessità suscita poi la cancellazione delle graduatorie permanenti dall'anno scolastico 2010-2011. Poiché vi sono iscritti 300.000 docenti e il piano di assunzioni prevede di inquadrarne 150.000, risulta infatti assai incerta la sorte degli altri 150.000.Quanto all'innalzamento dell'obbligo scolastico, egli deplora che una riforma così rilevante sia stata inserita nella manovra finanziaria. Osserva peraltro che le finalità indicate al comma 278 risultano identiche a quelle dell'obbligo formativo introdotto dalla riforma Moratti, che peraltro lo fissava fino a 18 anni. Ne consegue che la manovra del Centro-sinistra finisce per abbassare di due anni il percorso formativo dei giovani. Né va dimenticato che, secondo un autorevole studio dell'Isfol, l'innalzamento dell'obbligo necessita di un incremento di 14.500 insegnanti, per un costo di 500 milioni di euro. La manovra finanziaria ne dispone invece appena 220, parte dei quali destinati a misure diverse, sicchè per l'innalzamento dell'obbligo ne rimangono solo 120.Nel sottolineare il carattere velleitario delle misure predisposte dal Centro-sinistra, il senatore Valditara si sofferma indi sui contratti per il personale della scuola, lamentando che non siano stati ancora erogati i 200 milioni di euro a suo tempo accantonati dall'ex ministro Moratti. Al riguardo, diffida il Governo ad utilizzarli per chiudere code contrattuali senza il dovuto riconoscimento per l'impegno profuso nella scorsa legislatura.Egli critica poi la scelta di attribuire direttamente alle scuole i fondi per le supplenze senza la contestuale attribuzione della competenza a gestirle.Passando al reclutamento dei dirigenti scolastici, egli deplora la disparità di trattamento fra i candidati del concorso ordinario e quelli del concorso riservato, che pregiudica i presidi incaricati.Prende indi atto con soddisfazione dello stanziamento assicurato alle scuole paritarie, con priorità per la scuola dell'infanzia, che giudica tuttavia incoerente rispetto alle polemiche sollevate nel corso della scorsa legislatura nei confronti del Centro-destra, accusato di sottrarre risorse alla scuola pubblica in favore di quella privata.Ribadisce altresì il proprio sconcerto a fronte delle dichiarazioni rese dal ministro Fioroni alla Commissione, in palese contrasto con i dati di bilancio. Ricorda infatti che il ministro Fioroni ebbe modo di affermare che dall'incremento dello 0,4 per cento del rapporto fra alunni e docenti sarebbe derivata una riduzione di 15.000 insegnanti, mentre la relazione tecnica afferma che saranno soppressi 19.000 posti. La medesima relazione tecnica richiama poi una riduzione di 750 milioni di euro, che il ministro Fioroni ha quantificato in appena 450 milioni. Il Ministro ha altresì affermato che ai 116.000 posti che si renderanno vacanti dal 2006 al 2009 devono essere aggiunti i 42.000 posti scoperti in organico, mentre la relazione tecnica afferma che essi sono già computati nei 116.000. Il Ministro ha infine sostenuto che, dall'assunzione di 150.000 precari, deriveranno 800 milioni di risparmi mentre, secondo i calcoli del Servizio bilancio del Senato, essi non potranno superare i 200 milioni.Nel lamentare poi che l'inserimento di riforme consistenti nell'ambito della manovra finanziaria esautora di fatto il Parlamento, privandolo della possibilità di un confronto di merito, critica altresì la prevista riforma dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema di istruzione (INVALSI), che sembra prevalentemente volta a giustificare un avvicendamento di personale.Rinnova quindi conclusivamente la sua profonda indignazione per il clamoroso tradimento delle promesse elettorali del Centro-sinistra che, a suo avviso, inficia la legittimità stessa del Governo. Per dichiarazione di voto contrario interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale ribadisce che le razionalizzazioni di spesa sono condivisibili solo se prevedono il reinvestimento dei risparmi nel medesimo settore. Altrimenti, esse configurano veri e propri tagli, come nel caso di specie che destina i 3,200 miliardi di riduzioni nel settore dell'istruzione a beneficio del debito pubblico. Né si tratta di interventi che possono essere compensati dalla destinazione di risorse molto modeste per finalità specifiche più o meno discutibili, quali l'educazione degli adulti, l'innalzamento dell'obbligo scolastico, l'istituzione delle classi "primavera". La finanziaria in esame destina infatti appena 220 milioni di euro per una decina di iniziative, mentre il solo innalzamento dell'obbligo scolastico ne richiederebbe 500, a testimonianza del carattere assolutamente demagogico della politica di Centro-sinistra.Entrando nel merito dello schema di rapporto illustrato dalla relatrice, giudica anzitutto troppo generica l'osservazione n. 1, che risulta a suo avviso inidonea a garantire il mantenimento del rapporto 1/138 degli insegnanti di sostegno.Anche l'osservazione n. 2 risulta eccessivamente generica, non definendo la sorte delle graduatorie permanenti nel caso in cui esse non fossero esaurite nell'anno scolastico 2010-2011.Quanto all'osservazione n. 3, essa non affronta a suo avviso il problema della discriminazione a danno dei presidi incaricati.Condivide invece l'osservazione n. 4.Chiede pertanto la votazione per parti separate dello schema di rapporto, invocando precisazioni sulle osservazioni n. 1 (con riferimento agli insegnanti di sostegno), n. 2 (al fine di mantenere le graduatorie permanenti sino all'esaurimento del precariato) e n. 3 (per corrispondere alle esigenze dei presidi incaricati). Ribadisce comunque la palese contraddizione della maggioranza di Governo, che ha disposto tagli pesanti a danno della scuola anziché assicurare le risorse promesse in campagna elettorale. |
|
|
istruzione pubblica, beni culturali 35a seduta |
|
|
|
|
domenica 19 novembre 2006 |
|
ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) MERCOLEDÌ 8 NOVEMBRE 2006 35ª Seduta Per dichiarazione di voto contrario, prende la parola il senatore VALDITARA (AN) il quale prende atto comunque che la veemente denuncia dell'opposizione ha sortito qualche effetto positivo. Con riferimento all'ANVUR egli ribadisce che non si tratta di una rivoluzione copernicana, come ripetutamente affermato dal ministro Mussi. Del resto, anche il senatore Ranieri ha ammesso che si tratta solo di un accorpamento di due organismi preesistenti. A proposito dei requisiti di terzietà di tale Agenzia, egli non pone in discussione che il mondo accademico debba essere valutato da professori universitari, bensì stigmatizza che nel decreto-legge non sia esplicitato a chi spetti la scelta dei membri dell'ANVUR, con evidenti pregiudizi sulla trasparenza decisionale. Se tale nuovo organismo fosse simile ad una autorità indipendente, egli prosegue, esso dovrebbe avere una totale autonomia dai vertici politici, mentre se a scegliere i suoi membri fossero i docenti universitari si correrebbe il rischio di creare pericolose "cordate" penalizzanti per le scuole di pensiero rivali. A fronte di tale incertezza sarebbe pertanto opportuno che la scelta dei componenti fosse demandata al Ministro, sottoposto al circuito della responsabilità politica. Ribadisce indi le sue forti riserve in ordine alla presunta novità dell'intera operazione, che potrebbe nascondere velleità di altro tipo, tanto più che i due organismi vigenti, CNSVU e CIVR, nonostante i cambi di maggioranza, hanno operato con una composizione pressoché immutata. Restano irrisolti, a suo giudizio, alcuni punti essenziali tra cui la durata e la composizione dell'organo, nell'ambito del quale dovrebbero essere compresi i professori ordinari che abbiano ottenuto valutazioni positive nel percorso universitario, nonché i soggetti che finanziano in modo significativo l'università e la ricerca. Quanto al riordino degli enti di ricerca, pur dando atto alla Presidente relatrice dello sforzo sotteso alla osservazione n. 3, egli non ritiene che le numerose perplessità possano essere superate. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
istruzione pubblica, beni culturali 34a seduta |
|
|
|
|
domenica 19 novembre 2006 |
|
ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) MARTEDÌ 7 NOVEMBRE 2006 34ª Seduta (pomeridiana) In discussione generale interviene il senatore VALDITARA (AN) il quale giudica aberranti alcune disposizioni contenute nel disegno di legge e in particolare i commi 143, 144 e 145 dell'articolo 2. Tali norme - che egli non esita a definire eversive - costituiscono a suo giudizio un colpo di mano assai grave contro l'autonomia degli enti di ricerca in Italia e si pongono in contraddizione con l'articolo 33 della Costituzione, posto a fondamento di tale autonomia. In passato del resto la disciplina degli enti di ricerca è sempre stata disposta con un atto legislativo, seguito da regolamenti di organizzazione degli stessi enti di ricerca. Il comma 143 dell'articolo 2, invece, stabilisce che la razionalizzazione degli enti di ricerca avvenga attraverso regolamenti di delegificazione, sottoposti ad un mero parere non vincolante delle competenti Commissioni parlamentari e che possono comunque essere emanati anche in assenza di detto parere ove siano trascorsi trenta giorni dalla trasmissione. Il Governo dispone quindi di un enorme potere, non soggetto al controllo parlamentare. Rimarcando il suo disaccordo nei confronti di tale impostazione, egli ricorda che anche i sindacati hanno manifestato perplessità su un meccanismo che, ribadisce, potrebbe costituire un pericoloso precedente. Appellandosi alle componenti della maggioranza più sensibili al riconoscimento dell'autonomia degli enti di ricerca, egli auspica che la Commissione manifesti una posizione unitaria contraria a tale disposizione normativa.Quanto al comma 138 dell'articolo 2, egli ritiene la creazione dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) coerente con le iniziative messe in atto nella scorsa legislatura. Tuttavia, considerata la sostanziale identità di competenze tra l'ANVUR e i due organi preesistenti, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) e il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), egli ritiene ingiustificata la soppressione di tali due istituti, che hanno peraltro conseguito discreti risultati. Per contro, tale scelta potrebbe essere conseguente alla volontà governativa di cambiare ad ogni costo gli organi dirigenti di tali istituti, che attualmente non sono in scadenza, in una logica di spoil system. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Istruzione pubblica, beni culturali: 28 a seduta |
|
|
|
|
mercoledì 25 ottobre 2006 |
|
ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) GIOVEDÌ 19 OTTOBRE 2006 28ª Seduta (antimeridiana)
Il senatore VALDITARA (AN) nel dare atto al ministro Fioroni di aver riferito sollecitamente in Commissione sull’entità effettiva dei tagli previsti dalla manovra finanziaria ai danni della scuola, lamenta tuttavia che egli ha dimostrato una scarsa conoscenza dei dati tecnici. Egli infatti aveva dichiarato che dall'assunzione dei 150.000 precari sarebbero derivati 850 milioni di euro di risparmio, mentre nel dossier del Servizio del bilancio del Senato sul disegno di legge n. 3523 è chiaramente affermato che dall'assunzione di 35.000 precari deriverebbero risparmi pari a 51 milioni di euro. È chiaro quindi che dalla manovra del Governo conseguirebbero tutt'al più 200 milioni di euro di risparmi. Il ministro Fioroni aveva altresì affermato che ai 116.000 docenti prossimi alla pensione per il triennio 2007-2009 andavano aggiunti anche i 42.000 posti vacanti per il 2006; tale dato risulta totalmente incongruente con quanto previsto nella legge finanziaria, atteso che i pensionamenti del 2006 risultano già compresi nelle previsioni riguardanti il triennio 2007-2009. A ciò aggiunge che, secondo le cifre fornite dal Ministro, dall'innalzamento del rapporto alunni/docenti per classe deriverebbero tagli agli organici per 15.000 docenti; tale previsione risulta errata in quanto l'iniziativa determinerà una riduzione di 19.000 docenti, con un risparmio di 787 milioni di euro. Né risultano corrette le affermazioni del Ministro riguardanti i dati sui docenti di lingua inglese, per i quali la relazione tecnica prevede risparmi ben diversi dalle cifre fornite dal Ministro. Alla luce di tali considerazioni, egli ritiene del tutto insoddisfacenti e non veritiere le risposte date dal ministro Fioroni a quesiti legittimamente posti dalle forze di opposizione. Conclude puntualizzando che, ciò nonostante, il Gruppo di Alleanza Nazionale e l'intera Casa delle libertà dimostrano un grande senso di responsabilità proseguendo i lavori sulla riforma degli esami di maturità e un atteggiamento assai più collaborativo di quello che avrebbe manifestato il Centro-sinistra nella XIV legislatura a fronte di una situazione analoga. |
|
|
Istruzione Pubblica, Beni culturali: 13ª Seduta |
|
|
|
|
mercoledì 26 luglio 2006 |
|
Il senatore VALDITARA (AN) si associa alle considerazioni del relatore circa l'importanza del processo di internazionalizzazione delle università. Osserva, tuttavia, che le università italiane non figurano ad alto livello nelle graduatorie internazionali, come testimonia una inchiesta promossa lo scorso anno dall'Economist. L'obiettivo prioritario deve dunque essere finalizzato, a suo giudizio, ad aumentare la competitività del sistema universitario italiano, sia in termini di servizi offerti agli studenti che di didattica, incrementando ad esempio la disponibilità di corsi in lingua inglese e riducendo le complicazioni burocratiche a carico degli studenti stranieri. Al riguardo, rammenta che, durante la scorsa legislatura, fu introdotta una norma nella legge n. 230 del 2005 sullo stato giuridico dei professori universitari volta ad evitare che i docenti stranieri fossero sottoposti agli stessi controlli dei lavoratori extra comunitari ai fini del rilascio del visto d'ingresso in Italia, come previsto dalla legge n. 189 del 2002, cosiddetta "Bossi-Fini". Analoghe norme potrebbero perciò essere disposte a favore degli studenti. Lamenta inoltre la generale carenza di strutture, pur riconoscendo la presenza di alcune aree di eccellenza in grado di attirare studenti stranieri, quali ad esempio l'università Bocconi e il Politecnico di Milano. Rileva altresì una profonda contraddizione tra l'apertura manifestata dal Governo all'ingresso di giovani stranieri e la penalizzazione a loro sfavore disposta dall'articolo 36, comma 22, lettera a), del decreto-legge n. 223 del 2006. In esso, infatti si prevede la non applicazione delle deduzioni di imposta (la cosiddetta no tax area) per i non residenti, compresi quindi gli studenti stranieri. Tale norma causerà evidentemente una drastica diminuzione del valore reale delle borse di studio, nonché il sorgere di un debito di imposta a carico dei giovani studenti provenienti da altri Paesi. |
|
|
Istruzione Pubblica, Beni culturali: 9ª Seduta |
|
|
|
|
martedì 18 luglio 2006 |
|
Prende la parola il senatore VALDITARA (AN), il quale sottolinea la presenza nel Documento di programmazione economico-finanziaria di tre affermazioni che confermano l’entità delle risorse assicurate dal precedente Governo al settore della formazione: innanzitutto, l’investimento italiano in ricerca e sviluppo si situa nella media OCSE; in secondo luogo, l’attuale spesa per studente universitario non è inadeguata rispetto agli standard internazionali; infine, nel settore scolastico la spesa per studente è addirittura superiore se confrontata con quella di altri Paesi europei. Egli dichiara poi di condividere alcuni obiettivi contenuti nel Documento di programmazione economico-finanziaria, del resto già perseguiti dal precedente Governo. Fra questi, egli cita anzitutto l’incremento degli investimenti privati per la ricerca, che rappresenta la vera sfida da realizzare in sintonia con le misure già adottate nella scorsa legislatura come la defiscalizzazione degli oneri sostenuti dalle imprese per gli investimenti in ricerca e sviluppo, la previsione di cattedre convenzionate e l’aumento del numero dei contratti attivi negli enti di ricerca. In tal senso, è da apprezzare a suo avviso l’attenzione che il Governo Berlusconi aveva dedicato alla valorizzazione dei collegamenti tra università ed imprese. Dopo aver espresso il suo favore all’introduzione di meccanismi che premino il merito dei docenti, giungendo anche a forme di contrattazione individuale, nonché a trasferimenti di risorse legati ai risultati realmente ottenuti, il senatore Valditara osserva come ciò si ponga in contrasto con il ritiro del decreto sulla programmazione universitaria, che mirava a riequilibrare le risorse fra atenei del Nord e del Sud sulla base del merito. Dichiara inoltre le sue perplessità in relazione alla possibilità, contenuta nel Documento di programmazione economico-finanziaria, che fino al 2011 i rinnovi contrattuali dei docenti vengano finanziati con l’indennità di vacanza contrattuale, in quanto tale intervento dovrebbe avere un carattere esclusivamente residuale. Quanto al problema del reperimento delle risorse, pone l’attenzione sui tagli effettuati nel settore dell’istruzione dal recente decreto-legge n. 223 del 2006, in netta contraddizione con gli obiettivi indicati nel Documento in esame. Venendo al tema del turismo, egli giudica scontata e ripetitiva la relazione governativa, che riprende peraltro alcune linee strategiche già attuate dal Governo Berlusconi. Pur apprezzando la trasparenza del Documento di programmazione economico-finanziaria nella parte in cui descrive la situazione attuale, esprime peraltro forti riserve in ordine alla capacità del Governo Prodi di compiere azioni realmente qualificanti. Concludendo, dichiara la disponibilità del suo Gruppo a confrontarsi con la maggioranza su specifici temi concreti quali ad esempio il potenziamento di forme contrattuali individuali per i docenti e la previsione di meccanismi premiali per le università che ottengono risultati migliori. |
|
|
Commissione sanità: 12ª Commissione |
|
|
|
|
venerdì 09 giugno 2006 |
|
SENATO DELLA REPUBBLICA (Igiene e sanita`)
SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DELL’UNIVERSITA` E DELLA RICERCA MUSSI E DEL MINISTRO DELLA SALUTE TURCO IN ORDINE ALL’OGGETTO ED AI LIMITI DEI PROGRAMMI DI RICERCA DI CUI AL VII PROGRAMMA QUADRO DELL’UNIONE EUROPEA
2ª seduta
VALDITARA (AN). Signor Presidente, dopo le tante cose condivisibili che sono state avanzate e sostenute nella sessione passata, in particolar modo dal senatore Buttiglione, dal senatore Cursi e da altri colleghi dell’opposizione, credo non ci sia molto da aggiungere, semmai c’e` qualcosa da puntualizzare. E` importante intanto affermare che la legge n. 40 del 2004 e` un punto di equilibrio, un grande punto di equilibrio, che garantisce la difesa di principi che non possono essere violati, la difesa della vita e il suo manifestarsi. E ` una legge di civilta`, che nella sostanza e` stata confermata dall’esito referendario. Ho il serio dubbio che qui si stia violando proprio quella legge. L’iniziativa del ministro Mussi credo sia un modo surrettizio di avviare un percorso di revisione della legge, iniziando con un suo sostanziale aggiramento e spostando a livello europeo la questione. Ritengo anche che sia sbagliato, nella sostanza, finire col finanziare ricercatori di altri Paesi senza un beneficio per la ricerca nazionale. Penso che un passaggio parlamentare, prima di arrivare a questa decisione, fosse indispensabile, proprio ai sensi della cosiddetta legge Buttiglione. Allora, non vorrei che qui ci venissimo a trovare di fronte a due violazioni di legge, quella della legge n. 40 e quella della cosiddetta legge Buttiglione. Chiedo allora che gli atti possano arrivare presto in Commissione e che si possa votare, per poter dare un indirizzo vincolante, che quindi non potra` essere in alcun modo disatteso, al Governo. Ritengo che queste puntualizzazioni fossero necessarie rispetto a quanto gia` affermato nella sessione precedente dei lavori. |
|
|
Interventi in Commissione |
|
|
|
|
mercoledì 24 agosto 2005 |
|
Come Senatore Interventi nella commissione 1ª Affari Costituzionali (Senato) • È intervenuto su Doc. LVII n.1 " Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2002-2006 " il 19 luglio 2001 (ant) • Indagine conoscitiva sugli incidenti avvenuti a Genova durante il vertice G8 (Indagini Conoscitive) l'1 agosto 2001 (pom) • Indagine conoscitiva sugli effetti nell'ordinamento delle revisioni del titolo V della Parte II della Costituzione (Indagini Conoscitive) il 17 ottobre 2001 (ant) , il 24 ottobre 2001 (ant) , il 20 febbraio 2002 (pom) • Sul sopralluogo svolto in Australia nell'ambito dell'indagine conoscitiva concernente il voto degli italiani all'estero. (Sui lavori della Commissione) il 15 marzo 2005 (pom) , il 22 marzo 2005 (pom) • Proposta di indagine conoscitiva sulle innovazioni tecnologiche nelle amministrazioni pubbliche (Sui lavori della Commissione) il 30 luglio 2001 (pom) Interventi nella commissione 1ª Affari Costituzionali (Senato) Sottocommissione per i pareri
• È intervenuto su Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.386 " Schema di decreto legislativo recante: "Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione nonché riordino dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53" " il 20 luglio 2004 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.393 " Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante: "Disposizioni per la disciplina degli ordinamenti didattici, dei requisiti di idoneità dei docenti e delle sedi, della programmazione e dello sviluppo del sistema dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, ai sensi della legge 21 dicembre 1999, n. 508" " il 27 luglio 2004 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.432 " Schema di decreto legislativo recante: "Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53" " il 25 gennaio 2005 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.535 " Schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali di prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione " il 28 settembre 2005 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.530 " Schema di decreto legislativo concernente: "Definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell'accesso all'insegnamento" " il 28 settembre 2005 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.106 " Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508 " l'11 giugno 2002 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.114 " Richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo concernente realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 " il 9 luglio 2002 (pom)in qualità di Relatore • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.361 " Schema di decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca concernente: "Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei approvato con decreto del Ministro dell'istruzione e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509" " il 27 aprile 2004 (pom)in qualità di Relatore Interventi nella commissione 7ª Istruzione pubblica, beni culturali (Senato) Comunicazioni del governo • È intervenuto su Comunicazioni del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sull'attuazione della legge n. 62 del 2000, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio il 20 luglio 2004 (pom) • Comunicazioni del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sugli indirizzi generali della politica del suo dicastero il 18 settembre 2001 (pom) • Comunicazioni del Ministro per i beni e le attività culturali sulle iniziative governative per la salvaguardia e il recupero del patrimonio culturale iracheno il 7 maggio 2003 (pom) • Comunicazioni del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulle iniziative del Ministero in occasione del semestre italiano di presidenza dell'Unione europea il 22 luglio 2003 (pom) Interventi vari • È intervenuto su Questioni afferenti il sistema universitario italiano (Affari Assegnati) il 6 maggio 2003 (pom) , il 6 ottobre 2004 (pom) • Doc. LVII n.4 " Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2005-2008 " il 3 agosto 2004 (ant) • Doc. LVII n.2 " Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2003-2006 " il 17 luglio 2002 (pom) • Doc. LVII n.3 " Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007 " il 23 luglio 2003 (ant) • Indagine conoscitiva sull'integrazione e il dialogo tra culture e religioni diverse nel sistema italiano di istruzione (Indagini Conoscitive) il 5 aprile 2005 (pom) • Indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante norme sul coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica (Indagini Conoscitive) il 5 dicembre 2002 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.386 " Schema di decreto legislativo recante: "Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione nonché riordino dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53" " il 28 luglio 2004 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.402 " Schema di decreto ministeriale recante il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2004, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, per la quota destinata al finanziamento degli istituti scientifici speciali " il 29 settembre 2004 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.439 " Schema di decreto legislativo recante: "Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53" " il 9 febbraio 2005 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.475 " Schema di riparto di una quota dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2005, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi " il 4 maggio 2005 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.518 " Schema di decreto ministeriale recante definizione dei criteri per l'istituzione dei corsi di laurea magistrale in giurisprudenza " il 26 luglio 2005 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.535 " Schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali di prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione " il 27 settembre 2005 (not) , il 28 settembre 2005 (not) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.530 " Schema di decreto legislativo concernente: "Definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell'accesso all'insegnamento" " il 28 settembre 2005 (not) , il 4 ottobre 2005 (pom) , il 5 ottobre 2005 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.552 " Schema di decreto ministeriale recante ripartizione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per l'anno 2005 " l'8 novembre 2005 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.616 " Relazione per l'individuazione della destinazione delle disponibilità del Fondo per l'università e la ricerca e del Fondo per l'edilizia universitaria per l'anno 2006 " il 28 febbraio 2006 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.617 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi di laurea " il 21 febbraio 2006 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.618 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi di laurea magistrale " il 21 febbraio 2006 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.619 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi delle lauree magistrali sanitarie " il 21 febbraio 2006 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.622 " Schema di decreto legislativo recante: "Riordino della disciplina concernente il reclutamento dei professori universitari" " il 21 febbraio 2006 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.106 " Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508 " il 20 giugno 2002 (pom) , il 3 luglio 2002 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.178 " Schema di decreto legislativo recante riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) " il 13 marzo 2003 (ant) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.28 " Schema di regolamento in materia di autonomia statutaria e regolamentare delle istituzioni di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508 " il 3 agosto 2001 (ant) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.226 " Schema di decreto ministeriale recante la tabella delle istituzioni culturali ammesse al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2003-2005 " il 14 maggio 2003 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.245 " Schema di decreto ministeriale concernente gli obiettivi della programmazione del sistema universitario per il triennio 2004-2006 " il 23 luglio 2003 (ant) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.258 " Schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2003 " il 30 luglio 2003 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.274 " Schema di decreto legislativo recante: "Disposizioni ulteriori di riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e istituzione dell'Ente Nazionale di Ricerca Metrologica (ENRM)" " il 15 ottobre 2003 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.303 " Schema di decreto legislativo recante la definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione " il 20 gennaio 2004 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.332 " Destinazione della quota dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2003, relativo a contributi in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, per il finanziamento degli istituti scientifici speciali. " il 3 marzo 2004 (pom) • Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.361 " Schema di decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca concernente: "Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei approvato con decreto del Ministro dell'istruzione e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509" " il 25 maggio 2004 (pom) • Nomina ex art. 1 legge n. 14 del 1978 n.103 " Proposta di nomina del prof. Fabio Pistella a Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) " il 26 maggio 2004 (ant) • Nomina ex art. 1 legge n. 14 del 1978 n.113 " Proposta di nomina del prof. Piero Benvenuti a Presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica (INAF) " il 7 luglio 2004 (pom) • Sull'audizione appena svolta, in sede di Ufficio di presidenza, dei rappresentanti del Consiglio universitario nazionale sul disegno di legge n. 3008 (Sui lavori della Commissione) il 12 ottobre 2004 (pom) • È intervenuto per dichiarazione di voto in merito a Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007 (Doc. LVII, n.3) (Esame di Documenti di Bilancio) il 23 luglio 2003 (ant) ( Doc. LVII n.3 " Documento di programmazione economico- finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007 " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 373 (Parere su Atti del Governo) il 19 maggio 2004 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.373 " Proposta di trasformazione dell'Istituto papirologico "Girolamo Vitelli" in struttura scientifica dell'Università di Firenze " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 386 (Parere su Atti del Governo) il 3 agosto 2004 (ant) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.386 " Schema di decreto legislativo recante: "Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione nonché riordino dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53" " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 439 (Parere su Atti del Governo) il 23 febbraio 2005 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.439 " Schema di decreto legislativo recante: "Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53" " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del governo n. 480 (Parere su Atti del Governo) il 25 maggio 2005 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.480 " Schema di direttiva per l'anno 2005 concernente gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge n. 440 del 1997, recante l'istituzione del fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 518 (Parere su Atti del Governo) il 27 luglio 2005 ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.518 " Schema di decreto ministeriale recante definizione dei criteri per l'istituzione dei corsi di laurea magistrale in giurisprudenza " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 535 (Parere su Atti del Governo) il 28 settembre 2005 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.535 " Schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali di prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atti del Governo nn. 617, 618 e 619 (Parere su Atti del Governo) il 21 febbraio 2006 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.617 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi di laurea " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atti del Governo nn. 617, 618 e 619 (Parere su Atti del Governo) il 21 febbraio 2006 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.618 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi di laurea magistrale " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atti del Governo nn. 617, 618 e 619 (Parere su Atti del Governo) il 21 febbraio 2006 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.619 " Schema di decreto ministeriale recante definizione delle classi delle lauree magistrali sanitarie " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 622 (Parere su Atti del Governo) il 28 febbraio 2006 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.622 " Schema di decreto legislativo recante: "Riordino della disciplina concernente il reclutamento dei professori universitari" " - favorevole a nome del gruppo ) • Parere su atto del Governo n. 255 (Parere su Atti del Governo) il 29 luglio 2003 (pom) ( Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n.255 " Schema di riparto di una quota dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca per l'anno 2003, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi " - favorevole a nome del gruppo ) Interventi nella Commissione parlamentare per l'infanzia (Bicamerale) • È intervenuto su Audizione del Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, in merito al piano d'azione e di interventi 2002-2004 per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva (Audizioni) il 26 febbraio 2003 (not) Interventi nella Commissione parlamentare questioni regionali (Bicamerale) • È intervenuto su Sui disegni di legge da esaminare nelle prossime sedute (Sui lavori della Commissione) il 26 giugno 2002 (ant) |
|
|
|
|